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Pedofilia: lobby vogliono processare la Chiesa ma promuovono sesso tra bambini

© DR
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A Ginevra la riunione sulla Convenzione per i diritti del fanciullo, è divenuta teatro di attacchi strumentali alla Santa Sede

di Riccardo Cascioli

«L’Onu affronta il Vaticano sugli abusi dei minori»: così titolava ieri il sito della BBC quella che per diverse ore è stata la prima notizia, la più importante del giorno. E poi spiegava: «In un’audizione all’Onu a Ginevra, per la prima volta il Vaticano deve rispondere pubblicamente sugli abusi sessuali commessi dal clero». Fossero davvero così le cose, certo che un processo pubblico internazionale alla Santa Sede sarebbe una notiziona. Peccato però che le cose non stiano affatto così: l’audizione di cui si parla è la riunione, attualmente in corso a Ginevra, delle parti contraenti la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo, tra cui appunto la Santa Sede (che l'ha firmata nel 1990). Periodicamente ciascun Paese presenta una propria relazione, che viene ovviamente discussa. Il 16 gennaio «toccava a noi», ci dice monsignor Silvano Tomasi, Osservatore vaticano presso l’Onu di Ginevra, in una pausa dei lavori, «e tutto si svolge regolarmente, non c’è proprio nessun processo». Nessun attacco sulla vicenda dei preti pedofili? «Ovviamente si è parlato anche di questo, ma abbiamo chiarito la nostra posizione senza problemi; c’è stato solo qualche intervento velenoso da parte di una Organizzazione non Governativa (Ong) inglese».

Alt. Ecco la chiave di una notizia – che oggi qualche giornale italiano non mancherà di riprendere – costruita ad arte per gettare discredito sulla Chiesa cattolica, nell’ottica di quel documento della Pontificia Commissione Teologica di cui riferiamo a parte (clicca qui). Sì, perché in queste Commissioni dell’Onu non ci sono soltanto i rappresentanti dei singoli Paesi ma anche Organizzazioni non governative che operano in quello specifico settore. E la Ong che ha organizzato il tutto è la britannica CRIN (Child Rights International Network), spalleggiata dalla BBC, che – come noto – non vede mai l’ora di rilanciare notizie che screditano i cattolici e la Chiesa. 

CRIN ha infatti diffuso il 14 gennaio un proprio Rapporto preliminare sugli abusi dei minori da parte della Santa Sede (clicca qui), che doveva servire da base per organizzare il “processo” del 16. E ieri, giorno dell’audizione, sul sito di CRIN è stata trascritta – quasi in tempo reale – la sintesi della seduta, ma raccontata in modo surreale come se fosse davvero un processo. L’aula della riunione era affollata di giornalisti e spettatori, richiamati per l’occasione. Non potevano poi mancare i rappresentanti delle associazioni di vittime degli abusi, abbondantemente intervistati dai giornalisti presenti. Nella cronaca offerta da CRIN, al tono inquisitorio si sommano cifre semplicemente inverosimili, come la stima attribuita a un membro della Commissione secondo cui sarebbero 73 milioni i bambini abusati sessualmente da sacerdoti e religiosi.

In realtà lo stesso Rapporto del CRIN riporta che si tratta di migliaia di casi, non di decine di milioni. Anche uno solo sarebbe troppo, come abbiamo avuto più volte modo di dire, e lo scandalo è stato enorme per la Chiesa, ma sparare quelle cifre non è certo un’operazione innocente. Lo stesso Rapporto del CRIN, ad esempio, riporta che negli Usa dal 1950 al 2002 le vittime di abusi sessuali sono state poco più di 10mila, cifra peraltro ricavata dal rapporto del John Jay College, di cui anche La Nuova BQ ha parlato a suo tempo (clicca qui). Peraltro ieri monsignor Tomasi ha citato invece le stime dei bambini vittime di violenze sessuali nel mondo, secondo il "Rapporto Onu sulla violenza contro i bambini" (2006): 150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini sotto i 18 anni sono stati costretti a rapporto sessuali o ad altre forme di violenza sessuale che implicano un contatto fisico. 

A proposito di cifre è bene mettere in rilievo un’altra palese falsità del CRIN: lo scopo dichiarato del Rapporto e del resoconto sull’audizione è quello di dimostrare che la Chiesa cattolica è tuttora connivente con i responsabili degli abusi, che ha sempre cercato di coprire la verità, che è reticente nel riconoscere le responsabilità e garantire la trasparenza. Non può poi mancare il riferimento a papa Francesco, unica speranza per cambiare qualcosa nella Chiesa: secondo il CRIN, qualche cambiamento in materia di pedofilia si è avuto soltanto con questo pontificato. Chi ha seguito anche solo distrattamente i fatti sa benissimo che si tratta di una menzogna colossale, visto che è con Benedetto XVI che sono state prese decisioni drastiche sull’argomento, e monsignor Tomasi le ha ricordate nel suo intervento di presentazione della relazione della Santa Sede. Inoltre è lo stesso Rapporto del CRIN a smentire le pretese della Ong: i numeri riportati quanto a vittime e preti responsabili vengono quasi esclusivamente da fonti ecclesiali (studi commissionati dalle singole conferenze episcopali) a dimostrazione della linea della trasparenza adottata dalla Chiesa già da tempo.

In effetti questa è l’ennesima dimostrazione che le accuse di pedofilia sono solo un pretesto per colpire la Chiesa. Convinzione che si fa ancora più certa se si comincia a curiosare per scoprire che cosa è il CRIN e chi lo finanzia. Nel Consiglio di amministrazione troviamo infatti rappresentanti di alcune Ong come Save the Children e Christian Aid (Save the Children è uno stretto partner di Fondazioni, come Bill e Melinda Gates, per la promozione del controllo delle nascite) nonché l’onnipresente Open Society Initiative del finanziere George Soros. Tra i finanziatori troviamo ancora Save the Children, poi i governi svedese e norvegese, il Sigrid Rausing Trust (un fondo britannico che offre aiuti economici per la promozione dei diritti umani, tra cui ovviamente quelli di gay, lesbiche, trans).

Non sorprende quindi che tra i programmi promossi per difendere l’infanzia ci sia la diffusione dell’educazione sessuale fin dalla più tenera età, in perfetta sintonia con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nella pagina del sito del CRIN dedicata all’argomento si nota anche che ad esercitare una cattiva influenza sulla diffusione dell’educazione sessuale – che ovviamente è un traguardo fondamentale per lo sviluppo dei bambini (sic) – siano, tra gli altri, coloro che sono contrari all’aborto. Parte integrante poi dell’educazione sessuale è ovviamente l’ideologia di genere. 

E così ci troviamo sempre allo stesso punto: c’è una lobby che spinge per diffondere contraccezione, aborto, diritti di gay e lesbiche e ha individuato nella Chiesa cattolica il suo nemico, e quindi cerca di abbatterlo con ogni mezzo. Arrivando peraltro a esiti paradossali: accusano la Chiesa per gli abusi sui minori e poi promuovono rapporti sessuali a partire dall’infanzia.

Qui l'articolo originale

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