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Cristo o l'Acquario?

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cardinale Godfried Danneels - Dimensione Speranza - pubblicato il 09/12/13

New Age sogna l'apparizione imminente del Maestro - la "Maitreia" - così in alto nel cielo che tutti lo potranno vedere, eclatante. Ma Dio non è così

La risposta cristiana a New Age e alle nuove "religioni" è tutta contenuta nella festa di Natale: è il Figlio di Dio, nato da Maria Vergine "per salvarci". C'è molta pena nei cuori dei nostri contemporanei. E chi sta male prova tutte le medicine.

Ciò spiega l'abbondanza dell'attuale offerta in materia di conoscenze segrete e di ricette di felicità per sfuggire alla sofferenza. E la vicinanza dell'anno 2000 fa salire ancora di più questa febbre.

"Questo per voi il segno"… (Lc 2,12)

La gente di oggi è alla ricerca di segni; guarda le stelle.

Natale dà un segno all'umanità, ma questo segno non è la stella dei magi. Quella era solo un segno visibile da lontano, che ha ceduto il posto al vero segno non appena questo è comparso. Quel segno non era destinato ai saggi, ma ai pastori: "Questo per voi il segno: troverete un bimbo avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia. Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia" (Lc 2,12 16).

Il segno non è un segno astratto nel cielo, ma un uomo concreto e storico: Gesù, nato da Maria a Betlemme. Così sono i segni cristiani: sono incarnati, semplici eventi storici dissimulati nelle pieghe della vita di tutti i giorni. Gesù, il segno, non è una posizione astrale favorevole, è un piccolo bambino che piange in una mangiatoia. Dio è talmente grande che può farsi piccolo, è cosi universale che è capace di diventare particolare, così forte che è in grado di chinarsi sulla vita degli uomini e di entrare in essa.

New Age sogna l'apparizione imminente del Maestro – la "Maitreia" – così in alto nel cielo che tutti lo potranno vedere, eclatante. Ma Dio non è così.

Dio diventa uomo: la vera mistica dell'unione

New Age sogna una mistica di unione: tutto è uno e tutto è in relazione con tutto. Lo stesso vale per Dio e per l'uomo. Ma così non c'è più alcuna distinzione.

Natale è la festa dell'unione tra Dio e l'uomo. Dio diventa uomo affinché l'uomo venga divinizzato. Questa è l'incarnazione. Il bambino nella mangiatoia è, al tempo stesso, il Figlio di Dio e il Figlio di Maria: è adorato anche se è avvolto in fasce.

Tuttavia non c'è mai fusione tra l'uomo e Dio: essi rimangono distinti, come un io ed un tu. Dio e l'uomo rimangono persone separate; altrimenti come potrebbero amarsi? Due ingredienti chimici mescolati in una miscela non si amano: sono semplicemente fusi. Solo delle persone autonome e libere possono amarsi. Il sogno di unità di New Age si applica piuttosto al regno minerale, non all'universo dell'uomo, e, tanto meno, a quello di Dio.

Cristo, energia cosmica?

I cristiani che hanno dubbi di fronte a New Age, si richiamano a volte a Teilhard de Chardin. Egli vedeva infatti in Cristo il cuore che mette in movimento tutta la realtà materiale. Grazie all'energia proveniente dalla sua incarnazione, l'universo si ritrova in una specie di campo magnetico di Dio.

In Gesù, Dio ha voluto costituirsi "cuore" della materia, per elevarla a dignità divina. Ma il pensiero di Teilhard è fermamente inserito in una logica di incarnazione: Cristo è un personaggio preciso e storico, non diventa l'anima universale del mondo. Centro del cosmo, Egli attira a sé tutta la realtà materiale alla maniera di un amante; ma questo amante è situato a Betlemme e sul Calvario. Gesù mantiene le sue piaghe. Natale e Pasqua non sono mai superati. L'energia continua ad originarsi dal presepio e dalla croce.
Speranza

Il bisogno febbrile di molti dei nostri contemporanei che sono alla ricerca di fonti di coraggio e di gioia, trae in parte origine dal grigiore e dalla malinconia che avvolgono la nostra epoca. Siamo tristi, ma con il sorriso sulle labbra. Si tratta forse di stanchezza, di delusione per il fatto che il nostro mondo conosce così poca felicità malgrado la grande abbondanza di possibilità e di mezzi? Oppure è un tentativo di renderci immuni nei confronti delle sofferenze e del fallimento della storia umana, cercando rifugio in delle "conformità alle leggi cosmiche" che potrebbero renderci automaticamente felici? Se almeno riuscissimo a scoprire la chiave del loro segreto. E' infatti necessario ricercare la felicità nelle stelle.

Natale ci insegna che non esistono delle scorciatoie nascoste verso la felicità che ci permettano di risparmiare lo sforzo di tutti i giorni. Dio stesso non conosceva sentieri segreti per salvarci. Egli si è fatto uomo ed ha condotto un'esistenza del tutto simile alla nostra, con tutte le gioie e i dolori che la vita di un uomo comporta normalmente.

Gesù ha percorso, senza scorciatoie, un'esistenza umana normale sino alla fine, e che fine!

Ma Natale è anche una speranza: "Oggi è nato un Salvatore, che è Cristo Signore, nella città di David" (Lc 11).

Salvati da un Altro…

New Age attribuisce un ruolo centrale al dell'uomo. "Siete voi che vi salvate, quando vi servite di voi stessi per creare delle forze cosmiche" dice New Age. Nonostante la compagnia di tutte le costellazioni, di tutte le religioni e di tutti i guru d'Oriente, di tutte le ricette di felicità, di un'infinità di tecniche psicologiche e di concetti più o meno scientifici, New Age ci lascia assolutamente soli.

Dobbiamo sbrigarcela da soli ed essere i salvatori di noi stessi. Quindi, dopo lunghe peregrinazioni per sfuggirvi, l'uomo di New Age ritorna esattamente al punto di partenza: l'ossessione delle azioni personali, di cui ha orrore. Di nuovo deve salvarsi da sé.

La buona novella del Natale è ben diversa: siamo salvati, per grazia, da Colui che "per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo" (Credo). Un Altro è venuto a salvarci.

“Venite, Adoriamo ….”
 Santo Natale 1990

Leggi qui l'articolo integrale pubblicato da Dimensione Speranza

Tags:
gesù cristonatalenew age
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