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Papa Francesco contro gli ostacoli politici alla pace

Stefan

Ary Waldir Ramos Díaz - Aleteia Team - pubblicato il 02/01/14

Qual è il ruolo che deve avere la politica nell’eliminazione degli armamenti e della criminalità implicita nella loro commercializzazione?

Padre D’Ambrosio: Il ruolo della politica è grandissimo. E' la comunità politica come dice il Concilio che è responsabile di produrre il bene comune. Nel messaggio per la pace si parla di corruzione e di crimine organizzato che sono contro la fraternità. Allora l'impegno dei leader politici è quello di abbassare i livelli di corruzione e abbassare i livelli delle mafie globali che sono contro lo sviluppo.
E' bene ricordare che anche i credenti in tutto il mondo nei confronti della criminalità hanno un certo scetticismo: "Ormai ci saranno sempre", dicono. Ma in questo modo non avremmo mai una vera fraternità. Pensiamo al papa che ha scritto nell'Evangelii Gaudium: in una stessa città avremo quartieri dove si vive bene e quartieri dove si vive male. In questo modo non avremo mai una fratellanza vera.

L’economia mondiale sta creando sempre di più persone povere addirittura nei paesi dell’OCSE o della benestante Europa occidentale; “la globalizzazione dell’indifferenza”, cosi chiamata da papa Francesco, sta creando una nuova aspirale di crisi economica e sociale. In questa situazione, è possibile raggiungere la pace senza una giustizia sociale?

Padre D’Ambrosio: Non è possibile. Dobbiamo anche ammirare che nel messaggio il papa scioglie con estrema chiarezza un dubbio e un'ambiguità quando dice che la globalizzazione, come la stiamo vivendo oggi, ha diminuito le persone in situazioni di povertà assoluta, quella degli indici della banca mondiale, del fondo monetario, ma ha aumentato il numero di persone in povertà relativa, e il papa fa riferimento ai contesti sociali e culturali in cui vivono.

Ora questo messaggio è chiarissimo: la globalizzazione fa il bene da una parte, ma fa aumentare il numero di poveri in povertà relativa. Pensiamo ai paesi sviluppati, pensiamo ai disoccupati, ai giovani che non trovano lavoro, pensiamo a queste situazioni che rientrano nella crisi economica mondiale. Le parole del papa sono di una chiarezza unica: il sistema economico come l'abbiamo oggi va riformato con un'etica della gratuità e che sia attenta ai temi della giustizia e della solidarietà.

Oggi quali sono gli ostacoli che la politica deve rimuovere per garantire pari diritti a tutti?

Padre D’Ambrosio: Gli ostacoli credo siano due. Il più grande è quello culturale. Noi abbiamo un'idolatria del profitto. Il papa richiama sia Giovanni Paolo II che Benedetto XVI quando parla di brama di profitto e di potere. Questo è un dato culturale molto forte: se una persona che ha responsabilità politiche, sociali e culturali ha questo desiderio sfrenato di guadagnare e approfittare degli altri questo è un grande ostacolo e rende marcia la politica.

E' un problema culturale ma anche educativo: guadagnare e comandare senza nessuna regola etica. Il secondo aspetto è che noi cristiani siamo chiamati a studiare tutti i meccanismi economici nazionali ed internazionali. Pensiamo a tutti i meccanismi finanziari delle banche, questi meccanismi quanta giustizia, sviluppo, solidarietà producono? Pensiamo all'accesso al credito. Chi può accedere al credito?

Abbiamo inventato il microcredito per aiutare i contadini. Se un contadino in una zona povera del mondo chiede alla banca un prestito per comprare un mezzo agricolo, non lo guardano neppure in viso. Ma questo è solo un esempio. Ci vuole un impegno culturale ma anche tecnico per riformare i sistemi economico-politici che creano le ingiustizie e vanno a danno dello sviluppo.

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armicorruzionegiornata mondiale della paceonupapa francesco
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