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Si può avere una relazione virtuale con Dio?

© PKruger/SHUTTERSTOCK
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Dio ti aspetta, non cerca i “mi piace” ma accettazione nel tuo cuore, non desidera migliaia di contatti ma figli che confidino in Lui

Il nostro rapporto con Dio è scaduto nel virtuale? Non riesco a smettere di domandarmelo. Quando il virtuale supera il reale, non è facile prevedere tutto ciò che finirà tra le sue fauci.

Occhi che non guardano occhi ma schermi del cellulare, cene che non sono più cene ma foto inserite in rete per condividere il menù e il luogo, dialoghi diventati soggetti ai caratteri rapidi o lenti che si possono scrivere con l’ortografia libera che ciascuno vuole avere. Questo è il mondo del web, del virtuale, del “visibilmente nascosto”.

Non importano più i giochi al chiuso o all’aperto, il contatto con la natura, la brezza sul viso, l’odore dell’erba umida e degli animali; ora è tutto virtuale: mascotte virtuali, amici virtuali, cene virtuali, incontri virtuali, sesso virtuale (quello che provoca piacere senza impegno né rischio di infezioni veneree). Ora il mondo è in rete e si può “viaggiare” senza denaro.

In tutto ciò, però, è caduto pericolosamente anche il nostro rapporto con il Signore. Ora le preghiere si scrivono e si pubblicano sulle reti sociali, si parla al Signore via web, si benedice, si loda su Facebook… Ma è tutto qui? Questo è il mio timore.

Non si può pensare che il virtuale supplisca il reale e che sia sufficiente scrivere ciò che si sente o si pensa, quando Dio non ha rete sociale; Egli vede tutto, tranne quello che gli diciamo qui perché, anche se sembra strano, preferisce la vecchia usanza del contatto personale. Non vuole leggere messaggi, vuole ascoltare la voce di ciascuno, il tremore, l’emozione, il timbro, quel timbro inconfondibile che per Lui suona come musica all’orecchio.

Il nostro Dio è il Dio dell’orecchio, quello che ascolta, molto più di ciò che vede, ciò che legge, e per questo la preghiera cardio-vocalica sarà insostituibile nel nostro rapporto con Lui.

Gesù non ci ha forse detto: “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”? Questo insegnamento non ha perso validità; ci sono cose che non saranno mai superate dalla tecnologia, chiamata a migliorare la qualità della nostra vita, ma non a sostituire le nostre relazioni umane.

Facebook, Badoo, Twitter, Bb… neanche decenni di reti sociali potranno mai annullare quello che è un vero e autentico rapporto con Dio e con gli altri esseri umani. Parla al Signore tuo Dio, riversa su di Lui i segreti del tuo cuore, piangi, non a mo’ di stato virtuale, salta, ridi, danza, canta stonato, grida, lotta, riconciliati, ma fallo in modo umano.

Evangelizza attraverso le reti, ma non avere con Dio un rapporto soggetto al cellulare o al computer.

Vuoi cenare con il Signore? Partecipa all’Eucaristia. Vuoi parlare con Lui? Rendilo tuo compagno di viaggio, di lavoro, di angosce, di tristezze, ma soprattutto non dimenticarti di Lui nei momenti di gioia. Vuole anche partecipare alle tue gioie e ai tuoi successi. Dio non è un amico virtuale, ma un amico reale, più reale di noi stessi, più reale della luce del sole o dello splendore della luna.

Non possiamo aver paura delle relazioni reali, dell’impegno, del contatto, di quelle che hanno bisogno di essere curate e alimentate e che non si annullano con un semplice blocco virtuale. Dio è una persona, non un’energia, né uno sconosciuto che si nasconde dietro la rete per pretendere da te qualcosa di sconosciuto. Ti aspetta, ti ama, vuole entrare in casa tua e cenare con te; non ha seguaci ma discepoli, non cerca i “mi piace” ma accettazione nel tuo cuore, non desidera migliaia di contatti ma figli che credano e confidino in Lui. Dio non “twitta”, parla al cuore.

Qualunque cosa accada attraverso questo mezzo non deve mai supplire il vero rapporto che si stabilisce nell’intimità della preghiera, della lettura e della meditazione della Sua parola. Non resti tutto in rete. Non dobbiamo sembrare discepoli, ma essere discepoli.

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