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Mons. Parolin: “la diplomazia deve essere umana”

HOANG DINH NAM/AFP

Centro Televisivo Vaticano - pubblicato il 17/01/14

L'intervista del Centro Televisivo Vaticano al segretario di Stato Vaticano sull’impegno della diplomazia della Santa Sede

di Barbara Castelli

In un mondo segnato, non di rado, da lacerazioni e contrapposizioni è importante ricercare vie di dialogo, di confronto rispettoso. A pochi mesi dalla nomina a Segretario di Stato, mons. Pietro Parolin, ha rilasciato un’intervista al Centro Televisivo Vaticano per una riflessione sulla sua missione e sul ruolo giocato dalla diplomazia vaticana nel contesto internazionale.

Mons. Pietro Parolin: Mi rendo conto che si tratta di un servizio molto impegnativo, di un servizio molto esigente e pieno di responsabilità. Ma vorrei sottolineare che si tratta soprattutto di un servizio molto appassionante in questa nuova stagione della Chiesa inaugurata dal pontificato di Papa Francesco. La priorità è la trasformazione missionaria della Chiesa, una Chiesa in uscita, come dice il Pontefice, una Chiesa in stato permanente di missione”.

Per descrivere la diplomazia, Papa Francesco parla di “etica della solidarietà e utopia del bene”. Quale è un suo commento?

Mons. Pietro Parolin: “Il Papa si costituisce in questo caso come la coscienza morale, un po’, dell’umanità. A livello di diplomazia – io vorrei sottolineare – può apparire delle volte che gli appelli del Papa non trovino una risposta immediata. In realtà, c’è un grande desiderio di bene, c’è un grande sforzo per costruire veramente la pace nel mondo”.

La diplomazia dovrebbe unire non solo i popoli, ma le persone stesse. Quali sono – a suo avviso – i principi fondamentali alla base di una “diplomazia umana”?

Mons. Pietro Parolin: “La diplomazia deve essere umana. Quindi, deve avere al suo centro la persona umana: questo è un primo principio fondamentale. E vorrei dire che Papa Francesco ci spinge a considerare questa centralità della persona umana non in maniera astratta, l’uomo come tale, ma ogni singolo uomo, ogni singola persona deve essere al centro della nostra azione, soprattutto i poveri, gli emarginati, i deboli, quanti sono più vulnerabili, le persone che non hanno voce. La diplomazia poi deve essere orientata all’incontro: tante volte il Papa ha sottolineato l’importanza della cultura dell’incontro, quindi uscire dall’isolamento e incontrarsi, perché solamente incontrandosi ci si può capire, ci si può accettare e si può collaborare. Oltre all’incontro, un altro aspetto importante è la solidarietà e il prendersi a cuore le situazione degli altri, contro questa cultura dell’indifferenza che il Papa continua a denunciare. Prendersi a cuore, dunque, ancora una volta, delle singole persone e delle loro situazioni di sofferenza. In fin dei conti, potremmo dire che il principio di una diplomazia umana è l’amore, è l’attenzione alla persona, l’amore per ciascun essere umano”.

In un contesto internazionale, quale apporto specifico può portare la diplomazia vaticana? Può allargare gli orizzonti del dialogo e della promozione del mutuo rispetto tra le genti?

Mons. Pietro Parolin: “Io credo che questo sia il nostro compito, è sempre stato il compito della diplomazia vaticana. In questo momento, in cui ci sono così tanti conflitti, in cui il mondo vive tante lacerazioni e tante contrapposizioni, io credo che siamo chiamati più che mai a promuovere e a consolidare questo incontro, questo dialogo e questo rispetto gli uni degli altri. Io credo che una delle sfide principali del mondo di oggi, quando le diversità si sono ravvicinate e possono dare origine a degli scontri, o addirittura a dei conflitti, ecco la grande sfida è fare in modo che queste differenze e queste diversità – che possono essere politiche, culturali, religiose – non diventino motivo di contrapposizione e di lotta, ma di arricchimento reciproco. E’ importante trovare la strada per arricchirsi delle singole diversità. E questo è il compito della diplomazia in generale e della diplomazia vaticana in particolare”.

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L’intervista integrale è pubblicata sul sito Internet del Ctv, www.ctv.va; una sintesi, nell’ultima puntata di Vatican Magazine, il settimanale del Centro Televisivo Vaticano in onda, in Italia, sabato 18 gennaio alle 15.30 e alle 21.10 su Telepace, alle 20.15 su Teleradio Padre Pio. I servizi di Vatican Magazine sono visibili anche sulla pagina web.

Tags:
diplomazia pontificiavaticano
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