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Card. Bagnasco: “Il giornalista non è un demiurgo, ma un mediatore”

@DR
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All’Assemblea nazionale della Fisc, denuncia: professione giornalistica in affanno, “uso strumentale e destabilizzante di notizie non verificate”

 

SERVIZIO ALLA VERITÀ E AL PUBBLICO
Quali sono “i tratti della professione che la crisi, prima di tutto deontologica, ci sollecita a riscoprire?”, si è domandato il card. Bagnasco nel suo intervento all’assemblea Fisc. “Nel caso del giornalista, due restano i tratti irrinunciabili: il servizio alla verità e il servizio al pubblico, nella gestione attenta di quel bene comune fondamentale che è oggi, nella società complessa, l’informazione”. Bagnasco ha affermato che il giornalista “non è un demiurgo, un deus ex machina, ma un mediatore, un traduttore, un facilitatore. Il giornalista cattolico, poi, ha una freccia in più all’arco della sua capacità di mediazione: la fede. In altre parole, l’essere ‘nel mondo, ma non del mondo’ consente al giornalista cattolico una originale prospettiva capace di coniugare la responsabilità e l’impegno appassionato insieme alla libertà dagli interessi di parte, dai luoghi comuni, dal monopensiero che tende continuamente (e sempre più violentemente) a definire i confini del nuovo ‘politically correct’. Il cardinale ha quindi aggiunto: “Nell’era del web, che offre la possibilità di farsi emittenti oltre che riceventi, ma che proprio per questo moltiplica a dismisura le notizie disponibili rendendo difficile orientamento e discernimento, il compito del giornalista è quanto mai essenziale. Non per arrivare primo nel dare la notizia”, ma “per arrivare meglio: identificare le fonti credibili, contestualizzare, interpretare. E il ruolo del giornalista cattolico, che ha a cuore l’umano nella sua integrità e pienezza anziché la difesa strumentale di interessi di parte, è ancora più essenziale”. “In sintesi – ha aggiunto il presidente Cei -: difendere la verità della notizia, essere capaci di discernere, giustificare le proprie interpretazioni privilegiando sempre i dati oggettivi rispetto alle proprie idee, e ancora sottrarsi alle pressioni dei poteri forti e insieme coniugare competenza, aggiornamento e creatività, sono tutti compiti che aiutano a descrivere oggi la professione del giornalista, di cui la nostra società ha particolarmente bisogno”.

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