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La Chiesa in soccorso della Sardegna

© DR
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Dopo il terribile ciclone Cleopatra, CEI e Caritas in prima linea per gli aiuti. Già stanziato oltre un milione di euro e strutture dell’Isola a disposizione

Il ciclone Cleopatra

I morti accertati in Sardegna sono almeno 16 di cui 4 bambini. E' questo il primissimo drammatico bilancio del ciclone «Cleopatra», che ha messo in ginocchio l'isola. Quasi tremila quelle evacuate nella zona più colpita della regione: la provincia di Olbia. Il Consiglio dei ministri, convocato d’urgenza, ha «dichiarato lo stato di emergenza». Il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, arrivato sull’isola, ha detto che «sulla Sardegna sono caduti 440 millimetri in 24 ore, la quantità di pioggia che nel nostro Paese arriva in sei mesi». Il premier Enrico Letta ha parlato di «tragedia nazionale» annunciando uno «stanziamento immediato per l’emergenza di 20 milioni di euro» (Corriere della Sera, 19 novembre).

La Chiesa soccorre la Sardegna

''Le notizie che ci arrivano dalla Sardegna sono preoccupanti e la situazione resta di piena emergenza''. Con queste parole don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, sottolinea in una nota la drammatica emergenza in Sardegna colpita da una devastante ondata di maltempo e per la quale l'organizzazione ha stanziato i primi 100 mila euro (Asca, 19 novembre).

Dal canto loro i Vescovi della Conferenza episcopale della Sardegna "in questo momento di grande sofferenza per molte comunità esprimono tutta la loro fraterna e sofferta vicinanza alle famiglie duramente colpite, soprattutto a quelle che hanno perso persone care, a quanti sono rimasti feriti e a coloro che hanno subito danni ad abitazioni ed attività produttive". Ed è tramite la struttura assitenziale della Caritas che la Chiesa darà una mano alla ricostruzione e all'assistenza, al fianco delle autorità nazionali (Unione sarda, 19 novembre).

Contestualmente la Conferenza Episcopale Italiana mette a disposizione 1 milione di euro per la tragedia, frutto dell'8 per mille "come prima risposta solidale alla tragedia che ha colpito nelle scorse ore il nordest della Sardegna" (Tgcom 24, 19 novembre)

Le Caritas si stanno coordinando e – sottolinea il delegato per la Sardegna, don Marco Lai – «oltre ad attivare aiuti immediati, di fronte a questa emergenza, una riflessione deve essere fatta sulla gestione del territorio». Nella diocesi di Olbia-Tempio si è registrato il maggior numero di vittime e il vescovo ha riunito i parroci e la Caritas per coordinare gli aiuti ed è rimasto aperto ininterrottamente il locale dormitorio per accogliere quanti hanno lasciato le case.
Nella diocesi di Nuoro tra i paesi più colpiti risultano Torpe', Galtelli', Oliena, Bitti e Posada, mentre, nella diocesi di Ales-Terralba, Uras e San Gavino (Vatican Insider, 19 novembre).

La Rete si mobilita

Nel frattempo nell'epoca dei social network si attiva il cosiddeto “popolo di Twitter”, che scende in campo raccontando e coordinando informazioni utili tramite numerosi hashtag come #allertameteoSAR, o altri. C'è chi – oltre al commento, all'indignazione o alla commozione – offre informazioni e aiuti materiali per affrontare il disastro. C'è chi offre del pane e chiede dove sia la Caritas ad Olbia per donarlo, in tanti mettono a disposizione letti per chi, in poche ore, ha perso tutto. "Non mi capacito si possa morire per il maltempo" twitta un ragazzo. C'è anche chi twitta il proprio telefono perché è pronto ad aiutare con il proprio carroattrezzi. In tanti chiedono di togliere le password dai collegamenti wifi nelle zone colpite, per facilitare le comunicazioni (Rai News 24, 19 novembre).

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