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Pedofilia, condanna annullata per Monsignor Lynn

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Gelsomino Del Guercio - Aleteia Team - pubblicato il 27/12/13

La Corte d'Appello della Pennsylvania: mancano le prove. Il vescovo accusato di aver favorito un sacerdote sospettato di abusi su minori

La Corte d’Appello della Pennsylvania ha annullato la condanna di mons. William Lynn, segretario dell’arcidiocesi di Philadelphia dal 1992 al 2004. Il presule era stato condannato, nel 2012, ad una pena tra i 3 e i 6 anni di reclusione, con l’accusa – secondo quanto riferito dalla stampa americana – di aver consentito ad un sacerdote sospettato di abusi su minori di continuare ad avere contatti con i bambini. La Corte d’Appello ha però ritenuto che non ci fossero prove sufficienti per dimostrare che mons. Lynn avesse agito con l’intento di facilitare gli abusi. Il presule sarà quindi scarcerato (Avvenire.it, 27 dicembre).

Nella maxi inchiesta che coinvolge gli alti funzionari della Chiesa cattolica statunitense erano coinvolti altri due sacerdoti che, secondo l'accusa originaria, Lynn avrebbe "coperto". Uno dei due, Edward Avery, si è dichiarato colpevole alla vigilia del processo e, per questo, è stato punito con una condanna che va dai due anni e mezzo ai cinque anni di carcere. L’altro, James Brennan, era stato accusato di violenza sessuale nei confronti di alcuni ragazzi, ma la giuria non fu in grado di raggiungere un verdetto (Il Giornale.it, 27 dicembre).

Dal suo canto, in una nota, l’arcidiocesi di Philadelphia sottolinea che, a dieci anni di distanza dagli avvenimenti al centro del processo, «sono state prese misure drastiche per garantire che i giovani affidati alla Chiesa trovino in essa un ambiente sano». Ricordando, poi, di aver già auspicato, in passato, una revisione della sentenza di mons. Lynn, i vescovi sottolineano che comunque «la decisione della Corte d’Appello non cambia e non cambierà l’impegno della Chiesa nell’assistere e sostenere le vittime di abusi nel loro percorso verso la guarigione e nel dedicare i propri sforzi alla tutela dei minori. Il nostro compito è quello di rimanere vigili – continuano i vescovi – e ciò significa fornire sostegno alle vittime, riferire immediatamente alle forze dell’ordine ogni accusa di abusi riguardante un minore e ricostruire la fiducia dei fedeli nella Chiesa» (Radio Vaticana, 27 dicembre).

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