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Lampedusa: il video della vergogna

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Immigrati costretti a spogliarsi per gruppi e a sottoporsi a pratiche umilianti nei centri di prima accoglienza

Si torna a parlare di Lampedusa, e di nuovo non per la sua bellezza, ma per la tragedia dell'immigrazione. Questa volta non ci sono barconi affondati o morti, per fortuna, ma qualcosa di non meno significativo: la negazione della dignità. Sta facendo notizia – ed è un bene – il video shock girato da un residente del centro di prima accoglienza dell'isola e mandato in onda dal Tg2: persone spogliate in cortile e irrorate di composti chimici per curare la scabbia, dicono. Se fossero immagini in bianco e nero farebbero pensare ai campi di concentramento nazisti.

"Sono profondamente indignato per il trattamento a cui sono sottoposti i migranti – ha dichiarato l'arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, presidente della commissione per le Migrazioni della Cei – e chiedo che venga fatta chiarezza e che venga percorsa ogni strada per affermare la verità dei fatti". "La situazione emergenziale – aggiunge – non può giustificar situazioni e trattamenti che poco hanno a che fare con il rispetto della dignità umana e dei diritti dell'uomo. Chiedo che, fino alla completa ristrutturazione del Centro, la presenza dei migranti sia limitata a poche ore prima del trasferimento presso altre strutture che possano garantire gli standard minimi di accoglienza" (Avvenire, 17 dicembre).

E non mancano le critiche anche dalle organizzazioni internazionali anche in relazione ai citati lavori di ampliamento: "Sono anni che chiediamo alle autorità italiane trasferimenti rapidi da Lampedusa” ha dichiarato Laurens Jolles, delegato dell'UNHCR per l'Italia e il Sud Europa – “il sovraffollamento che si verifica tutte le volte è insostenibile e dà origine ad una situazione nella quale, nonostante gli sforzi degli operatori umanitari, l'assistenza fornita è altamente al di sotto degli standard minimi". Anche i lavori di ampliamento del Centro sono bloccati per la presenza troppo numerosa di ospiti. Il centro di accoglienza dovrebbe essere riportato rapidamente alla sua capienza originaria di 850 posti. C'è anche preoccupazione – secondo l'UNHCR – per la situazione di 26 cittadini siriani ed eritrei, alcuni dei quali sopravvissuti ai terribili naufragi di ottobre, che si trovano nel centro di accoglienza di Lampedusa da oltre due mesi a disposizione della magistratura come testimoni. "E' incomprensibile – ha concluso Jolles – come queste persone, alcune delle quali sopravvissute ad una tragedia di enormi proporzioni, si trovino ancora bloccate a Lampedusa senza che sia garantita loro la tranquillità necessaria per superare il trauma e cercare di rifarsi una vita in dignità" (Repubblica, 17 dicembre).

Sulla questione interviene la Presidente della Camera Laura Boldrini che proprio all'UNHCR ha lavorato per diversi anni e fino alla sua elezione alla Camera nel febbraio scorso: "Uomini e donne, per essere sottoposti ad un trattamento sanitario, vengono fatti denudare all'aperto in pieno inverno. Quelle immagini non possono lasciarci indifferenti. Tanto più perché vengono dopo i tragici naufragi di ottobre e dopo gli impegni che l'Italia aveva assunto in materia d'accoglienza"
(Avvenire, 17 dicembre).

Immedata la reazione del governo per bocca del ministro dell'Interno, Angelino Alfano: «Accerteremo le responsabilità e chi ha sbagliato pagherà» che ha spiegao che «Entro 24 ore avremo una relazione dettagliata, richiesta dalla procura di Agrigento all’Ente gestore, per comprendere le ragioni di quanto accaduto ed assumere le conseguenti decisioni» (Il Secolo XIX, 17 dicembre).

Sul fronte dell'Unione Europea è intervenuta Cecilia Malmstrom, commissaria europea: "La nostra assistenza e sostegno alle autorità italiane nella gestione dei flussi migratori può continuare solo se il Paese garantisce condizioni umane e dignitose nel ricevimento di migranti, richiedenti asilo e rifugiati" aggiungendo che: "Prenderemo contatto con le autorità italiane per chiedere maggiori informazioni su questi eventi e chiederemo loro di fare piena luce su quanto accaduto", ha aggiunto Malmstrom, definendo l'accaduto "inaccettabile" e ricordando che è già in corso un'indagine europea riguardo alle "deplorevoli condizioni di molti centri di detenzione italiani, incluso Lampedusa". La Malmstrom ha ricordato che proprio per aiutare a migliorare le condizioni dei Cie, l'Europa ha stanziato 30 milioni di euro da spendere entro la fine del 2013 (Reuters, 18 dicembre).

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