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Nuovo Isee: più equità per le famiglie?

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Chiara Santomiero - Aleteia Team - pubblicato il 04/12/13

Il Forum delle associazioni familiari critica il provvedimento emanato dal governo e chiede la sperimentazione per un anno

“La famiglie sono state elegantemente prese in giro”: non fa sconti il vice presidente del Forum delle associazioni familiari, Roberto Bolzonaro, riguardo al provvedimento varato dal governo che modifica l’Isee (Indicatore situazione economica equivalente), cioè lo strumento di valutazione della situazione economica delle famiglie in base al quale viene determinato l’accesso ai servizi e alle prestazioni sociali agevolate. Tra gli ambiti di applicazione di questo indicatore ci sono asili nido, mense scolastiche, servizi per i disabili, case popolari e rette universitarie. Bolzonaro è deluso perchè dopo due anni di lavoro all’aggiornamento dell’Isee le proposte del Forum sono state prese in considerazione in maniera trascurabile e non è stata sottoposto a verifica l’impatto dei nuovi parametri sui bilanci dei nuclei familiari, come spiega ad Aleteia.

Quali riserve avete nei confronti del nuovo Isee?

Bolzonaro: Soprattutto due. La prima riguarda la scala di equivalenza usata. Si tratta di un indice che compara le famiglie a parità di reddito calcolando il peso dei componenti familiari, a partire dal numero. La scala di equivalenza utilizzata dal Ministero delle politiche sociali è più bassa di quella ufficiale pubblicata dall’Istat a metà luglio e sottostima il carico familiare. E’ evidente che se la scala utilizzata non è corretta l’indice non è più equivalente. In pratica la nuova scala riprende quella vecchia, attualmente in vigore, e la modifica leggermente dal terzo figlio in poi mentre il peso degli altri figli resta sottostimato. L’abbiamo detto e ridetto ma ci hanno ignorato, compresi i membri della Commissione parlamentare che ha esaminato la proposta. Perché usare una scala sottostimata rispetto a quella Istat? Il ministro del lavoro e delle politiche sociali Enrico Giovannini, che è stato presidente dell’Istat fino al momento di assumere l’incarico di governo, non usa la scala prodotta dal suo istituto. Sentiamo dire in televisione che il nuovo indice favorisce “fortemente” le famiglie numerose: è una forzatura, chi conosce la materia capisce che si tratta di un maquillage e niente di sostanziale.

E la seconda riserva?

Bolzonaro: Nella somma dei redditi che compongono il reddito familiare è compreso il valore della proprietà immobiliare. Se si possiede una casa il suo valore entra nel calcolo del reddito e questo è un principio corretto. Con l’attuale normativa, viene applicata una franchigia fino a 51 mila euro di valore dell’immobile. Con la nuova normativa la franchigia è stata tolta e introdotta una detrazione di 5 mila euro più 500 euro per ciascun figlio fino a un massimo di 7 mila euro di detrazione. Nel frattempo il valore delle abitazioni è stato rivalutato del 60% in relazione al calcolo dell’Imu. Conti alla mano, applicando una serie di calcoli, risulta che chi è proprietario di una casa dal valore tra 30 e 50 mila euro – in pratica di un monolocale in periferia – vede un incremento dell’Isee dal 20 al 30%. Tradotto concretamente significa che una famiglia proprietaria di questo tipo di abitazione si vede aumentata la retta dell’asilo o la mensa scolastica per ogni figlio di circa 60-70 euro al mese.

Quali sono gli aspetti positivi del nuovo provvedimento?

Bolzonaro: Sono stati intensificati i meccanismi di controllo rispetto alle false dichiarazioni e questo è un fatto senz’altro positivo. In realtà, però, gli strumenti c’erano già e avrebbero potuto essere applicati, come è avvenuto da parte di alcuni comuni virtuosi che hanno stipulato accordi con la Guardia di finanza a questo scopo. Il Comune di Padova tra il 2011 e il 2012 ha recuperato un milione di euro attraverso i controlli con l’effetto ulteriore di aver portato a dichiarazioni successive più attendibili. Nel mio comune, quello di Monselice, è bastata la notizia dell’accordo con la Guardia di finanza per spingere molte persone al cosiddetto “ravvedimento operoso”, rettificando le dichiarazioni già effettuate e pagando le somme dovute senza essere soggette a sanzione.

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famigliapolitica
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