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Nuovo “miracolo” a Guadalupe: quasi 7 milioni di pellegrini

Lynn Friedman
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Milioni di fedeli si prostrano ai piedi della Madonna nella sua “casetta di preghiera”

Un codice dipinto da Dio-tlacuilo

In questo 482° anniversario delle apparizioni, i messicani si apprestano a cantare alla Madonna “las Mañanitas”, una canzone tradizionale che si intona a quanti festeggiano il compleanno. Si tratta di una serenata popolare in cui, alla mezzanotte tra l'11 e il 12 dicembre, le catene televisive si uniscono per vedere come cantanti famosi interpretino questo saluto festoso alla Madonna del Tepeyac, il colle su cui è apparsa.

Prima e dopo, lo faranno a modo proprio quasi sette milioni di pellegrini, molti dei quali saranno giunti a piedi da luoghi remoti o in ginocchio, facendo “offerte” alla Vergine o ringraziandola per i favori ricevuti. Spesso con canti e balli preispanici, perché una delle condizioni più straordinarie dell'inculturazione del Vangelo che è Guadalupe è che tutto il mantello sacro è di per sé un miracolo dipinto dal pennello di Dio (da un tlacuilo divino, direbbero gli indigeni nahua), in cui ogni elemento “dice” qualcosa agli indigeni, al punto che gli antropologi e gli storici considerano la “tilma” (il mantello) di Juan Diego, ovvero l'immagine venerata, un vero codice in chiave indigena.

“La presenza viva di Cristo e di Santa Maria di Guadalupe in ogni pellegrino si manifesta in modo schiacciante anno dopo anno con il canto, la danza, la musica, la preghiera, le lacrime; nella storia del popolo del Messico che accorre in queste date alla Casetta di Santa Maria di Guadalupe, pieno di amore per colei che è la Regina del Messico e l'Imperatrice dell'America, Stella della Nuova Evangelizzazione”, afferma un comunicato stampa della Basilica Nazionale di Santa Maria di Guadalupe.

I festeggiamenti non hanno luogo solo nella sede del Tepeyac. Praticamente in ogni angolo del Paese ci sono celebrazioni, processioni e festeggiamenti in onore di colei che è considerata “la madre di tutti i messicani”. Ce ne sono anche in America Centrale e in Nordamerica, concretamente nelle grandi capitali degli Stati Uniti con una forte concentrazione di popolazione messicana, come Los Angeles, Dallas, Chicago o New York.

Per avere un'idea della mobilitazione di volontà che porta con sé la celebrazione, basta ricordare la “Torcia Guadalupana” che percorre il tratto dalla Basilica di Guadalupe a Città del Messico alla cattedrale di St. Patrick a New York, o la “Rosa d'Argento” che dopo essere partita dal Québec (Canada) e aver attraversato le principali città degli Stati Uniti arriva a destinazione al Santuario della Madonna di Guadalupe a Monterrey (Nuevo León, Messico), dopo aver percorso oltre tremila chilometri.

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