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Allarme infanzia in Italia: oltre 900 mila bambini a rischio abusi

@DR
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A Torino il congresso Cismai “Proteggere i bambini nell'Italia che cambia” con specialisti della prevenzione

“Proteggere i bambini nell’Italia che cambia” è il titolo del VI Congresso Cismai – Coordinamento italiano dei Servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia in corso a Torino con la partecipazione di esperti nazionali ed internazionali per le strategie di prevenzione della violenza all’infanzia. Secondo i dati del Ministero dell’interno, il numero dei minori vittime di gravi abusi è cresciuto in Italia del 23,6% dal 2005 al 2011, passando da 8884 a 10985 per ciascun anno. Ma per Terre des Hommes e Cismai, che hanno svolto uno studio in proposito, il fenomeno è ampiamente sottostimato e prende in considerazione solo i casi più gravi. La prime ricerca epidemiologica svolta su un campione di Comuni italiani, infatti, ha stimato che le vittime di maltrattamento effettivamente seguite dai Servizi sociali sono 100 mila, pari allo 0,98 della popolazione minorile totale (circa un bambino su 100). Se, come afferma l’Organizzazione mondiale della sanità, dei casi di maltrattamento emerge solo 1 su 9, sarebbero almeno 900 mila i bambini a rischio maltrattamento in Italia. Un’altra ricerca svolta con l’Università Bocconi ha evidenziato il risvolto economico della mancanza di tutela e dei danni conseguenti stimabili in oltre 13 miliardi di euro annui, pari allo 0,84% del Pil nazionale. Aleteia ne ha parlato con Dario Merlino, presidente Cismai.

 

Quasi un milione di bambini a rischio maltrattamenti in Italia: sono numeri allarmanti…

 

Merlino: Si tratta di numeri in linea con le statistiche europee. In Italia si registra una fatica a voler sapere i contorni del fenomeno del maltrattamento dei più piccoli e c’è difficoltà nel raccogliere i dati. Esiste la tendenza a minimizzare il problema.

 

Voi ponete l’accento sulla criticità del funzionamento della giustizia minorile tanto che l’operatore chiamato a segnalare un abuso ha “quasi l’impressione di far cadere il bambino in un contesto che più che tutelarlo, rischia di danneggiarlo ulteriormente”: è così?

 

Merlino: La denuncia di un maltrattamento è un dovere e un obbligo di legge. Negli operatori c’è però a volte la preoccupazione che la rete di aiuto che dovrebbe prendere in carico il bambino – l’autorità giudiziaria, i servizi sociali, l’assistenza psicologica – presenti delle smagliature tali che il minore rischi di essere vittimizzato ulteriormente.

 

Nell’Italia “che cambia” è aumentato il fenomeno del maltrattamento?

 

Merlino: La realtà del maltrattamento si presenta stabile nel tempo. Ci sono sempre degli adulti che per problemi loro esercitano violenza o trascuratezza nei confronti dei più piccoli. La causa è quindi nel malfunzionamento degli adulti che spesso sono stati a loro volta maltrattati e non curati adeguatamente nel loro sviluppo. C’è un libro scritto dallo psichiatra e psicoterapeuta Luigi Cancrini che si intitola “La cura delle infanzie infelici”. Curare l’infanzia è il solo modo di prevenire efficacemente abusi e maltrattamenti.

 

Anche perché, come fate rilevare, “un bambino non protetto è un bambino che per tutta la vita avrà dei costi per la società”…

 

Merlino: Un bambino non protetto crescerà sicuramente con delle vulnerabilità importanti e spesso dovrà essere seguito dai servizi sociali per problematiche psichiatriche o legate alla tossicodipendenza. Le ricerche dimostrano, inoltre, che avrà problemi di salute, non solo a livello psicologico, ma fisico.

 

Cosa si deve fare per una prevenzione efficace?

 

Merlino: Occorre investire sull’infanzia. Non bisogna tagliare i fondi che incrementano i casi di maltrattamento così come politiche sbagliate e orientate in ottica emergenziale producono tagli ai bilanci di spesa. Bisogna rivedere il sistema di integrazione socio-sanitaria, riformare i modelli organizzativi, rifondare la giustizia minorile. Se i politici accoglieranno queste istanze avranno da lavorare per i prossimi anni.

 

 

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