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Marcia per la Vita a Parigi: impatto europeo

Thomas Oswald
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Rafforzati dall’esempio spagnolo, 40.000 manifestanti dicono “sì” alla vita nelle vie della capitale francese

La Spagna, avanzando verso la limitazione del diritto all'aborto, ha dato loro speranza. Migliaia di francesi hanno marciato per la vita domenica 19 gennaio a Parigi, molti con i colori della bandiera spagnola – rosso e giallo – e cantando “Viva la Spagna”.

Secondo gli organizzatori, circa 40.000 persone di tutte le età, anche famiglie con bambini, hanno partecipato alla nona Marcia per la Vita di Parigi, alla vigilia dell'esame, all'Assemblea nazionale, del disegno di legge sull'uguaglianza uomini-donne che prevede di eliminare la nozione di angustia per ricorrere all'aborto e di estendere il crimine di ostruzione all'aborto.

Tra i partecipanti spiccava una presenza eccezionale di personalità e delegazioni provenienti da tutta Europa (Italia, Olanda, Polonia, Ungheria, Irlanda, Portogallo, Germania…) e soprattutto dalla Spagna, con una forte delegazione di deputati, senatori e rappresentanti di grandi associazioni familiari e per il rispetto della vita.

Imperversa la guerra delle cifre: per gli organizzatori i manifestanti erano 40.000, secondo la polizia 16.000.

“Il Governo ha proposto una regressione dalle conseguenze molto gravi eliminando il criterio di angustia nell'aborto”, ha dichiarato il delegato generale di Alliance Vita, Tugdual Derville, a Famille Chrétienne.

“Si corre il rischio di negare la sofferenza delle donne incinte e le difficoltà che affrontano”, ha aggiunto. “Eliminando questo criterio di angustia si dà a intendere che l'aborto è banale”. A suo avviso, “bisogna resistere alla legge che peggiora e dare alternative all'aborto e poi, progressivamente, grazie all'evoluzione culturale, l'aborto rimarrà obsoleto”.

Per il presidente della Fondazione Jérôme Lejeune, Jean-Marie Le Méné, “eliminando la nozione di angusta si crea un diritto all'aborto che non è accettabile”.

“Si apre la porta agli aborti eugenetici, alla scelta di figli alla carta. Già il 97% dei figli portatori di Trisomia 21 viene sterminato”, ha spiegato il quotidiano La Croix.

Gli organizzatori della Marcia l'hanno definita un “grande successo”. La cifra di 40.000 manifestanti è “un record per questo incontro annuale”.

La Marcia per la Vita ha avuto il sostegno di due personalità emblematiche: papa Francesco e Jane Roe, musa della legalizzazione dell'aborto negli Stati Uniti (per la sentenza del Tribunale supremo del 1973 Roe/Wade).

Papa Francesco, attraverso il nunzio apostolico in Francia, monsignor Luigi Ventura, ha offerto il suo sostegno a questa IX Marcia per la Vita e ha desiderato salutare i partecipanti invitandoli a “mantenere viva la loro attenzione su questo tema così importante”, ha reso noto Le Figaro.

Anche vari vescovi hanno voluto marciare con i manifestanti. Tra loro, l'arcivescovo di Lione e primate delle Gallie, il cardinale Philippe Barbarin, che ha partecipato alla manifestazione per la prima volta.

“200.000 piccole vite soppresse ogni anno: credo che sia la più grande sofferenza del nostro Paese”, ha affermato davanti alle telecamere di KTO.

“Oggi si tratta semplicemente di un diritto”, ha lamentato. “Si dice molto tranquillamente che ciascuno può disporre del proprio corpo; ma non è il suo corpo, è una vita nuova che è iniziata. C'è un cambiamento profondo, violento, molto violento. Sono felice di venire e dire chiaramente 'no'. È qualcosa di grave, profondo, che cambia radicalmente una società, che la ferisce profondamente”.

Al margine di questa manifestazione, tra 200 e 300 persone pro-aborto hanno organizzato una contro-manifestazione con slogan come “Mio corpo, mio diritto”, “Abbasso il patriarcato” e “Il mio corpo mi appartiene”.

Tranne che nel 2013, quando si è unita a Manif pour tous, la Marcia per la Vita è stata organizzata ogni anno dal 2005 da una quindicina di associazioni nel periodo intorno alla data dell'anniversario della legge Veil del 1975, che ha legalizzato l'aborto in Francia.

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