Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Fatta l’Europa, come facciamo gli europei?

Alexander Mak
Condividi

Come partecipare alla costruzione di un’Europa sempre più democratica e aperta al mondo, unita nella sua diversità culturale e da questa arricchita?

Qualcosa di analogo vale per il discorso sull’UE, in particolare a livello politico. Oggi esso pare dominato, nella maggior parte dei Paesi, dalla diatriba fra europeisti e antieuropeisti o euroscettici. Entrambe le posizioni mirano ad accreditarsi come “pure” sul piano dei valori. Gli uni tendono a sottolineare l’importanza dell’universalismo e della solidarietà, gli altri a farsi scudo della difesa dell’identità; tutti finiscono così per occultare sotto le rispettive retoriche il fatto che ai valori di cui le idee sono portatrici si affiancano interessi specifici ben individuabili. È un dato di fatto che non va demonizzato, in quanto il mix tra utopie e interessi è parte della dinamica politica democratica; anzi, ha bisogno di essere reso più esplicito: in questo modo nessuna delle diverse posizioni potrà più presentarsi come portatrice di un “bene assoluto” e si aprirà lo spazio della mediazione proprio della politica, mentre i valori di ciascuna smetteranno di essere sbandierati per accalappiare il consenso e potranno misurarsi con il compito della costruzione del bene comune.

L’apertura di uno spazio di discorso politico autentico sull’Europa potrà anche contribuire a cancellare il retaggio dei decenni in cui sull’UE non vi è stato un vero dibattito, in quanto mancavano reali alternative alla prosecuzione del processo della sua costruzione. Questo da un lato ha favorito l’instaurarsi di una retorica burocratica, protocollare e rarefatta, che dà l’impressione di una grande distanza dalla realtà; dall’altro ha permesso ai politici nazionali di utilizzare l’UE come paravento su cui scaricare la responsabilità delle scelte più difficili da presentare all’opinione pubblica: «È l’Europa che ce lo chiede/impone» è diventato un ritornello in tutte le capitali, anche se poi assai di rado gli Stati fanno ricorso al diritto di veto di cui godono in sede UE su alcune decisioni, o anche solo minacciano di farlo. Questa retorica non aiuta a mettere l’Europa in buona luce e a far chiarezza sul suo impatto sulla vita dei cittadini (cfr GRACE E., «Europa: unione in crisi», in Aggiornamenti Sociali, 3 [2013] 208-215).

Per fare gli europei

Dal punto di vista istituzionale l’UE è spesso descritta come un cantiere sempre aperto. Lo stesso vale per la cittadinanza europea. Più che di un dato si tratta di un compito: riarticolare su una base non nazionale gli elementi cardine del concetto di cittadinanza (diritti e doveri; partecipazione; identità e appartenenza), elaborato in un contesto sociale, culturale e politico assai diverso rispetto a quello attuale. Gli attori coinvolti in questo processo sono molteplici: dai cittadini dell’Unione alle sue istituzioni, passando per tutta una serie di “corpi intermedi” (istituzioni statali e locali, partiti, associazioni e organismi della società civile, mass media, ecc.). La costruzione della cittadinanza europea progredirà quanto più essi sapranno cooperare per allestire uno spazio sociale e politico condiviso, dove la cittadinanza europea possa dispiegare davvero le proprie potenzialità.

Pagine: 1 2 3 4 5 6

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.