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Papa: in un inedito racconta quando la nonna dava fastidio al regime

AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI

CITE DU VATICAN, Vatican City : Pope Francis greets the crowd as he arrives for his general audience at St Peter's square on December 18, 2013 at the Vatican. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI

Aleteia Team - pubblicato il 24/12/13

Il racconto del Pontefice circa la sua famiglia e l'amicizia con padre Enrique Pozzoli che lo battezzò

di Salvatore Izzo

L'Osservatore Romano pubblica oggi un inedito di  Jorge Mario Bergoglio, scritto in onore del sacerdote salesiano (amico  della sua famiglia) Enrique Pozzoli, dal quale ha ricevuto il battesimo  il 25 dicembre del 1936. Dal testo emergono alcuni particolari su Nonna  Rosa, la mamma del padre di Papa Francesco, che ebbe grande influsso  sulla sua vocazione.  Il 25 gennaio 1929, Mario Bergoglio e i suoi  genitori, si legge nello scritto inedito, "arrivarono sul Giulio Cesare,  ma avrebbero dovuto viaggiare su una traversata precedente: con il  Principessa Mafalda, che colo' a picco"."Lei – scrive Jorge Mario Bergoglio al salesiano che gli aveva  chiesto un ricordo di don Pozzoli – non immagina quante volte ho  ringraziato la divina Provvidenza! Papa' lavorava nella Banca d'Italia a  Torino e Asti. La nonna, dona Rosa Margarita Vasallo de Bergoglio (la  donna che ha avuto il maggiore influsso nella mia vita) lavorava nella  nascente Azione Cattolica: teneva conferenze dappertutto (sino a poco  tempo fa ne avevo una, pubblicata su un volantino, che aveva tenuto a S. Severo di Asti sul tema: 'San Giuseppe nella vita della nubile, della  vedova e della sposa')". "Sembra – rivela nel testo il futuro Papa  Francesco – che mia nonna dicesse cose che non piacevano alla politica  di allora".

Siamo nel primo decennio dell'era fascista, e l'azione delle  camice nere e' particolarmente pervasiva, tanto che ne fa le spese anche  nonna Rosa. "Una volta – racconta Bergoglio nel suo scritto su don  Pozzoli – le chiusero la sala dove doveva parlare, e allora lo fece per  strada, salita su un tavolo. Conosceva il Beato Pier Giorgio Frassati, e  lavorava insieme alla professoressa Prospera Gianasso (che ha avuto  abbastanza influenza nella Azione Cattolica Italiana)". "Ma non credo –  nota  Bergoglio – che la situazione politica sia stata il motivo  dell'emigrazione in Argentina (nemmeno ha dovuto prendere olio di  ricino). Un fratello di mio nonno era gia' radicato a Parana' e  l'impresa gli andava bene. Vennero per aggiungersi a questa impresa di  pavimentazione, azienda familiare dove lavoravano 4 dei 5 maschi  Bergoglio. Papa' era figlio unico e inizio' a lavorarvi come contabile,  muovendosi a Parana', Santa Fe e Buenos Aires". 

Papa: cosi' il prete amico di famiglia mi aiutò a convincerere i miei
"Era il 12 dicembre 1955. Papa' e mamma  festeggiavano 20 anni di matrimonio. La festa consistette in una Messa,  solo i miei genitori e i cinque figli, nella parrocchia San Jose' di  Flores. Il celebrante sarebbe stato padre Pozzoli. Finita la Messa,  papa' invita a colazione nella pasticceria 'La Perla de Flores' a mezzo  isolato dalla basilica. Papa' pensava che non avrebbe accettato ma padre  Pozzoli, che sapeva di cosa si sarebbe parlato, accetto' senza esitare. 
 A meta' della colazione si pone la questione". Cosi' il futuro Papa  Francesco racconta – in un testo inedito pubblicato oggi  dall'Osservatore Romano – un episodio singolare della sua giovinezza:  quella volta che chiese aiuto ad un salesiano amico di famiglia per  convincere i suoi a lasciarlo andare in seminario.

Siamo nel 1955, "ricordo ancora la scena", esordisce l'allora  religioso gesuita. E "Padre Pozzoli e' intervenuto in modo decisivo con  la storia della mia vocazione". Infatti "a casa non sono convinti: erano  cattolici praticanti ma preferivano che aspettassi alcuni anni,  studiando all'universita'. Poiche' capivo su chi sarebbe finito il  conflitto, andai da padre Pozzoli (il salesiano amico di famiglia, che  aveva battezzato Jorge Mario il 25 dicembre 1936, ndr.) e gli raccontai  tutto. Esamino' la mia vocazione. Mi disse di pregare e di lasciare  tutto nelle mani di Dio. Naturalmente in casa nasce l'idea: perche’ non  sentiamo padre Pozzoli? E io con la miglior faccia del mondo, dissi di  si'", confessa il futuro Papa Francesco nella memoria sul religioso  italo-argentono Pozzoli conservata nell'archivio salesiano di Buenos  Aires.
 Nella conversazione in pasticceria, padre Pozzoli "dice che  l’Universita’ va bene, ma che le cose vanno prese quando Dio vuole che  si prendano. E comincia a raccontare storie diverse di vocazioni senza  prendere partito e alla fine racconta la sua vocazione". "Naturalmente –  rivela l'allora padre Bergoglio – non fini’ dicendo che mi lasciassero  andare in Seminario ne' esigendo da loro una decisione".

Ed ecco il seguito del racconto del futuro Pontefice: "Sono entrato nel  Seminario nel 1956. Nell'agosto del 1957 mi viene la polmonite. Sto per  morire. Poi mi operano al polmone. Padre Pozzoli mi visita durante la  malattia. Durante il secondo anno di Seminario, avevo maturato la  vocazione religiosa". Cosi', "una volta guarito, in novembre, non torno  piu' in Seminario e voglio entrare nella Compagnia. Ne parlo con padre  Pozzoli, che esamina la vocazione e da' il via libera". (AGI)

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papa francesco
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