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L’anno “dei due Papi” apre a nuove sfide per il papato e la Chiesa cattolica

© OSSERVATORE ROMANO / AFP
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Il 2014 sarà un anno impegnativo per Papa Francesco: appuntamenti di rilievo e grandi temi da affrontare

Si chiude l’anno dei due Papi – caratterizzato dal gesto storico delle dimissioni di Benedetto XVI cui è seguita l'elezione di Papa Francesco – e si precisano le sfide del 2014 per Bergoglio: riforma della Curia, viaggio in Israele e il Sinodo dei vescovi sulla famiglia.


Molti analisi si cimentano con previsioni e approfondimenti. “Passerà alla Storia, non solo della Chiesa, come l'anno dei due Papi in Vaticano, oltre che come l'anno di elezione del primo pontefice gesuita, del primo proveniente dal continente americano e del primo che ha scelto di chiamarsi Francesco”, fa notare un’analisi della redazione di Vatican Insider (28 dicembre), che spiega: “Un `cambio´ che, per la prima volta dopo quasi sei secoli di ininterrotta tradizione, non avviene per cause naturali ma per la decisione di Joseph Ratzinger di dimettersi dal soglio pontificio; scelta che viene comunicata, con formula in lingua latina, ai cardinali riuniti per il Concistoro dell' 11 febbraio”.


Francesco è un Papa molto popolare come dimostra anche l’ultimo sondaggio dell’anno fatto in Francia, Paese tradizionalmente laico. Il sondaggio è di Le Parisien (28 dicembre) secondo il quale l’85 per cento dei francesi ha una “bonne opinion” di Bergoglio. L’anno scorso, secondo il giornale francese per Benedetto XVI il dato si attestava solo al 43 per cento.


Il 2014 sarà molto impegnativo per il Papa. Il 22 febbraio si tiene il primo Concistoro per la creazione di nuovi cardinali e dai nomi che indicherà si capirà fino in fondo la Chiesa di Francesco. I nuovi cardinali dovrebbero essere 14 visto che al 22 febbraio i cardinali elettori che non hanno compiuto 80 anni saranno 106. Secondo Fabrizio Mastrofini su Vatican Insider (28 dicembre) il “Concistoro potrà essere anche occasione per un ulteriore scambio di idee sulla riforma della Curia”. Infatti nei giorni precedenti si terrà la terza riunione del Consiglio dei cardinali che sta aiutando il Papa nella riforma della Curia.


Ad aprile invece ci sarà la canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II. Bergoglio ha già cambiato molto sulle canonizzazione autorizzando senza miracolo quella per Roncalli e del gesuita Pierre Favre. E’ possibile che nel 2014 venga a maturazione anche quella di Oscar Romero e anche in questo caso potrebbero esserci sorprese.


Sul piano geopolitico il viaggio in Terra Santa a maggio sarà l’evento centrale del 2014, a 50 anni dallo storico viaggio di Paolo VI. Ci sono già polemiche in Israele per alcune anticipazioni non confermate dalla Santa Sede del programma che prevederebbe una sosta piuttosto breve in Israele. Secondo Vatican Insider (28 dicembre) sarà un “evento centrale se non altro per la presenza del Patriarca ecumenico di Costantinopoli ed i buoni rapporti di Papa Francesco con il mondo ebraico”.


Infine ad ottobre il Sinodo dei vescovi sulla famiglia, il primo di Papa Francesco, che sul Sinodo ha già detto più volte di voler cambiare molte regole per renderlo uno strumento più snello e più vicino alle esigenze dei una maggiore collegialità.


L’analisi di come Bergoglio ha conquistato la gente è proposta anche dal Fatto Quotidiano. Francesco Antonio Grana (29 dicembre) ricorda, circa Ior, lobby e pedofilia, la “rivoluzione di Papa Francesco in nove mesi ha abbattuto muri che soltanto un anno fa sembrava impossibile far crollare. Con una velocità record, a dispetto dei tempi biblici della bimillenaria Chiesa di Roma, Jorge Mario Bergoglio è andato subito al cuore dei problemi incarnando nel suo pontificato le richieste emerse nelle congregazioni generali che hanno preceduto il conclave che lo ha eletto”. Ma secondo il quotidiano italiano la rivoluzione di Francesco nel 2014 deve abbattere altri muri: “la Curia “vaticano centrica” e “la lebbra della corte del papato” (copyright di Bergoglio)”. E ricorda le parole scritte nella Evangelii Gaudium: “Dal momento che sono chiamato a vivere quanto chiedo agli altri devo anche pensare a una conversione del papato. A me spetta, come vescovo di Roma, rimanere aperto ai suggerimenti orientati a un esercizio del mio ministero che lo renda più fedele al significato che Gesù Cristo intese dargli e alle necessità attuali dell’evangelizzazione”.

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