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Il legame stabilito da Gesù tra la 'sofferenza' e la 'luce' della trasfigurazione

di Fabio Brigidi

La riflessione di stamani trae spunto come sempre più spesso mi succede, da un testo dell'amico Simone Venturini, "Il libro segreto di Gesù". Se questo capita sovente è perché la sua metodologia di ricerca e la mia hanno un modus operandi che converge su parecchi punti. Ne "Il libro segreto di Gesù" di Simone Venturini a pag. 80-81 si leggono alcuni passaggi che riporto: "La luce che invece traspariva dalle vesti (di Gesù durante la trasfigurazione) viene descritta dagli evangelisti come irraggiante, simile alla corona solare durante un'eclissi totale."Rispetto alle modalità in cui i due profeti (Mosè ed Elia) si manifestarono assieme a Gesù, Luca riferisce che apparvero 'nella gloria', un'espressione che indica la condizione finale dell'uomo nel mondo dell'aldilà. Possiamo dunque supporre che anch'essi condividessero la natura luminosa del corpo di Gesù, fatto confermato dall'informazione secondo cui essi parlavano 'insieme' a lui. Com'era possibile che un uomo in grado di trasformarsi in un essere luminoso dell'altro mondo dovesse patire e perire al pari di ogni comune mortale?

Acquisiamo così un'informazione nuova per le nostre indagini: il legame stabilito da Gesù tra la 'sofferenza' e la 'luce' della trasfigurazione. Questi i passaggi del libro di Simone su cui vorrei oggi soffermarmi. Anche avvicinandoli nella prospettiva della cosmogonia sonora, sono di importanza assoluta. Simone giustamente sottolinea come la Bibbia riferisca anche di Mosé ed Elia che avrebbero condiviso un destino di "assunzione al cielo" senza cioè passare dalla morte fisica, come più avanti sarebbe avvenuto per la Vergine Maria.

Sul rapporto tra le vesti e la luce sfolgorante in un prossimo futuro dovremo aprire un dibattito che potrebbe essere sorprendente: qui mi limito a citare il famoso passo dell'Apocalisse "sono coloro che hanno lavato le loro vesti rendendole candide nel sangue dell'Agnello" (Ap 7, 14). Pure esso ha a che fare in modo primario con il tema di cui voglio accennare cioè alla natura "luminosa" della "gloria".

I fatti di assoluta rilevanza da sottolineare qui sono essenzialmente due: – esiste una "sostanza luminosa" che non è la "nostra" luce, è qualcosa di molto più grande, che sfugge ai sensi ordinari e sembra inglobare in sé anche le caratteristiche proprie degli altri sensi: udito, tatto, etc. Non solo ma essa sembra pure abbracciare il superamento delle categorie spazio-temporali come le sperimentiamo nella nostra esistenza terrena. Un esempio per tutti: il Cristo risorto che entra "a porte chiuse" dove sono riuniti i discepoli.

Questa "sostanza luminosa" appare in toto corrispondente alla "luminosa sostanza sonora delle origini" di cui le ricerche di Marius Schneider riferiscono come onnipresente nelle cosmogonie sonore dei millenni precedenti l'Incarnazione di Gesù e poi soppiantate dall'instaurazione dei regni, imperi e stati del tempo storico, basati sul principio del'"acquisizione materiale". Questo già anticipa il secondo aspetto di cui accennerò fra poco.

Proseguiamo però per il momento sul tema della sostanza luminosa. Se si va a leggere cosa è stato ed è sempre più oggetto delle ricerche degli astrofisici e cosmologi, ci si imbatte nella cosiddetta "materia ed energia oscura", che pervade la grandissima parte dell'universo e di cui non si sa assolutamente nulla. Non entra direttamente in contatto con quello che percepiamo, ma sappiamo che è ovunque e ci "attraversa" letteralmente anche in questo preciso momento, nella vita di tutti i giorni.

Possiamo ignorare l'esistenza di questa forma sconosciuta di energia che la scienza _ non la fede, non il mito! _ ci dicono essere onnipresente in percentuale addirittura soverchiante rispetto alla materia fisica che possiamo percepire coi nostri sensi ordinari? L'unica risposta sensata ovviamente dovrebbe essere no, non possiamo ignorare questo fatto! Resta da vedere, mentre i fisici proseguono nelle loro ricerche, come possiamo "relazionarci" con tutto ciò.

Man mano che ci addentreremo nel cammino della cosmogonia sonora, come auspicabile, incontreremo la forma di energia che promana dal suono vocale e strumentale a certe condizioni e che è la grande scoperta dei ricercatori del Lichtenberger Institut di Darmstadt: la BRILLLANTEZZA.

Corrispondente a precise bande di frequenza, denominate "formanti" essa diventa la forza luminosa, irradiante, espansiva, corroborante, guaritrice, terapeutica, coinvolgente, che dal suono e da ogni cellula del nostro corpo tende a organizzare e trasformare lo spazio in cui si diffonde e a modificare e rinnovare su un piano superiore le relazioni di tutti coloro che ne vengono coinvolti: coloro che la "producono" e coloro che la ascoltano.

