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Medita, che ti passa lo stress!

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La meditazione è una forma di preghiera e una pratica antica riscoperta dai post-moderni per combattere l’ansia del vivere

Basta digitare la parola “meditazione” in rete per avere un'idea della complessità del tema: trascendentale, vipassana, zen, buddista, cristiana… Sono solo alcune delle articolazioni di tecniche molto antiche che aiutano la persona ad entrare più in contatto con se stessa, limitando il fragore esterno che distrae e causa stress. Vipassana, ad esempio, è un termine che significa "vedere le cose in profondità, come realmente sono", e indica una delle più antiche tecniche di meditazione dell'India riscoperta ed insegnata più di 2500 anni fa come metodo universale per uscire da ogni tipo di sofferenza, “un'arte di vivere”. Sempre di più sono le persone che praticano la meditazione per ritrovare equilibrio e, per chi crede, rimettere Dio al centro della propria vita.

 

La meditazione è più efficace di un ansiolitico e non si tratta di un modo di dire. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Alternative and Complementary Medicine, la meditazione trascendentale (MT) può essere alternativa agli psicofarmaci. Questa meta-analisi ha preso in esame 16 studi randomizzati e controllati, che soddisfacevano i più alti standard qualitativi, con il coinvolgimento di 1.295 persone di diversa età, genere sessuale, ambito sociale e stili di vita. Gli effetti della MT sull’ansia sono stati confrontati con i risultati sui vari gruppi di controllo, i trattamenti personalizzati e individuali, la psicoterapia di gruppo e le varie tecniche di rilassamento.
 

Gli studi condotti su soggetti con alti livelli di stress, ansia e PTSD (il disturbo da stress post-traumatico), hanno mostrato che la pratica della MT ha ridotto fortemente l’ansia. Stranamente, la meditazione trascendentale ha mostrato meno effetti su coloro che soffrono di ansia moderata (La Stampa.it 11 ottobre).

 

Il regista americano David Lynch ha fondato la David Lynch Foundation for Consciousness-Based Education and World proprio per la diffusione delle tecniche di meditazione trascendentale. “Rabbia, paura, depressione, ansia: tutto svanisce, lasciando il posto alla quiete e ad un sensazione di assoluta libertà – ha spiegato Lynch durante un viaggio in Italia -. Tutto questo si riflette positivamente nel lavoro, nella capacità di sviluppare idee andando ad un livello di profondità che prima ti era sconosciuto, e anche nelle relazioni personali, che possono essere vissute con più gioia e meno conflittualità…la TM cambia la qualità dell’esistenza in meglio. Ho iniziato a meditare nel 1973 e da allora lo faccio tutti i giorni, due volte al giorno, e tutto quello che ho raccontato l’ho provato sulla mia pelle: un crescente senso di benessere, di libertà, percepire il mondo come un posto bello e la vita come uno splendido gioco, tutte sensazioni in netto contrasto con quello che ero prima di iniziare la meditazione” (L'Huffington Post 10 ottobre).

 

Nel Regno Unito la cosiddetta "mindfulness", basata sulla terapia cognitiva, è raccomandata dall’Istituto Nazionale per la salute e l’eccellenza clinica" contro la depressione. “Oggi nel Regno Unito la meditazione è diffusissima e molto popolare perché aiuta a controllare lo stress riducendo gli effetti di quest’ultimo sul cervello – spiega Kim Nataraja, ex docente universitaria, direttrice della Scuola di meditazione della "Comunità mondiale per la meditazione cristiana", diretta da Laurence Freeman. “È dimostrato – aggiunge Nataraja – che gli esseri umani reagiscono a una situazione difficile aggredendo o scappando. La meditazione, al contrario, ci rilassa e spegne questa risposta automatica dei nostri geni. Così facendo ha effetti benefici sulla salute perché riduce la pressione e aumenta il livello della serotonina, l’ormone della felicità” (Avvenire 29 novembre).

 

I benefici sono ancora più efficaci nella meditazione cristiana, con la quale si cerca di arrivare a Dio. “Per noi questi effetti della meditazione sulla salute sono soltanto collaterali, solo l’inizio della vera contemplazione – continua la professoressa Nataraja -. Noi ci rilassiamo per poter meditare anziché meditare per rilassarci. Molti cristiani non conoscono questa pratica eppure è antichissima e risale ai padri del deserto. È stato John Main a riscoprire per noi questa tradizione che consiste in una preghiera profonda e silenziosa” (Avvenire 29 novembre).

 

 

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