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La Parola di Dio salva anche davanti al plotone d'esecuzione

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Gerardo Rodríguez - Aleteia Team - pubblicato il 19/12/13

Un sacerdote polacco è scampato alla (prima) esecuzione da parte dei nazisti pronunciando le parole di Gesù sulla croce

diGerardo Rodríguez

Con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale, padre Jan Hamerski, parroco de Wtelno, subì la stessa sorte della gran parte dei sacerdoti polacchi della martoriata diocesi di Chełmno (oggi Pelplin). Fu arrestato dai tedeschi, incarcerato a Byszewo, poi a Koronowo. Da lì venne portato per essere fucilato in un fosso nei pressi di Mochla.

Era consapevole del suo destino, e lo spiegò ai suoi fedeli dopo essere stato liberato: “Sapevo già sulla via cosa mi aspettava. Mi sono affidato alla Divina Misericordia, preparandomi alla morte. Quando mi hanno messo nel fosso e stavano per dare l'ordine di fare fuoco, ho chiesto ancora un po' di tempo per pregare prima di morire. Quando hanno acconsentito, ho ripetuto a voce alta le parole di Cristo: 'Dio, perdonali perché non sanno quello che fanno'”.

“Di fronte a queste parole si è risvegliata la coscienza di uno di loro, e dopo aver parlato con gli altri torturatori mi si è avvicinato e mi ha detto che mi risparmiavano la vita ma dovevo scomparire, fuggire, perché nessuno mi vedesse e sapesse della mia esistenza. Io però ho risposto che dovevano fare ciò che era stato ordinato loro, o meglio quello che dettava loro la coscienza, perché non avrei lasciato arbitrariamente la mia parrocchia, visto che Dio mi aveva mandato lì e solo Dio poteva sottrarmi ad essa”.

Allora desistettero dall'esecuzione e gli permisero di tornare a Wtelno. Dopo questi fatti, molti fedeli insistettero perché il loro pastore si nascondesse, ma egli volle rimanere nella sua parrocchia. La mattina del 7 ottobre 1939 venne arrestato nuovamente e nello stesso giorno venne fucilato in un bosco vicino a Tryszczyn.

Questo atteggiamento di buon pastore che non abbandona il suo gregge fu una costante nei giorni dell'invasione e nei primi mesi dell'occupazione e onora tutto il clero polacco, perché spesso restare nel proprio luogo di missione significò il martirio.

Jan Hamerski era nato il 7 marzo 1880 a Brusy in una famiglia profondamente nazionalista. Studiò nel Collegio Mariano di Pelplin (1892-1898) e nella scuola secondaria di Chojnice. Mentre compiva gli studi superiori insegnava ai compagni più giovani letteratura e storia polacca. Dopo aver conseguito il baccalaureato entrò nel Seminario Maggiore di Pelplin, dove dimostrò le sue capacità nella conduzione delle attività letterarie e culturali e nella redazione del periodico clericale “Búho”. Venne ordinato sacerdote il 25 marzo 1906. Divenne noto soprattutto come buon predicatore, sacerdote zelante e attivista patriottico. Fu nominato parroco di Wtelno, vicino Koronowo, il 16 febbraio 1916.

Il sacerdote visse sempre molto intensamente insieme ai bambini la celebrazione della Prima Comunione, e nella sua parrocchia amava unirsi alla Confraternita del Rosario, alla Fraternità della Temperanza e all'Apostolato della Preghiera. Si prendeva molta cura della gioventù, come emerge dall'aver fondato l'Azione Cattolica dei Giovani (ramo maschile e femminile). Come nazionalista e patriota fu presidente del Consiglio Popolare Polacco di Wtelno e apparteneva al Consiglio Popolare del distretto di Bydgoszcz.

Per le sue attività patriottiche gli vennero conferite la Croce d'Oro al Merito e la Croce dell'Indipendenza, la medaglia del Fronte Pomerania e quella Gran Polonia della Società degli Agricoltori.

Tutte le sue attività vennero interrotte dalla Seconda Guerra Mondiale.

Il luogo della sua esecuzione venne trovato e segnalato dal guardiaboschi Henry Bolcek di Tryszczyn, che dopo la guerra indicò il luogo in cui erano stati uccisi tra 800 e 1.000 polacchi, soprattutto abitanti di Bydgoszcz ed ebrei assassinati dai nazisti nei boschi di Tryszczyn. Grazie a lui, i resti di padre Hamerski vennero riesumati dopo il conflitto e seppelliti nel cimitero accanto alla chiesa di Wtelno.

Hamerski appartiene al secondo gruppo di martiri polacchi assassinati per odio alla fede durante il nazismo. Il processo diocesano si è già concluso, e ora si trova nella fase romana.

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nazismoseconda guerra mondialetestimonianze di vita e di fede
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