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Drastico calo di adozioni e affidi, ma non è solo colpa della crisi

© DR
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Per le associazioni che accompagnano all’adozione sono necessari più aiuti e meno lungaggini burocratiche, ma anche riaprirsi a una cultura dell’accoglienza

 

Sulle adozioni nazionali pesa il fatto che ci sono pochissimi bimbi piccoli e sani, rapidamente dati in adozione perché il numero delle coppie richiedenti è superiore rispetto alla disponibilità. Allo stesso tempo ci sono ragazzi in età scolare che avrebbero bisogno di un appoggio o ragazzi più grandi che sono in istituto, ci sono bambini malati che non trovano una famiglia. “Più in generale – conferma a Tempi.it (21 novembre) Marco Mazzi, presidente di Famiglie per l’accoglienza, una rete di nuclei familiari che si aiutano ad affrontare l’esperienza dell’accoglienza – dietro al calo di adozioni e affidi vedo la necessità di riprendere una precisa cultura dell’accoglienza”. Si tratta di una cultura che tende a diminuire, perché è legata alla solidità della famiglia, mentre “oggi i nuclei familiari vivono difficoltà non solo economiche ma anche relazionali”. “Pensiamo all’isolamento in cui vivono le nuove famiglie – afferma Mazzi -, dove spesso la donna lavora e non ha chi l’aiuti ad accudire i figli: sono tutti fattori che incidono. Infatti non è un problema solo delle adozioni, si fa fatica a trovare famiglie anche solo per l’affido”. “C’è un tessuto sociale che si sta sfilacciando – conclude il presidente di Famiglie per l’accoglienza -, e presto tutti noi ne pagheremo le conseguenze”.

 

 

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