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Le “buone” notizie

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Cambiare vita e non buttare via i propri talenti, passare dal giornalismo cinico a quello delle buone notizie: una storia di conversione

di Marco Pappalardo

Riccardo Rossi è un giornalista napoletano quarantacinquenne che vive a Pedara, un paese ai piedi dell’Etna, all’interno di una casa famiglia dov’è accolto da anni e per la quale si mette a servizio quotidianamente. Ogni giorno sul web racconta e divulga le "buone notizie" attraverso il proprio profilo Facebook, il sito www.lagioianews.net e diverse collaborazioni con altri siti.
La sua storia giornalistica precedente è legata alla Campania e al periodo che va dal 1992 al 2002, quando era addetto stampa di diversi politici ed enti pubblici, un impegno per il quale non guardava in faccia nessuno e svolto con cinismo. Tutto sembrava al massimo e molte erano le soddisfazioni, così come il ritmo frenetico del lavoro. Poi una vicenda familiare legata a problemi di tossicodipendenza del fratello gli cominciò a cambiare la vita, posto dinanzi alla scelta del lavoro o dell’aiuto al fratello che tutti davano per perduto. Nello stesso periodo avvenne un ritorno alla fede grazie alla figura di Giovanni Paolo II e a due amiche che lo "riportarono" in chiesa, gli offrirono un pellegrinaggio, gli donarono libri religiosi.

E il lavoro, la notorietà, il successo? Seguendo il fratello in difficoltà, iniziarono i passi indietro, le rinunce a questo o a quell’incarico, i politici voltarono le spalle e il telefono non squillò più. Fu il tempo della crisi e la depressione cominciò ad affacciarsi e a colpirlo duramente, nonché l’incapacità nell’aiutare la famiglia.
«Fui preso per i capelli – racconta Riccardo – quando con una parrocchia francescana feci un viaggio in Romania e incontrai Giuseppe Messina, un giovane catanese impegnato a tutto campo nell’aiutare gli ultimi. Uscendo una sera con lui, incontrammo un ragazzino abbandonato per strada. Io non mi sarei lasciato coinvolgere più di tanto, ma Giuseppe se ne prese carico pur non sapendo nulla di lui e, ancora oggi – che è già un giovane adulto – non manca di sostenerlo».
Fu come se gli si aprissero gli occhi, magari non entrambi, visto che ci vollero altri viaggi come quello a Gerusalemme dove, grazie alla preghiera, diede una svolta alla vita ed un colpo alla depressione. «Che fare ora che stavo meglio? – riprende Riccardo -. Tornare al mio lavoro giornalistico? Giuseppe Messina con un semplice gesto di accoglienza aveva cambiato la vita di un ragazzino e segnata la mia, e io che avevo fatto di buono per anni tra giornalismo e politica? Ero solo un disinformatore!».
Riccardo decise di lasciare tutto nel 2003 e raggiungere Giuseppe nella casa famiglia di Pedara in provincia di Catania, e questa scelta gli ha salvato la vita, poiché le crisi depressive ritornavano con forza. «Ricordo – aggiunge – che mi fu affidata (ironia della sorte o mano della Provvidenza) proprio una tossicodipendente; pian piano riuscii a ripartire, a mettere in moto il motore della mia vita e proprio grazie al servizio e alla radicalità del Vangelo».

E il giornalismo? Anni buttati all’aria? No! Riccardo, il bene che ha ricevuto, non poteva tenerlo per sé e più stava nella casa famiglia, più vedeva questi segni di amore incondizionato. Così comincia il progetto de "La Gioia", una rivista per le scuole fatta tutta da lui, poche pagine per far conoscere il bene che fa notizia. Si sa, la gioia è contagiosa e nel mondo del web le notizie si diffondono facilmente e così cominciano altre collaborazioni come il notiziario "La Speranza" della Missione Speranza e Carità di fratel Biagio Conte a Palermo, il sito goleminformazione, le pubblicazioni sui social network di "buone notizie" che gli hanno fatto riscoprire il suo essere giornalista: «Scrivere buone notizie è importante per gli altri e per me, poiché cambiando noi stessi, possiamo mutare la realtà a partire dalle piccole gioie quotidiane che vivo nella casa famiglia, prima fonte di ispirazione dei miei racconti sul web. Oggi non riesco più a fare a meno di scrivere del bene, del bello e della solidarietà».
È vero! Non passa giorno ormai che Riccardo Rossi non doni ai suoi lettori storie edificanti e vere, tratte dalla quotidianità della casa famiglia, da realtà ecclesiali, da associazioni, da racconti di vita, da iniziative di solidarietà locali, regionali, nazionali ed estere.

Tratto da Vino Nuovo

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