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Tutela del diritto d’autore online: l’Agcom vara il regolamento

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Il provvedimento si propone di contrastare le “violazioni massive” e non di incidere sulla “libertà del web”

Entrerà in vigore il 31 marzo 2014 il regolamento sulla tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica adottato dal Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) il 12 dicembre. Il provvedimento si pone in un'ottica di contrasto nei confronti della pirateria digitale e, pertanto, come specificato in una nota, “assegna carattere prioritario alla lotta contro le violazioni massive e non riguarda gli utenti finali” così da “non incidere in alcun modo sulla libertà della rete”.

 

 

Per dare avvio al procedimento occorre un'istanza da parte del titolare del diritto d'autore. Il garante per le comunicazioni non agirà d’ufficio, il che esclude che i provider siano chiamati a svolgere un’attività di monitoraggio della rete». Il procedimento, sottolinea ancora l’Authority, “è caratterizzato dal pieno rispetto del principio del contraddittorio” e non solo: “I provider, ma anche l’uploader e i gestori della pagina e del sito internet possono far concludere la procedura attraverso l’adeguamento spontaneo e presentare controdeduzioni” (corrieredellasera.it 12 dicembre).

 

Gli atti, sottolinea ancora l'Agcom, “vengono archiviati se il titolare del diritto si rivolge all'Autorità giudiziaria. Le misure inibitorie, che sono quelle previste dal decreto legislativo n. 70 del 2003, saranno improntate a criteri di adeguatezza, gradualità e proporzionalità”. L'intervento dell'Agcom si fonda inoltre sulla convinzione che la lotta alla pirateria "non possa limitarsi all'opera di contrasto, ma debba essere accompagnata da una serie di azioni positive volte a creare una cultura della legalità nella fruizione dei contenuti” (avvenire.it 12 dicembre). In questo direzione potrà operare, secondo l'Agcom, l'apposito Comitato tecnico, formato da rappresentanti di tutti gli stakeholder e delle istituzioni interessate, che avrà il compito di favorire forme di autoregolamentazione finalizzate all'educazione degli utenti e alla promozione dell'offerta legale.

 

Il testo tiene conto delle osservazioni emerse nel corso di un'ampia consultazione dei soggetti interessati e dalla interlocuzione con la Commissione europea. L'ambito di applicazioni viene ulteriormente definito. Agcom tutela l'opera digitale dalla pirateria e con questo termine intende “un'opera, o parti di essa, di carattere sonoro, audiovisivo, fotografico, videoludico, editoriale e letterario, inclusi i programmi applicativi e i sistemi operativi per elaboratore, tutelata dalla Legge sul diritto d'autore e diffusa su reti di comunicazione elettronica” (repubblica.it 12 dicembre).

 

Alcune delle differenze rispetto alla bozza iniziale vanno incontro alle richieste dei provider internet, che volevano una maggiore chiarezza sulle modalità di rimozione dei contenuti pirata e anche più tempo per ottemperare all'ordine. Il grosso del sistema punitivo, contro i siti accusati di pirateria, resta però in piedi e quindi “è già possibile dire che vari soggetti la impugneranno probabilmente al Tar del Lazio (in prima fila ci sono Google, gli stessi provider internet, associazioni dei consumatori, a quanto risulta)” (repubblica.it 12 dicembre).

 

La procedura per la tutela del diritto d'autore online funziona quindi così: il soggetto titolare del diritto che ritiene leso manda direttamente la segnalazione all'Agcom che, dopo averla ricevuta, decide se accettarla o respingerla (perché chiaramente infondata o errata nella forma). Se l'accetta, la inoltra ai provider internet e agli hosting provider del sito; ai gestori della pagina e all'utente che ha pubblicato il contenuto contestato. Questi due soggetti non sono però sempre individuabili; inoltre la delibera è efficace solo sui primi due (i provider), che sono cioè i soli a rischiare un ordine e un'eventuale multa (fino a 250 mila euro) in caso di non ottemperanza. Tutti i soggetti, come segnalato, possono fin da subito rimuovere spontaneamente il contenuto contestato. Se non lo fanno, parte la fase istruttoria, con un dibattimento per stabilire torti e ragioni, ed eventualmente la decisione di Agcom di archiviare la pratica o di inviare l'ordine di blocco. La pratica viene comunque archiviata se parte un'azione giudiziaria (repubblica.it 12 dicembre)

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