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Un’immagine che vale mille parole

© ANSA/CLAUDIO PERI
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Il cambiamento paradigmatico dalla alienante conformità alle regole verso forme empatiche di solidarietà è ciò che alla gente comune piace di Francesco

L'espressione “diffondersi viralmente” (ossia “come un virus”, “a macchia d'olio”) può anche non esserci in un comune dizionario teologico, ma forse dovrebbe esserci. Esprime il fatto che c'è un nuovo palcoscenico sul quale il messaggio evangelico dell'incondizionato amore di Dio viene rappresentato: quello dei social media. L'abbraccio amorevole di papa Francesco ad un uomo col volto ed il corpo sfigurati si è diffuso come un virus quasi istantaneamente, cioè l'immagine è stata riprodotta milioni e milioni di volte in tutto il mondo. E non era la prima volta che papa Francesco forniva ai social media immagini di grande intensità: sembra capire il medium. Nel nuovo mondo di Twitter, YouTube e Facebook, il medium è veramente il messaggio, proprio come profetizzato dal guru dei media canadese Marshall McLuhan, lui stesso convertito al cattolicesimo.

 

Mentre le immagini dell'ultimo atto simbolico di papa Francesco venivano moltiplicate in maniera esponenziale, parole dal tono più negativo venivano fatte risuonare dall'arcivescovo emerito di Canterbury, Lord Carey. Il cristianesimo, avvertiva, potrebbe estinguersi in Gran Bretagna nel giro di una generazione. Compiangeva soprattutto la sorte della Chiesa d'Inghilterra (anglicana) dove l'invecchiamento dei fedeli nelle parrocchie fa intendere che i normali rinforzi delle giovani generazioni che dovrebbero ricevere il testimone dalle precedenti non sono più all'appuntamento. Questo problema è perfino più preoccupante per le Free Churches. Le prospettive demografiche della Chiesa cattolica in Gran Bretagna sono più ottimistiche, come sembra indicare la ricerca della professoressa Linda Woodhead, pubblicata da The Tablet la scorsa settimana, benché un fattore significativo sia stato l'immigrazione. Al contempo, il cattolicesimo si sta dimostrando più “adattabile”, e l'adattamento è la chiave della sopravvivenza. L'“effetto Francesco”, mentre sta introducendo un nuovo entusiasmo all'interno della Chiesa, sta al contempo notevolmente trasformando la sua immagine pubblica in luoghi inaspettati – “Atheists for Francis” sembra che stia emergendo come un nuovo “New Atheism”. Il senso della geremiade di Lord Carey è la verità, neanche tanto sottile, che la Chiesa d'Inghilterra ha bisogno per sé di un “effetto Francesco”.

 

D'altro lato, alcuni dei fattori che secondo Lord Carey minacciano la sopravvivenza della Chiesa d'Inghilterra sono presenti anche nella Chiesa cattolica. Il protestantesimo evangelicale tende a trattare le Scritture come una norma invece che come un'ispirazione per la vita cristiana – il che potrebbe essere la ragione per cui nella Gran Bretagna attuale la parola “religious” è comunemente considerato un sinonimo di “respectable” (rispettabile, onesto) o perfino “strict” (severo, rigoroso). Lo stesso potrebbe essere detto per un certo stile di cattolicesimo autoritario, che fino a poco tempo fa riteneva di essere l'unico ammesso, l'unico possibile. Sono le attuali proibizioni del Magistero piuttosto che le censure di San Paolo o del Levitico ad essere usate per vincolare; ma entrambi i casi producono una cornice interpretativa che è legalistica e cerebrale. Riguardano parole scritte su una pagina piuttosto che dei fatti su uno schermo. Detto in maniera più teologica, mancano di sacramentalità. Nemmeno diecimila parole potrebbero esprimere quanto un'immagine di papa Francesco che abbraccia Vinicio Riva, l'uomo distrutto dalla neurofibromatosi, l'amore di Dio per l'umanità. Che è un Dio in cui la gente potrebbe veramente voler credere.

 

Proprio l'adattabilità che sembra sperimentare il cattolicesimo alla base, che ha sconcertato le autorità della chiesa che rischiano di interpretarla come lassismo o ribellione, può essere vista come un riordino delle priorità, via dalla alienante conformità alle regole, verso forme empatiche di solidarietà. Questo cambiamento paradigmatico è ciò che alla gente comune piace di Francesco. Spiega perché molti laici cattolici provino una simpatia istintiva per donne e uomini omosessuali a causa delle difficoltà che devono affrontare. Provano simpatia ugualmente per coloro il cui matrimonio è finito con un doloroso divorzio e che stanno ricostruendo la loro vita risposandosi.


Sembrano dire che se le regole sono in contrasto con la solidarietà richiesta dal vangelo – che si può anche chiamare misericordia – allora le regole vengono dopo. Considerare l'Eucaristia come per eccellenza il sacramento visibile della solidarietà cristiana fa sentire come un'insopportabile contraddizione il fatto che la si usi per esprimere un'esclusione.

 

FONTE: “www.thetablet.co.uk” del 21 novembre 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)

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