Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 19 Settembre |
Notre Dame de la Salette
home iconSpiritualità
line break icon

I mille volti del presepe, tra fede, storia e simbologia

@DR

Il presepe napoletano

Emanuele D'Onofrio - Aleteia Team - pubblicato il 18/12/13

Cosa distingue il presepe napoletano dagli altri presepi?

Pezzone: Nella “moda” del presepe napoletano si dovevano rappresentare tutte le terre del Regno delle Due Sicilie: lei trova il vestito da sposa della Capitanata (intendiamo la Puglia, la Calabria Ultra), il contadino siciliano, ma anche quello delle basse Marche. Erano rappresentati tutti i popoli del Regno con i loro vestiti: gli stessi vestiti popolari li può trovare nei piatti, sulle tazze e sulle porcellane di Capodimonte. Insomma, il Regno delle Due Sicilie veniva promosso in un modo un po’ diverso rispetto ad oggi. Poi, il presepe napoletano ha carattere laico. Quello romano prende spunto dalle rappresentazioni che venivano fate in Santa Maria De Presepium, oggi S. Maria Maggiore, che mostravano la natività sotto tettoie o nelle capanne, e non nelle grotte. È un’iconografia tipica anche nel Rinascimento, pensi alle Natività del Perugino. A Napoli poi c’era il tempio classico nel presepe, perché si scavava a Pompei ed Ercolano, erano ambienti colti e quindi si faceva quel tipo di scenografia. Ovviamente tutto questo non viene dai Vangeli. Del resto, tuttavia, continua a sopravvivere: pensiamo al culto dei Penati, per i quali in casa si mettevano le statuine di terracotta, che erano i defunti, oggi invece mettiamo la loro fotografia. Quello che si faceva nel mondo classico si fa ancora. Così come un tempo si esponevano le immagini di qualche personaggio importante, secondo loro baciato dalla divinità. Penso ad esempio a una statua fatta in San Gregorio Armeno di un Virgilio, che tra l’altro abitava proprio in quella zona – lui lì scrive la quarta Egloga, dove c’è un puer, una mater, la più messianica, scritta nel 39 a.C. – e non è cambiato nulla. In quella strada sono 2.500 anni che non cambia nulla. Ed infatti, lì si fanno statuine dei personaggi moderni. In quella via c’è un patrimonio da difendere, pensi che c’è perfino una pizzeria che sta lì da due millenni.

Cos’è il “mondo del presepe”, il suo scenario, da un punto di vista simbolico?

Widmann: Da un certo punto di vista nel presepe c’è un nucleo fisso, che è quello che si appella l’evento “storico” della Natività. Sappiamo che nel corso del tempo il tema della Natività ha subito delle variazioni, inizialmente era più centrale la figura dei magi, attualmente è più centrale la figura di S. Giuseppe; però diciamo che c’è un nucleo fisso che riguarda la Natività. C’è poi un secondo nucleo, sterminato, che riguarda tutto il resto, con variazioni
innumerevoli che sono solo apparentemente accessorie. Questa è la fenomenologia del mondo come viene ricreato sulla scena del presepe. Da un punto di vista puramente simbolico, prescindendo dai riferimenti storici e dalla rappresentazione del divino, dal solo e limitato punto di vista psicologico, il tema della Natività potrebbe essere una messa in scena delle riformulazioni della nostra personalità, di rigenerazioni di aspetti sempre nuovi della nostra identità. Potremmo anche dire che simbolicamente il tema della Natività costella la nascita della coscienza: nascita e rinascita, perché non è che uno nasce cosciente una volta per tutte ma la coscienza costantemente si riformula.

Che ruolo simbolico hanno le figure “storiche” del presepe, ad esempio, quelle dei “magi”?

Widmann: Diciamo che anche intorno ai magi quello che c’è nei Vangeli non è automaticamente storico, quello che c’è di storico si intreccia con altre narrazioni variamente apocrife, ecc. Di certo i maghi sono storicamente tre. Sono molto diversi dalle altre figure: anche socialmente, sono maghi, ma contemporaneamente sono re, quindi hanno un abbigliamento, un corteo e una serie di attribuzioni particolarmente sfarzose. Il fatto che siano tre delle volte viene integrato dal fatto che ci sia una Re Maga, dunque un elemento femminile, che accompagna. Inoltre i magi, rimanendo su questo registro fintamente storico, hanno il fatto che sono portatori di doni fissi: oro, incenso e mirra. Anche da un punto di vista simbolico hanno una duplice connotazione. Sono maghi, e quindi portatori di intuizione, sono anticipatori, quelli che vedono lungo, che più e prima di altri hanno intuito la portata di questo accadimento che da un punto di vista psicologico leggiamo come riformulazione dell’identità e rinascita della coscienza: quindi in qualche modo sono aspetti intuitivi ed anticipatori della psiche. Ma sono anche re, dunque sono figure che nobilitano questa anticipazione. È interessante, da un punto di vista simbolico, che questi tre maghi entrino in contatto ed in dissidio con un quarto re, Erode, quello che è un’uguale anticipazione che non nobilita l’accadimento, ma anzi si oppone. Questo ha dei paralleli interessanti nell’esperienza concreta, nel senso che noi tutti, quotidianamente, andiamo incontro a riformulazioni del nostro assetto personale, e ci sono dei lati psichici che promuovono il nuovo che sta per accadere, che nobilitano i cambiamenti, ed altri che si oppongono violentemente. Anche il tema dell’adorazione dei Magi, centrale nel presepe, è letteralmente un dar voce (ad-horo significava questo in origine) al nuovo che si fa avanti.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
natalepresepere magi

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
2
Gelsomino Del Guercio
La Madonna nera è troppo sfarzosa: il parroco la “spoglia”. Ed è ...
3
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
4
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
5
Paola Belletti
Tre suicidi tra i giovanissimi il 1°giorno di scuola
6
THERESA GIUNI
Unione Cristiani Cattolici Razionali
Giuni Russo è giunta fino a Cristo per mano d...
7
PAURA FOBIA
Cecilia Pigg
La breve preghiera che può cambiare una giornata stressante
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni