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Libri: Benson e i padroni del mondo

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RomaSette.it - pubblicato il 04/12/13

Apprezzato anche da Papa Francesco, lo scrittore e sacerdote inglese Robert Benson intuisce e descrive lo spirito del mondo e le sue conseguenze sulla fede

di Paolo Pegoraro

L'invito di Papa Francesco a riscoprire il volume nel quale il quarto figlio dell'arcivescovo di Canterbury «ha visto proprio quello spirito della mondanità che ci porta all'apostasia» 

Nell’omelia dello scorso 18 novembre 2013, Papa Francesco ha aggiunto un nuovo volume alla sua biblioteca. Pur avendo confidato in varie occasioni i propri gusti letterari, Il padrone del mondo non era mai entrato nella sua personale top ten. Un volume, questo, che, ammonisce il Papa, «quasi come fosse una profezia, immagina cosa accadrà. Quest’uomo, si chiamava Benson, si convertì poi al cattolicesimo e ha fatto tanto bene. Ha visto proprio quello spirito della mondanità che ci porta all’apostasia».
Quarto figlio dell’arcivescovo di Canterbury Edward White Benson, Robert Hugh Benson (1871-1914), del quale sta per ricorrere il centenario della morte, si convertì al cattolicesimo e si fece ordinare sacerdote a Roma. Scrittore, conferenziere e paladino dell’antimodernismo, Benson ha goduto sorti alterne nel nostro mercato editoriale. Il suo romanzo di maggiore successo, Il padrone del mondo, ha conquistato numerosi lettori anche in Italia (sedici ristampe per Jaca Book). Oltre alle sue bellissime Confessioni di un convertito, poco altro era stato però tradotto, complice uno stile ricco di intuizioni teologiche espresse con immagini vigorose ma didascalico e poco scorrevole. Negli ultimi anni si è assistito a un revival, che ha reso disponibili la trilogia dedicata alla persecuzione dei cattolici in Inghilterra (Il trionfo del Re; Con quale autorità?; Vieni, ruota! Vieni, forca!), i romanzi che sferzano la passione vittoriana per esoterismo e misticismo (Gli stregoni, La luce interiore) e naturalmente Il padrone del mondo.
Ambientato in un futuro di grande sviluppo tecnologico, vi si racconta l’ascesa di Julian Felsenburgh, il misterioso politico che riuscirà a portare la pace sulla terra, riunendo sotto di sé ogni nazione. A patto però di sradicare ogni credenza in Dio dai suoi sudditi, con ogni mezzo. Felsenburgh tollera soltanto il culto alla vita – a questa vita – riconosciuta come «unica verità», una religione di Stato dove non si adora l’uomo ma «l’idea dell’uomo spogliata di ogni concezione soprannaturale». Gli resiste solo un gregge sempre più sparuto di fedeli, guidati da papa Silvestro III, asserragliato a Roma (la Chiesa ha ceduto tutte le sue proprietà in cambio della “città santa” del papato). In un clima sempre più angosciante, parte infine l’ordine di radere al suolo l’ultima roccaforte degli oppositori. La pubblicazione, nel 1907, fu esplosiva. E numerosi cattolici, più familiari alla Chiesa trionfante che al libro dell’Apocalisse, ne lamentarono l’eccessivo pessimismo.
Benson rispose alle critiche con un altro romanzo, L’alba di tutto (1911). Che rovescia la prospettiva. Accontentando i cristiani certi delle “magnifiche sorti et progressive”, egli immagina come sarebbe la società mondiale se il mondo intero accogliesse il messaggio della Chiesa. Il romanzo è una lunga illustrazione di questa realtà alternativa fatta al protagonista, monsignor Mastermann, colto da un’amnesia totale (evidente parodia degli “smemorati” modernisti). Attraverso alcuni viaggi guidati da padre Jervis, il monsignore cerca di comprendere il nuovo mondo ma il suo scandalo aumenta di pari passo alla confusione: una Chiesa che gode di pieno potere temporale, di forze armate e che ha ripristinato la pena di morte lo lascia sbigottito. Troppe le analogie tra gli ordini mondiali descritti nei due romanzi, indipendentemente dal fatto che a capo vi sia l’anticristo o il Papa. Ma vi è anche una sostanziale differenza: Il padrone del mondo si conclude con il ritorno di Cristo sulla terra, L’alba di tutto no. Quasi non ce ne fosse bisogno. Si avverte l’eco dei Fratelli Karamazov, nel quale Ivan espone al monaco Zosima la necessità che lo Stato si trasformi in Chiesa. Solo per rivelare poche pagine dopo, con il noto racconto del Grande Inquisitore, il volto oscuro di questa teoria.
Il libro
Robert Hugh Benson, Il padrone del mondo, Jaca Book, pp. 344, € 15

Fonte RomaSette.it

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