Diremo in futuro in dettaglio perché questo avviene. Soprattutto sarà fondamentale che ognuno lo sperimenti direttamente di persona. Questa "brillantezza" ha delle "condizioni" precise che devono essere assolutamente conosciute e rispettate perché possa manifestarsi, altrimenti resta completamente inibita:

– non viene risvegliata attraverso esercizi "tecnici" (come per imparare a suonare uno strumento o anche a "scaldare la voce" come avviene nelle tecniche ordinarie di canto) ma soltanto attraverso un fiducioso "abbandono" alle sensazioni trasmesse dal nostro corpo, cantando e lasciando poi risuonare le stesse sensazioni nel silenzio, alternativamente.

– Si manifesta attraverso un progressivo "svuotamento" dalle pressioni e compensazioni fisiche, muscolari, psichiche emozionali, spirituali.

– ha una potente forza attrattiva, oltre che espansiva "anti-gravitazionale": chi la sperimenta, oltre alla sensazione di espansione nello spazio, ha spesso la sensazione di poter andare contro la gravità stessa. Non che con questo si sfugga realmente alla gravità intendiamoci, ma è la sensazione che è eclatante e apre prospettive potenzialmente immense su quanto giace addormentato nel programma della nostra biologia, neurologia, genetica.

– La materia/energia oscura che i fisici stanno indagando ha proprio questa caratteristica: è antigravitazionale! infatti sembra che eserciti un'azione infinitamente più potente che va in direzione esattamente opposta a quella della gravità ordinaria. Ciò ha effetti decisivi sull'assetto dell'universo come attualmente lo osserviamo, ad esempio sull'aggregazione delle galassie e di tutto ciò che contengono (stelle pianeti etc). Sottolineo che si chiama "oscura" soltanto perché non la vediamo, ma tutto lascia supporre che se la vedessimo in qualche modo, la sua natura in realtà sarebbe… luminosa, e di una luce molto più potente di quella del sole e delle stelle. Non può non venire in mente quanto viene riferito sulla luce sfolgorante di Gesù al momento della trasfigurazione.

– e con questo concludo, volendo solo accennare qui temi di capitale importanza, tornando all'altro aspetto importantissimo: ricito di nuovo il libro di Simone: " [ … ] Com'era possibile che un uomo in grado di trasformarsi in un essere luminoso dell'altro mondo dovesse patire e perire al pari di ogni comune mortale? Acquisiamo così un'informazione nuova per le nostre indagini: il legame stabilito da Gesù tra la 'sofferenza' e la 'luce' della trasfigurazione [ … ] ".

La brillantezza del suono avanza quanto più ci liberiamo dalla pressione!! Pressione intesa come tutto ciò che esercita compressione muscolare, impedimento nell'oscillazione libera dei tessuti, compensazione delle catene muscolari, immagazzinamento di tossine etc. Ma non solo: la pressione non ha conseguenze solo fisiche. Ne ha – vorrei dire soprattutto!! – a livello psichico-relazionale.

Infatti, tutte le volte che le nostre azioni sono orientate da "programmi" di paura, convenzione, adattamento, convenienza, interesse, egoismo, gelosia, invidia, mancanza di fiducia etc etc, ma anche sentimentalismo e passione sfrenata non riequilibrate non tanto dalla ragione in se stessa, quanto da una "ragione del cuore" che quella sì, è davvero ardua da individuare e riconoscere, questa stessa pressione appena descritta nelle sue conseguenze fisiche è la forza a cui noi permettiamo di "tiranneggiarci" e "tiranneggiare" le nostre vite e quelle delle persone con cui entriamo in relazione.

Possiamo vedere le conseguenze di tutto questo su come la nostra società è ridotta, in tutti i campi e in tutti i settori. La brillantezza viene solo se si di-mette gradualmente questi programmi e si lascia fare a questa forza misteriosa che inizia piano piano, con le dovute stimolazioni, a manifestarsi nel suono.

E' una forza che in un certo senso "non scende a patti". E' una forza per la quale bisogna togliere, di-mettere. E nel momento in cui questo inizia a succedere, là nel suono qualcosa misteriosamente rinasce proprio portando con sé una misteriosa "informazione" di ciò che è stato di-messo. "Et di-mitte nobis debita nostra sicut et nos di-mittimus debitoribus nostri" "e ri-metti a noi i nostri debiti come noi li ri-mettiamo ai nostri debitori". Pressione = peccato?? Brillantezza = Grazia e perciò accesso alla Luce??

Ecco la traccia che, grazie all'approccio comparato fra Scritture e ricerca scientifica, può iniziare a spalancarsi davanti a noi. Simone Venturini segue questa via, attraverso i suoi studi e i suoi libri. Io pure, attraverso tutto ciò che mi ha portato alla proposta della cosmogonia sonora. Ritengo che sia l'approccio che serve per il salto evolutivo che siamo chiamati a compiere, penso in questa generazione e non oltre.

Articolo pubblicato sul blog di Simone Venturini

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