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La “Scienza della pittura” di Leonardo da Vinci

@Hazboy
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La pittura è nipote della natura e parente di Dio, i pittori sono nipoti a Dio

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Come la scienza, così anche la pittura, è universale: il pittore può, e deve, conoscere e rappresentare tutto: «Ed in effetto ciò ch’è ne l’universo per essenzia, presenzia o imaginazione, esso [il pittore] l’ha prima nella mente, e poi nelle mani» (I, 13), «l’occhio , che si dice finestra dell’anima, è la principal via donde il comune senso po’ più copiosa e magnificamente considerare le infinite opere de natura» (I, 19) ed ancora «l’opere che l’occhio comanda alle mani sono infinite» (I, 28). La conoscenza e la rappresentazione della realtà costituiscono un binomio indissolubile, ed è proprio questo legame teoretico-tecnico che consente alla pittura di giungere alla “conformità” con la realtà4, di superare con la sua espressività il significato delle parole (II, 19), di ingannare con la sua verosimiglianza sia uomini che animali (I, 14, 19 e 25).

La pittura è capace di considerare sia le opere umane che quelle divine, purché siano corporee: «Ma la deità della scienzia della pittura considera l’opere così umane come divine, le quali sono terminate dalle loro superfizie, cioè linee de’ termini de’ corpi » (I, 23).

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Da questa istanza teorica, derivano delle conseguenze pratiche: il pittore deve essere in grado di dipingere ogni cosa, e non può essere un bravo pittore se si limita alla rappresentazione di un solo genere di realtà: «Quello (pittore) non fia universale che non ama equalmente tutte le cose che si contengono nella pittura» (II, 60) e ancora «conoscendo noi che la pittura abbraccia e contiene in sè tutte le cose che produce la natura, e che conduce l’accidentale op
erazione degli omini, et in ultimo ciò che si po’ comprendere con gli occhi, mi pare un tristo maestro quello che solo una figura fa bene» (II, 73). In questa attività teorica-poietica che abbraccia ogni cosa, il pittore manifesta la sua discendenza da Dio: la pittura è nipote della natura e parente di Dio (I, 12), i pittori sono nipoti a Dio (I, 19).

La pittura, inoltre, è in massimo grado scienza comunicabile, ovvero capace di farsi comprendere da tutte le generazioni, nel trascorrere del tempo: «Quella scienza è più utile della quale il suo frutto è più communicabile, e così per contrario è meno utile ch’è meno communicabile. La pittura ha il suo fine communicabile a tutte le generazioni de l’universo" (I, 8).

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1
Cfr. R. Papa,
Leonardo. La tecnica pittorica, Dossier n.281, Giunti, Firenze, 2011.

 
2
Cfr. R. Papa,
Discorsi sull’arte sacra, Intr. Card. A. Cañizares Llovera, Cantagalli Siena, 2012

 
3
)
Libro di pittura. Codice Urbinate lat. 1270 nella Biblioteca Apostolica Vaticana, a cura di C. Pedretti, trascrizione critica di C. Vecce, Firenze 1995. I rimandi al Libro saranno posti direttamente fra parentesi, indicando la parte in numeri romani e il capitolo in cifre arabe.

 
4
) Per una analisi sistematica della nozione di conformità, cfr. R. Papa,
La “scienza della pittura” di Leonardo. Analisi del Libro di pittura, Milano 2005, soprattutto pp. 135-142.

Il prof. Rodolfo Papa terrà una conferenza dal titolo "Leonardo e la tecnica pittorica. La visione del mondo e dell’arte di Leonardo da Vinci, nei suoi scritti e nei suoi dipinti", martedì 28 gennaio prossimo alle ore 19.00 presso la Rettoria di Sant’Ivo alla Sapienza (Corso del Rinascimento, 40 – Roma)

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