Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Perché l’albero di Natale è cristiano?

Brent Flanders
Condividi

Una antica storia proveniente da Inghilterra e Germania

di Michael Durnan

Il Natale è il periodo più oscuro dell'anno nell'Europa del Nord e in Nordamerica. In quelle terre gelate, l'albero di Natale è un potente simbolo cristiano, una luce brilla nell'oscurità invernale. Le sue foglie sempreverdi fanno rivivere i nostri paesaggi invernali scuri e sterili in un momento dell'anno in cui gli alberi senza foglie si stagliano nudi, desolati e scheletrici.

Come è accaduto che le conifere, pini e abeti, diventassero simboli riconoscibili della festa della Natività di Cristo?

Un principe tedesco nel XIX secolo

“Oggi ho due figli felicemente meravigliati davanti all'albero di Natale della Germania e alle sue candele splendenti”.

Gli alberi di Natale sono diventati popolari in Gran Bretagna dopo che il marito tedesco della regina Vittoria, il principe Alberto, li aveva introdotti nel 1841. E ciò che aveva introdotto la famiglia reale era destinato a diventare una moda sociale. Presto l'albero di Natale divenne un elemento essenziale del Natale britannico.

Ad ogni modo, è interessante notare che il principe Alberto, di fatto, stava chiudendo il cerchio della storia reale dell'albero di Natale. Perché è stato un inglese ad aver donato una volta al popolo tedesco l'albero di Natale.

Un monaco dell'“Età Oscura”

È stato un monaco benedettino dell'VIII secolo, San Bonifacio di Crediton, del regno anglosassone del Wessex, ad aver portato per primo il Vangelo alle tribù germaniche dell'Europa del Nord.

A differenza dei germani anglosassoni dell'Inghilterra, le tribù germaniche del nord dell'Europa continentale erano ancora pagane. Adoravano Odino e Thor – dei nordici feroci e antichi. Uno degli aspetti più selvaggi della cultura religiosa nordica germanica era il sacrificio umano per placare gli dei – soprattutto Odino, il re degli dei, e Thor, il dio del tuono.

In Inghilterra, Bonifacio sapeva che la conversione al cristianesimo aveva sottomesso gli aspetti più violenti della cultura guerriera anglosassone. Sapeva anche che lo aveva fatto facendo appello al meglio della sua natura. Bonifacio credeva che si potesse dire lo stesso dei suoi cugini germanici ed era deciso a porre fine a questa pratica barbara quando si imbarcò per la sua missione con le tribù germaniche.

Un'antica quercia piena di sangue

Secondo la leggenda, Bonifacio si fece informare dalle tribù su quando era stato pianificato il sacrificio successivo, per impedirlo personalmente. Riunì un gruppo dei suoi monaci intorno a una vecchia quercia ritenuta sacra nella mitologia nordica. Questo era il luogo dello spargimento di sangue, dove gli alemanni realizzavano i loro sacrifici umani.

La vittima del sacrificio, una bambina, era già preparata, legata alla quercia, ma prima che le venisse inferto il colpo fatale Bonifacio strappò l'ascia dalle mani dell'aguzzino.

Il monaco benedettino spezzò le catene che legavano la bambina, i cui anelli si ruppero sotto i colpi della lama affilata. Liberò la bambina e poi volse la sua ascia verso la quercia sacra.

Quando il monaco iniziò a colpire il tronco, i presenti rimasero attoniti, troppo storditi per muoversi mentre lui continuava a infliggere colpi. La quercia cadde al suolo senza provocare danni, in un silenzio che non lasciava presagire nulla di positivo.

Per lo stupore dei monaci disarmati, i feroci alemanni caddero in ginocchio pieni di terrore. Prevedendo l'ira dei propri dei per quel sacrilegio, i membri della tribù erano certi che Bonifacio sarebbe stato fulminato da un raggio del martello di Thor, chiamato "Mjolnir".

Un nuovo albero

Senza scomporsi, Bonifacio ruppe il silenzio. A voce alta, ordinò ai membri della tribù inginocchiati di guardare da vicino la base della quercia tagliata. Lì, che spuntava dalla terra tra le radici dell'albero, c'era un giovane abete, alto fino al ginocchio.

Bonifacio spiegò che Odino, Thor e gli altri dei erano caduti con la quercia, ma che il Dio di Bonifacio veniva a portare loro quel piccolo albero che non perde mai le foglie ed è pieno di vita, anche in pieno inverno. Disse loro che le foglie degli alberi di abete puntano sempre verso il cielo, e che le foglie perenni di questo albero dovevano ricordare loro che l'amore del Dio Trino cristiano per loro era eterno.

Nel primo Natale dopo quell'evento, Bonifacio collocò un abete all'interno della chiesa, come simbolo dell'amore eterno di Cristo.

Grazie agli sforzi di Bonifacio, le tribù germaniche si convertirono al cristianesimo. Bonifacio, che era diventato vescovo di Magonza, fondò in seguito il monastero benedettino di Fulda. Visse per la maggior parte della sua lunga vita in Germania, stabilendovi il cristianesimo. Venne martirizzato già anziano mentre cercava di portare Cristo nelle isole della Frisia, nei Paesi Bassi, il 5 giugno dell'anno 754.

Il desiderio di Bonifacio era che il suo corpo venisse sepolto in Germania, Paese di cui era arrivato ad amare il popolo. Venne quindi sepolto nell'abbazia di Fulda. È conosciuto come l'apostolo dei tedeschi.

Un regalo tra i popoli

Da quando il principe Alberto ha stabilito per la prima volta la tradizione degli alberi di Natale in Gran Bretagna, un grande albero si erge ogni anno a Trafalgar Square, a Londra. Dal 1945, l'albero è un dono della Norvegia come segno di ringraziamento per il sostegno ricevuto dal Regno Unito durante la II Guerra Mondiale.

È evidente che i britannici hanno accolto nel proprio cuore questa idea tedesca, ma la maggior parte di loro non è consapevole del fatto che è stato un inglese a dare l'idea ai tedeschi molti secoli prima, e che è stato un tedesco a restituire loro il regalo.

Pubblicato da Regina Magazine

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni