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Perché bisogna partecipare all’Eucaristia ogni domenica?

© Jean Matthieu GAUTIER / CIRIC
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Perché, pur essendo un precetto, non va considerato come un obbligo da assolvere ma come un nutrimento necessario per vivere meglio

Perché bisogna partecipare all’Eucaristia ogni domenica? In che modo la messa aiuta il credente?

Lorenzo

C’è un precetto della Chiesa che stabilisce di partecipare alla messa domenicale e alle altre feste di precetto. Afferma il Catechismo della Chiesa cattolica che “L’Eucaristia domenicale fonda e conferma tutto l’agire cristiano”. Spesso si corre il rischio di considerare questo precetto solo come un obbligo da assolvere. Ma marcando questo concetto si compromette tutta la ricchezza del sacramento. Non dobbiamo dimenticare che prendere parte alla messa della domenica non è un punto di arrivo ma di partenza del nostro vivere cristiano. Non si partecipa solo perché si è battezzati ma perché da una partecipazione attiva alla celebrazione si possono attingere le forze necessarie per vivere meglio la nostra vita cristiana.

A sostegno di ciò, riporto due testi del Catechismo della Chiesa cattolica. Il numero 2178 dice: “Questa pratica dell’assemblea cristiana risale agli inizi dell’età apostolica. La Lettera agli Ebrei ricorda: ‘Non disertate le vostre riunioni, come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma invece esortatevi a vicenda’. La Tradizione conserva il ricordo di una esortazione sempre attuale: ‘Affrettarsi verso la chiesa, avvicinarsi al Signore e confessare i propri peccati, pentirsi durante la preghiera…Assistere alla santa e divina Liturgia, terminare la propria preghiera e non uscirne prima del congedo…L’abbiamo spesso ripetuto questo giorno vi è concesso per la preghiera e il riposo. E’ il giorno fatto dal Signore. In esso rallegriamoci ed esultiamo’”. Il numero 2182 afferma: “La partecipazione alla celebrazione comunitaria dell’Eucaristia domenicale è una testimonianza di appartenenza e di fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa. In questo modo i fedeli attestano la loro comunione nella fede e nella carità. Essi testimoniano al tempo stesso la santità di Dio e la loro speranza nella salvezza. Si rafforzano vicendevolmente sotto l’assistenza dello Spirito Santo”.

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Invia il tuo interrogativo, scrivendo una email a padreantonio@asuaimmaginesettimanale.it oppure spedendo una lettera all’indirizzo A Sua Immagine, Borgo Sant’Angelo 23, 00193 Roma. La risposta arriverà dal silenzio e dalla spiritualità del Monastero di San Benedetto di Subiaco. Padre Antonio offrirà una chiave per trovare un senso alle questioni poste, accompagnando il cammino di credenti e non credenti.

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