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Diventare adulti in una società complessa

© Association "mise en voyage"

Oukouli (cérémonie de passage de l'adolescence à l'âge adulte des hommes) dans un village Hamer

Dimensione Speranza - pubblicato il 06/12/13

Profonda trasformazione

Nelle società moderne, alcune caratteristiche della configurazione sociale che costituivano il quadro sociale, spazio-temporale, di riferimento dei riti di passaggio hanno conosciuto una profonda trasformazione (Segalen 2002): in generale, il processo di secolarizzazione ha sganciato i rituali da una valenza religiosa, pluralizzando le fonti e le forme di produzione simbolica, e la crisi delle comunità locali (di vicinato, di paese, di quartiere, di lavoro) ha eroso le basi sociali di molte pratiche rituali. Più nello specifico, poi, la frammentazione delle forme di accesso allo status di adulto si è tradotta in una posticipazione delle principali tappe-soglie (conclusione del ciclo formativo, ingresso nel mondo del lavoro, uscita dalla famiglia d'origine, creazione di una nuova coppia, procreazione) e in una destrutturazione del percorso che le organizzava, per cui le tappe-soglie non hanno più una sequenza predefinita e sono divenute reversibili (Buzzi, Cavalli, de Lillo 2002).

Se i corsi di vita e i contesti sociali che li organizzavano si sono fatti più complessi e articolati, i riti di passaggio sembrano aver perso oggi parte della loro legittimità: la loro secolarizzazione si accompagna a una loro dislocazione in quegli ambiti della vita sociale che attengono alla sfera privata (Segalen 2002). Sempre meno al centro della vita pubblica (sfera economica e politica), la transizione all'età adulta sembra trovare le sue forme di riconoscimento all’interno di piccole cerchie e di contesti subculturali. Proviamo dunque a esplorare questi mutamenti attraverso l'analisi di un caso empirico: il modo in cui i giovani vivono il primo rapporto sessuale come passaggio ritualizzato.

Varcare un confine

La concezione del sesso diffusa oggi tra i giovani si incentra sul valore non più della conservazione, bensì della sperimentazione (Ferrero, Camoletto 2010a; 2010b). Una recente indagine su un campione di 1000 giovani dai 18 ai 29 anni residenti in Piemonte rivela come la quasi totalità degli intervistati (il 96%) ritenga lecito avere rapporti sessuali prima del matrimonio e l'83% non ritiene importante sposare un partner che sia ancora vergine. Ancora, più della metà del campione (il 57% dei giovani, il 68% dei maschi rispetto al 45% delle femmine) ritiene che nella vita sia bene avere un bagaglio di esperienze sessuali diverse: che cioè sia importanten acquisire un repertorio ampio di pratiche e di partner, in linea con la visione della sessualità come ambito di formazione e di espressione di sé. Se dunque sperimentarsi in campo sessuale rappresenta oggi un imperativo culturale, non necessariamente ne deriva però una visione banalizzante del sesso: al contrario, i giovani sembrano tendere all'idealizzazione di alcuni ambiti di vita, come quello dell'affettività e della sessualità. «L'atteggiamento nei confronti della sessualità rivela come proprio nella sfera del personale i giovani tendano alla valorizzazione di alcuni aspetti della vita, alla considerazione quasi "mitica" di alcune esperienze, elevate a momenti ideali, in rapporto ai quali ritrovare quella tensione e carica motivazionale che sembra essersi attenuata nella sfera sociale e collettiva» (Garelli, 1984, pp.250-251).

L'indagine campionaria mostra come il 70% dei giovani si divida tra due accezioni di verginità differenti, ma che rimandano entrambe al significato di "passaggio" legato al primo rapporto sessuale: il 39%, in maggioranza ragazze, ritiene che la verginità sia un aspetto importante che quindi deve essere investito con attenzione e non sprecato, mentre il 32% pensa che la perdita della verginità sia una delle soglie che devono essere attraversate nel percorso di crescita. In entrambi i casi, il primo rapporto sessuale viene interpretato come un momento importante della propria biografia, una sorta di "frattura biografica" che, come nei resoconti etnografici tipici dei riti di passaggio, introduce una separazione e una cesura rispetto a una condizione precedente.


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Tags:
adultigiovanisessualità
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