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Il Vangelo spalanca le porte dell’inferno

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Non si evangelizza condannando le convinzioni altrui, ma dando la vita per le proprie

, una fede che tocca solo le emozioni può renderci instabili, ma una fede che tocca la ragione, la volontà e le emozioni è così potente da trasformare la vita in modo notevole. È lì che le condotte si trasformano e si impara che con la fede non si toglie la vita a nessuno, ma si dona a beneficio degli altri.

Evangelizzare non è aprire le porte dell’inferno per i peccatori, ma dichiarare l’amore di Dio per ciascuno perché sia quell’amore a portare alla conversione. Siamo stati catalogati come intolleranti, sterminatori, pieni di pregiudizi, inquisitori, escludenti, severi…, ma è arrivato il momento di mostrare un nuovo volto nella Chiesa: il volto della misericordia e del rispetto, della bontà e dell’accoglienza, di Madre e Maestra. Abbiamo convinzioni, amiamo gli insegnamenti di Gesù e lottiamo per essere fedeli ad essi, non relativizziamo la verità per un falso rispetto delle differenze, ma non dichiariamo empi quanti non la pensano come noi, difendiamo la verità insegnata dal Maestro ma non torneremo a un’epoca in cui per difendere le proprie idee si pensava che la cosa migliore fosse condannare. Non si evangelizza condannando le convinzioni altrui, ma dando la vita per le proprie. Questo è evangelizzare.

Non abbiamo bisogno di cristiani che maledicono gli omosessuali, le prostitute, gli abortisti, ma di cristiani che difendano la vita e la bellezza dell’amore umano, che comprendano il progetto di famiglia di Dio e non credano di essere buoni solo perché non sono cattivi. Non odiamo quanti non la pensano come noi; se così fosse, non esisterebbero movimenti ecumenici che vogliono trovare punti che ci aiutino ad amarci anziché ragioni per odiarci. Gesù ha dato la vita anche per quanti hanno abortito, per gli omosessuali e le prostitute, e il dramma di ciascuno è il suo stesso dolore.

Evangelizzare è guarire le ferite con l’amore di Dio.

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