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I figli, benedizione o flagello?

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Due video mostrano visioni diametralmente opposte della famiglia

di Garrett Johnson

I figli sono una benedizione per cui ringraziare o una calamità da evitare? Due video mostrano due mentalità opposte al riguardo: la generosità avventurosa e l’egoismo glorificato.

Il primo video è il filmato promozionale di una bibita della Coca Cola e mostra come l’essere genitori sia impegnativo e richieda sacrificio, pazienza e una sorta di sofferenza: e così l’ordine della casa va in fumo; le preziose ore di sonno e i momenti di intimità subiscono interruzioni costanti; le stanze si trasformano in campi minati di mattoncini Lego; i momenti di tranquillità sono pochi perché non si sa mai cosa farà il bambino

L’esperienza ineffabile, paradossale per sua natura, della gioia ha l’apparenza della follia per quanti non hanno gli occhi per vederla. È la celebrazione della vita e della gioia nei e grazie ai momenti di prova e sacrificio. È la gioia di una vita realizzata nella donazione, nell’amore. Lungi dal provocare incrinature in un rapporto (ci saranno sicuramente momenti di difficoltà e tensione, è inevitabile in qualsiasi rapporto), è la colla che permette ai veri legami di formarsi e consolidarsi.

Questa, purtroppo, non è però la visione principale della vita familiare che viene spesso trasmessa. Quella che non di rado prevale è infatti la visione offerta dal secondo video, una pubblicità della marca di preservativi Durex.

Nel secondo video, intitolato “Protect Yourself” (“Proteggiti”), la vita con i bambini è infatti presentata come un incubo continuo, e ogni tentativo di raggiungere pace, relax e piacere è funestato dai cataclismi inflitti dai più piccoli.

Il messaggio che viene trasmesso è che i bambini azzerano il piacere tra marito e moglie, sotto il loro dominio la casa inizia a sembrare più un campo di battaglia che un luogo in cui rilassarsi dopo una lunga giornata di lavoro e nemmeno il più semplice tra i momenti piacevoli, quella calda tazza di caffè del mattino, sfugge alla loro furia.

Con le immagini di bambini terribili che si aggirano scatenati combinando guai a non finire, il video vuole inviare il messaggio per cui la contraccezione offre la risposta a questa piaga di felicità, a questa malattia, a questa pecca naturale che è avere figli. La protezione è in questo caso intesa come difesa di ciò che è più importante ed essenziale per la vita umana, ovvero la ricerca della gratificazione (sessuale).

Tutto, in realtà, dipende dalla mente e dal cuore con cui si affronta la situazione. Le difficoltà non mancheranno mai e non esiste una formula magica per farle sparire, ma se affrontate con una certa disposizione d’animo non arriveranno ad avere la meglio. Il primo video non mostra bambini immobili come peluches o genitori riposati e con molto tempo libero a disposizione, ma piccoli che si svegliano la notte, papà che inciampano al buio nei giocattoli del figlio, dischi rovinati da chissà quale sostanza capitata tra le manine del pargolo, momenti di stanchezza. Al di sopra di tutto, però, c’è la gioia di riconoscere che un figlio è un dono immenso, e che di fronte a lui tutto vale la pena. È un po’ come rileggere la parabola evangelica della casa costruita sulla roccia e di quella costruita sulla sabbia. Le piogge e i venti si abbattono anche sulla casa costruita sulla roccia, ma proprio perché ha delle basi salde non crolla. La casa costruita sulla roccia non vive sotto un cielo perennemente sereno, ma ha gli strumenti per far fronte alle difficoltà e superarle.

La domanda sottesa a tante questioni polemiche al giorno d’oggi è cosa porta felicità e realizzazione alla nostra vita. Cosa desidera il cuore umano? Cristo, con parole e azioni, rivela la risposta nella sua Incarnazione, nella sua Crocifissione e nella sua Resurrezione. L’orizzonte a cui anela il cuore è l’amore, un amore infinito. L’amore non è tuttavia un’autorealizzazione totale; è piuttosto una totale donazione nella comunione.

L’obiettivo dell’apostolo, allora, è incarnare questa risposta nella sua vita in modo tale da sfidare altri a cercare la loro felicità oltre i confini del proprio egoismo. È un passo fondamentale che spianerà la strada a una maggiore comprensione e a un maggior riconoscimento di innumerevoli altri insegnamenti della Chiesa.

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