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Crisi: in Italia infanzia fa rima con povertà

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Lucandrea Massaro - Aleteia Team - pubblicato il 10/12/13

Il quarto Atlante di Save the Children sulla condizione materiale dell'infanzia mette in luce un quadro di estrema sofferenza

L'edizione di quest'anno, dal titolo “L’Italia Sottosopra”, con l’ausilio di circa 50 mappe, mette a fuoco in particolare gli effetti della crisi sui bambini, documentando con elaborazioni e dati inediti sia a livello nazionale che regionale, il drammatico incremento della povertà economica, abitativa, educativa in parallelo con la drastica riduzione di risorse destinate ai servizi sociali, alla salute, alla scuola e il mancato investimento sul giovane “capitale umano”, cioè sulla formazione, istruzione e conoscenza delle giovani generazioni.
L’Atlante propone però anche delle misure ed esperienze positive che, se portate a sistema, avrebbero la capacità di modificare gli attuali sconfortanti scenari e ridare futuro e speranza ai bambini e al paese nel suo complesso. (Save the Children Italia, 10 dicembre)

Alla presentazione deL’Italia Atlante dell’Infanzia (a rischio) in Italia sono intervenuti, tra gli altri: Claudio Tesauro (Presidente Save the Children Italia,) Valerio Neri (Direttore Generale Save the Children Italia), Giulio Cederna (Curatore dell’Atlante), Enrico Giovannini (Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali), Vincenzo Spadafora (Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza), Linda Laura Sabbadini (Direttore Dipartimento Statistiche Sociali ed Ambientali ISTAT).

Gli autori dell'Atlante lo definiscono il più amaro dal 2010 per le cifre e il costante peggioramento del mondo dell'infanzia in un paese come l'Italia. Secondo il rapporto infatti sono oltre 1 milione i minori che vivono in povertà assoluta, vale a dire il 30% in più nel 2012, pari cioé ad 1 minore su 10. A questo si aggiungono 1 milione e 344 mila che vivono in condizioni di disagio abitativo; 650.000 in comuni in default o sull'orlo del fallimento, e per la prima volta è di segno negativo la percentuale di bambini presi in carico dagli asili pubblici, scesa dello mezzo punto percentuale, ulteriore segnale della crisi del welfare comunale. Il 22,2% di ragazzini è in sovrappeso e il 10,6% addirittura in condizioni di obesità: questo accade perché il cibo di qualità costa di più e le famiglie con figli hanno ridotto i consumi e gli acquisti anche alimentari a causa della crisi economica. Bem 1 bambino su 3 non può permettersi un apparecchio per i denti, e sono appena 11 gli euro mensili che le famiglie più disagiate hanno a disposizione come budget per libri e scuola: il gap con il 10% delle famiglie più benestanti è venti a uno. Questa differenza nella spesa (anche privata) sull'istruzione si riverbera sui risultati dei test internazionali: sui 24 paesi Ocse Italia ultima per competenze linguistiche e matematiche nella popolazione 16-64 anni e per investimenti in istruzione: +0,5% a fronte di un aumento medio del 62% negli altri paesi europei (Ocse). Non a caso in Italia anche uno dei più gravi tassi di disoccupazione giovanile e di abbandono scolastico (Repubblica, 10 dicembre).

La cura secondo la stessa Save the Children è "investire in formazione e scuola di qualità”. "La recessione non è iniziata soltanto 5 anni fa in conseguenza della crisi dei mutui subprime o degli attacchi speculativi all'euro – conclude Neri – ma affonda le sue radici nella crisi del capitale umano, determinata dal mancato investimento, a tutti livelli, sui beni più preziosi di cui disponiamo: i bambini, la loro formazione e conoscenza. Sotto questo aspetto, l'Atlante non offre solo una mappa di ciò che non va, ma mostra bene in controluce ciò che si può e si deve fare per rimettere a posto le cose" (Avvenire, 10 dicembre).

Tags:
crisi economicainfanziasave the children
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