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Qualunque credo può essere riconosciuto civilmente come una religione?

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Gaudium Press - pubblicato il 10/01/14

Limitare la creazione di religioni?

Come modo per verificare ciò che potrebbe essere registrato come religione, vari Stati hanno stabilito concetti di “definizione negativa”, come quello del Registro speciale del Ministero della Giustizia in Spagna. Questa norma esclude “le attività, finalità ed entità collegate allo studio e alla sperimentazione dei fenomeni psichici o parapsicologici o la diffusione di valori umanistici o spiritualisti o altri fini analoghi estranei a quelli religiosi”. Una sentenza del 2001 del Tribunale Costituzionale del Paese ha tuttavia respinto questa misura considerando che “il Registro del Ministero della Giustizia non ha la capacità di arrogarsi la competenza di giudicare al di là dell'aspetto formale”, secondo quando affermato da Palomino Lozano.

Il docente ha proposto un ritorno al senso comune, che nel caso della definizione delle religioni è direttamente collegato al culto della divinità. Un apporto citato in questo senso è quello del professor Robert P. George, consigliere della Commissione Statunitense per la Libertà Religiosa Internazionale. “George scrive che la religione, nel suo senso più pieno, è la relazione con il divino”, ha spiegato Palomino Lozano. “Non tutte le applicazioni concrete di questa relazione sono perfette, lo sappiamo, ma nella misura in cui rispondono a questa idea, nella misura in cui si stabilisce questo rapporto, in base alla libera natura dell'uomo, siamo davanti a una questione positiva, valida e che merita la protezione dello Stato”.

I limiti che si impongono al riconoscimento civile delle religioni possono dar luogo ad abusi, ha concluso l'esperto spagnolo. “Ma gli abusi non legittimano di per sé il fatto di abbandonarsi a un relativismo totale in questa delicata questione”, ha avvertito. In un'epoca caratterizzata dal ritorno delle inquietudini religiose, questo fenomeno “non può trasformarsi in moneta falsa per il lucro di qualche speculatore”.

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