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Congo: “gigantesco” traffico di bambini denunciato da un gesuita

© DR
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Da 9 mesi, i trafficanti sequestrano i bambini per venderli invece di portarli all'orfanotrofio del religioso

Padre Henri de la Kethule, membro della Compagnia di Gesù, denuncia un “gigantesco” traffico di bambini organizzato da nove mesi tra Kikwit (a Bandundu) e Kinshasa.

Secondo il sacerdote, gli autori di questo traffico – “ben noti” – convincono i genitori di questi bambini ad affidarli loro con il pretesto di portarli all'orfanotrofio creato da padre Henri prima di venderli al miglior offerente.

Radio Okapi ha informato delle accuse del sacerdote gesuita: “Questa gente sostiene che i bambini che si recano a Kinshasa si troveranno in condizioni ottime. Prendono due bambini alla volta perché quando vengono separati dalle loro famiglie non si sentano improvvisamente perduti. Staranno insieme. E si dice, ad esempio, che padre Henri de Kethule, che si sa che si trova a Kinshasa, ha aperto un orfanotrofio e pagherà le spese scolastiche”.

Secondo padre Henri, questi trafficanti approfittano della sua fama a Kikwit, dove ha lavorato per molto tempo, per ottenere la fiducia delle famiglie.

Il sacerdote esorta l'agenzia nazionale di intelligence (ANR) e le autorità competenti ad aprire un'indagine sulla questione, non solo per porre fine a questo traffico, ma soprattutto per difendere i bambini.

Nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) c'è un notevole traffico di esseri umani, e sia nell'interno del Paese che all'esterno varie ONG mettono in guardia su questo e chiedono alle autorità di coinvolgersi maggiormente contro tutte le forme di schiavitù.

Secondo il forum internazionale di donne dello spazio francofono (FIFEF), tra la Repubblica Democratica del Congo e il Libano ci sarebbe anche una rete di traffico di bambine, reclutate a Kinshasa da un'agenzia con il pretesto di offrire loro un lavoro dignitoso.

All'inizio di dicembre, circa 400 congolesi vivevano ancora in Libano in condizioni disumane, ha reso noto la radio delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo.

A dicembre, una delegazione della ONG americana Free the Slaves è stata in missione a Kinshasa. Per una settimana, i suoi membri hanno avuto incontri con le autorità politiche, i deputati nazionali, le ONG per i diritti umani e i membri del corpo diplomatico per chiedere il loro coinvolgimento nello sradicamento di questi fenomeni.

Secondo il direttore nazionale di Free the Slaves nella RDC, Jacques Kahora, si è dovuto spiegare che la schiavitù esiste nell'ombra e incoraggiare a portarla alla luce.

Per la ONG americana, nella RDC si verificano sei forme di schiavitù: sfruttamento dei contadini da parte dei proprietari terrieri, schiavitù per debiti, prostituzione forzata, schiavitù sessuale, le peggiori forme di lavoro infantile e il matrimonio forzato.

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