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Francesco continua il cammino dei suoi predecessori verso la Chiesa Ortodossa

AFP PHOTO POOL / CLAUDIO PERI
CITE DU VATICAN, Vatican City : Pope Francis meets with Russian President Vladimir Putin during a private audience at the Vatican, on November 25, 2013. AFP PHOTO POOL / CLAUDIO PERI
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La visita di Vladimir Putin a papa Francesco offre spunti per una riflessione sui rapporti tra la Chiesa di Roma e Chiesa russa

Quella di due giorni fa è stata la quarta visita del presidente russo ad un pontefice, dopo le precedenti due rese a Giovanni Paolo II e l’ultima a Benedetto XVI. Tuttavia, l’incontro con papa Francesco si riveste di un significato particolare, poiché fa seguito alla lettera spedita da questi a Putin sulla quale si è costruita l’intesa tra i due per una soluzione pacifica della questione siriana e grazie alla quale fu fermata la macchina dell’intervento esterno nel conflitto. Intorno a questo tema, che poi è l’unico a proposito del quale il Vaticano ha rilasciato una nota ufficiale di commento all’incontro, esiste un contesto molto più ampio, una cornice che riguarda i rapporti tra Vaticano e Russia, ma soprattutto tra Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa.

Unità dei cristiani, ecumenismo, incontro tra le Chiese d’Occidente e d’Oriente sono sempre in cima alla lista delle priorità nelle agende dei papi da Woytjla in poi: per questo noi di Aleteia abbiamo ritenuto utile cogliere l’occasione di questo incontro per chiedere a che punto sia questo percorso ad uno dei maggiori esperti di rapporti tra mondo russo e Chiesa di Roma, Adriano Roccucci, docente di Storia Contemporanea a Roma Tre e segretario generale della comunità di Sant'Egidio.

Che valore ha avuto questo incontro, nell’ambito dei rapporti tra il Vaticano e la Russia di Putin?

Roccucci: La visita di Putin al papa ha un valore importante, perché è la visita di un paese cristiano che fa riferimento ad un mondo ortodosso ed è un paese così importante per gli equilibri mondiali perché resta uno dei nodi di questo nostro mondo multipolare. Che il leader di questo paese abbia voluto far visita al papa, anche con una solennità protocollare, accompagnato da diversi ministri, credo che abbia una rilevanza notevole come riconoscimento da parte del governo russo del ruolo della Santa Sede e del pontefice. Credo che l’elemento principale sia stato questa vicinanza di sensibilità e di posizioni rispetto alla questione della Siria e del Medio Oriente, da una parte rispetto alla ricerca di una soluzione pacifica del conflitto, dall’altra rispetto alla preoccupazione sulla condizione attuale e sul futuro dei cristiani in Siria e in Medio Oriente. Mi sembra che la scelta di Putin di visitare papa Francesco sia stata un’evidente manifestazione di un profondo e sincero apprezzamento della posizione che il papa ha assunto il 20 settembre con la lettera che ha scritto a Putin, con la chiara posizione a favore di una via negoziale e pacifica di risoluzione del problema siriano.

A suo avviso, il papa vede in Putin anche un alleato capace di agevolare l’avvicinamento della Chiesa cattolica a quella ortodossa?

Roccucci: Che cosa pensi il Santo Padre non lo posso dire. Credo però che, conoscendo un po’ la realtà russa certe volte si fa una semplificazione dicendo che in fondo se il potere politico è d’accordo anche la Chiesa Ortodossa segue. Questo non corrisponde alla realtà più articolata e profonda delle cose: cioè, il potere politico, il presidente e il Cremlino sono un’espressione della realtà russa, il Patriarca e la Chiesa russa ne sono un’altra. Quindi quella del rapporto tra le chiese è una questione che è eminentemente di natura ecclesiale e che si gioca in un rapporto sulle due Chiese che oggi è attivo, ci sono canali di contatto, le due Chiese si parlano, quindi in questo senso non vi è un’influenza diretta della visita di Putin sulla questione dei rapporti tra le Chiese che stanno seguendo, mi pare di poter dire, un itinerario più che positivo. Certo, il fatto che il presidente della Russia visiti il papa e che avvenga tutto in un contesto di attenzione reciproca è un elemento di contesto positivo, ecco, ma non direi che questo possa esercitare nessuna influenza diretta. La Chiesa e il patriarca ritengono che il rapporto con la Chiesa di Roma sia un rapporto che rientri prima di tutto tra le loro prerogative e le loro decisioni, e che è un rapporto tra Chiese.

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