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Fatta l’Europa, come facciamo gli europei?

Alexander Mak
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Come partecipare alla costruzione di un’Europa sempre più democratica e aperta al mondo, unita nella sua diversità culturale e da questa arricchita?

Oggi ci sono probabilmente le condizioni perché il discorso sull’Europa e sul suo futuro abbandoni la retorica eterea che abbiamo segnalato sopra, paradossalmente proprio perché l’idea stessa di UE sembra suscitare crescente opposizione. Tutti i sondaggi indicano che i partiti euroscettici (localisti, nazionalisti, populisti) potrebbero ottenere una significativa affermazione nelle prossime elezioni, tanto che alcuni di essi già si stanno muovendo in vista della creazione di un gruppo parlamentare a Strasburgo. Il gioco democratico prevede l’esistenza di una opposizione e il suo apparire anche a livello europeo potrebbe rivelarsi una buona notizia. A condizione che gli europeisti smettano di stigmatizzare gli euroscettici e decidano invece di esibire le proprie ragioni nel dibattito pubblico. Nei prossimi mesi chi si oppone all’Europa farà di tutto per farsi sentire e, ancora una volta paradossalmente, portare molti elettori alle urne. Chi è convinto che non ci sia un futuro per i nostri Paesi e i nostri popoli al di fuori della casa comune (per quanto sempre da riformare), saprà fare altrettanto? La retorica europeista a cui siamo abituati questa volta potrebbe non bastare e l’esito delle urne europee non sarà privo di effetti anche a livello nazionale.

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