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Evangelizzare con la birra? Si può!

@DR
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Trappisti e benedettini sempre più presenti nella produzione di birra per attirare anche chi è lontano da Dio

Anche i trappisti si sono lanciati nell'impresa, e oggi otto birrifici al mondo possono porre sul proprio prodotto un marchio esagonale con la scritta “Authentic Trappist Product”: sei sono belgi (Orval, Rochefort, Westmalle, Achel, Chimay e Westvleteren), uno olandese (la Trappe) e uno austriaco (Engelszell). Tutti appartengono all’Associazione trappista internazionale, nata nel 1997 e che ha il compito di difendere il marchio trappista e di far rispettare rigide regole. “La birra deve essere prodotta all’interno delle mura di un’abbazia trappista, da parte di monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo. La produzione, la scelta dei processi produttivi e l’orientamento commerciale devono tutti dipendere dalla comunità monastica”; soprattutto, “lo scopo economico della produzione di birra deve essere diretto al sostentamento dei monaci e alla beneficenza e non al profitto finanziario” (Avvenire, 26 agosto 2013).

L’abbazia belga di Westvleteren produce la Trappist Westvleteren 12, universalmente proclamata “la migliore birra del mondo”. “Noi non facciamo business – spiega sul suo sito web –. Non siamo produttori di birra. Siamo monaci. Produciamo birra per poter continuare a essere monaci”. La produzione è per scelta molto limitata (circa 4.750 ettolitri l’anno).

Il tutto fa sorridere se si pensa che quando fu fondato l’ordine cistercense pare che i monaci potessero bere solo acqua. La svolta arrivò secoli dopo, e per motivi “sanitari”, perché i monaci scoprirono che a differenza dell’acqua naturale, allora portatrice di malattie anche mortali, nel processo produttivo della birra l’acqua utilizzata veniva bollita, quasi annullando i pericoli di infezione. La gradazione alcolica, poi, era inferiore a quella del vino e quindi meno impegnativa. Durante i lunghi periodi di digiuno che i monaci praticavano, inoltre, la corposità di molte birre trappiste li aiutava a combattere la fame.

Come in molti altri casi, insomma, quella che era una sorta di necessità è diventata una virtù, e oggi anche la birra può essere annoverata trai mezzi per evangelizzare il mondo contemporaneo spesso lontano da Dio ma ancor più spesso alla continua ricerca di una direzione spirituale.

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