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Il topless, una moda che dilaga in tutto il mondo

© DR
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A imitazione delle star, si tende sempre di più a spogliarsi per qualsiasi motivo

Madri e padri dell'associazione di genitori AMPA, universitari, sportivi, poliziotti e pompieri, hostess, femministe… Molti di loro rivendicano qualsiasi cosa seguendo la scia di artisti ai quali costa poco esibirsi seminudi o in atteggiamenti dall'alto tasso erotico.

L'ultimo caso strombazzato è stato quello di Miley Cyrus, con la sua esibizione in cui invitava al sesso accanto a Robin Thicke agli MTV Video Music Awards 2013 o nei suoi due video recenti in cui appare nuda e che le hanno procurato un battibecco con Sinéad O'Connor; ma ci sono anche Britney Spears, Lindsay Lohan, Madonna, Lady Gaga, Rihanna, Beyoncé, Kylie Minogue o Jennifer Lopez.

Sono tutte ricche, famose ed esperte nel creare scandali con il loro esibizionismo e gli atteggiamenti carichi di erotismo. Anche le due stelle più mediatiche del calcio, Cristiano Ronaldo e Lionel Messi (eredi di Beckham nel loro aspetto da modelli), sono stati ritratti dai mezzi di comunicazione in biancheria intima per motivi diversi: il primo per ragioni pubblicitarie ed economiche, il secondo per una causa solidale.

In questo modo, diventano un modello da imitare in una società che vuole liberarsi dai vincoli e che ha perso la direzione e per rivendicare qualsiasi causa non esita un momento a esibirsi nuda.

È anche il ricorso facile per protestare contro tutto ciò che è stabilito, come nel caso delle femministe radicali di Femen, che il 17 novembre esibivano il petto nudo a Madrid per tentare di disturbare una marcia pro-vita, o che il 9 ottobre scorso hanno allestito uno show attivista seminude al Congresso dei deputati spagnolo.

Una giustificazione ormai trita: il “nudo artistico”

Non è solo per rivendicazioni radicali che uomini e donne si esibiscono nudi per strada o in pubblicazioni come i calendari, una scelta di moda da alcuni anni, e anche gruppi “normali” come un'associazione di madri e padri (AMPA) si sono uniti a queste azioni.

I membri dell'AMPA di una scuola di Corbera de Llobregat (Spagna), la scuola Cau7 de la Guineu, hanno posato nudi in un calendario per chiedere una ristrutturazione. “La nostra scuola è nuda. Manca una palestra, una mensa grande, una biblioteca, una cucina, un'aula di informatica…”. Con questa lista di rivendicazioni, Raquel Montfort, membro dell'AMPA, giustifica la decisione di posare nudi per il calendario.

L'idea è tratta da un'iniziativa simile di un gruppo di madri di Valencia apparse in biancheria intima per ottenere il trasporto scolastico dei figli da parte della scuola Evaristo Calatayud di Montserrat. L'AMPA di Corbera, ad ogni modo, è andata oltre e si è deciso che i corpi apparissero nudi e dipinti. I disegni sono opera di una madre e di un familiare.

Sulla stessa linea di giustificare la decisione di spogliarsi per il calendario, la Montfort ha affermato “Non siamo sexy, quello che cercavamo era un nudo artistico”, una vecchia argomentazione tipica dei professionisti del nudo e assai utilizzata nel postfranchismo, soprattutto da attrici e artiste di secondo livello.

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