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Le stragi di Volgograd mirano a destabilizzare Putin

© DR
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In atto un’offensiva degli estremisti islamici contro il presidente russo. Che con le Olimpiadi invernali vuol rilanciare l’immagine internazionale del Paese. Sempre meno amato dall’Occidente per le politiche “radicali” del suo numero uno

Almeno 26 morti in 24 ore: è il bilancio provvisorio di due esplosioni, giudicate "atti di terrorismo" avvenute nell'arco di 24 ore a Volgograd, a meno di sei settimane dall'appuntamento con le Olimpiadi invernali di Sochi che si terranno dal 7 al 23 febbraio.

Stamane alle 8.10, nell'ora di punta, un'esplosione ha ucciso 10 persone e ne ha ferite 15, distruggendo il tram dove viaggiavano. Ieri un attentatore suicida ha ucciso almeno 16 persone facendosi saltare all'una del pomeriggio nella stazione ferroviaria della città. L'esplosione è avvenuta davanti al metal detector, lontano dalla massa dei passeggeri in attesa, ma ha comunque provocato anche 35 feriti. (Asia News, 30 dicembre)

Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto che siano prese tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza e un portavoce della polizia ha annunciato che la vigilanza su aeroporti e stazioni verrà rafforzata a seguito degli attentati che si stanno susseguendo. Venerdì 27 dicembre, infatti, un’autobomba in un’altra località del sud del Paese aveva provocato tre vittime.

Ad ottobre invece la stessa Volgograd – vicina all’instabile regione del Caucaso – era stata colpita da un altro attentato: anche in quell’occasione una donna si era fatta esplodere, a bordo di un autobus, uccidendo 7 persone. A luglio un leader ribelle del Caucaso, il ceceno Doku Umarov, aveva invitato i militanti a usare la “massima forza” contro le autorità, soprattutto in vista dei giochi olimpici invernali, che la Russia ospiterà in febbraio a Sochi. (Radio Vaticana, 29 dicembre)

Si teme che la nuova ondata di attentati siano stati orditi proprio da Umarov, 'signore della guerra' che lotta per la secessione dalla Russia. Volgograd è una città di circa un milione di abitanti, dista circa 690 km da Sochi e si trova a due passi dal Caucaso settentrionale, in cui tutte le province musulmane sono coinvolte dall'insurrezione islamista.

Gli attacchi sono considerati un colpo alla strategia di Putin, che punta al rilancio internazionale del Paese con le Olimpiadi invernali di Sochi. Sembra questa la scelta dei terroristi islamici, che sono tornati a colpire nel territorio della Federazione. (Repubblica.it, 30 dicembre)

Con le esplosioni si prova a destabilizzare il potere centrale di Mosca che negli ultimi mesi è stato già nel mirino dell'opinione pubblica occidentale per alcune scelte considerate "radicali". Come l'approvazione della legge che vieta la propaganda omosessuale davanti ai minori, con una norma che prevede multe anche molto pesanti, fino a 23mila euro. Una norma che si è aggiunta alla linea dura sul "no" alle adozioni con i Paesi che riconoscono i matrimoni per le coppie omosessuali. «Trattiamo i nostri vicini con rispetto – disse Putin – ma chiediamo che questi rispettino le nostre tradizioni culturali, etiche, legislative e morali». (Avvenire, 26 aprile)   

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