Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
martedì 01 Dicembre |
Sant'Andrea
home iconNews
line break icon

Un Paese dove molti non hanno il cibo necessario: l'Italia

© DR

Chiara Santomiero - Aleteia Team - pubblicato il 13/11/13

Braidotti (Banco alimentare Friuli-Venezia Giulia): “il bisogno è in continua crescita e potrebbe peggiorare con la chiusura del programma europeo di aiuti alimentari”

I tempi sono difficili e ne siamo tutti consapevoli ma forse non avremmo mai pensato che in Italia tornasse un fenomeno che sembrava confinato nel tempo agli anni più bui del secondo dopoguerra: la mancanza di cibo sufficiente. Eppure, denuncia il Banco alimentare, l’insufficienza alimentare riguarda 4.068.000 persone nel nostro Paese con un aumento del 47% rispetto al 2010. Il 10% di questa cifra, cioè 428.587, sono bambini al di sotto dei cinque anni. Non ci sono zone del Paese che non siano toccate da questa realtà, anche quelle che fino ad oggi godevano di maggiore benessere economico, come il Nord-est. Lo spiega ad Aleteia Clara Braidotti, responsabile della comunicazione dell’Associazione Banco alimentare del Friuli Venezia Giulia.

La vostra organizzazione è attiva dal 1996 non soltanto per il Friuli ma anche per le province del Veneto orientale (Venezia, Treviso e Belluno). Com’è la situazione?

Braidotti: Oggi noi riforniamo 350 strutture aperte a varie tipologie di necessità, dai disabili, ai padri separati e alle mamme sole, con oltre 52 mila assistiti. Tuttavia il bisogno negli ultimi anni è cresciuto e continua a crescere, tanto che abbiamo dovuto a malincuore prendere la difficile decisione di bloccare le richieste di convenzione: piuttosto che dare molto poco a più strutture, abbiamo preferito conservare lo stesso numero di enti da aiutare, considerando che intanto è aumentato anche il numero delle persone che bussano alle loro porte. Solo nel 2010 gli assistiti erano ancora poco più di 43 mila, quasi dieci mila in meno. Siamo davvero di fronte a un’emergenza alimentare come afferma la campagna nazionale lanciata dal Banco: nel nostro Paese ci sono 4 milioni di poveri che non accedono all’alimentazione di base.

Anche nel ricco Nord-est del miracolo economico?

Braidotti: La crisi economica ha investito in pieno le aziende che avevano prodotto questo miracolo e molte persone hanno perso il posto di lavoro. Adesso l’economia è ferma e la disponibilità di lavori solo precari sta incidendo gravemente sulle famiglie e sui singoli. Prima l’idea del bisogno veniva associata magari alla figura dell’immigrato, ma adesso coinvolge sempre più gli italiani. La mentalità dei friulani, tra l’altro, li rende molto restii a chiedere aiuto: c’è la convinzione che chi lavora deve guadagnarsi il pane da solo. Così noi raggiungiamo con gli aiuti alimentari 52 mila persone ma abbiamo la sensazione che ce ne siano molte altre nel bisogno e non lo dicano.

La situazione verrà complicata a fine dicembre dalla chiusura del Pead, il programma europeo di aiuti alimentari per gli indigenti?

Braidotti: Moltissimo, il 40% delle scorte stoccate nel nostro centro di Paisian di Prato (Ud) veniva da questi aiuti. Il Pead, che chiude a causa della fine delle scorte di sovrapproduzione agricola, sarà sostituito dal Fead, un altro programma di aiuti, ma con una dotazione ridotta che non si sa come e da chi sarà gestito. I 35 milioni di euro di questo programma che spettano all’Italia non saranno più attribuiti al Ministero per le politiche agricole ma a quello per le Politiche sociali che potrebbe anche scegliere di non destinarli all’acquisto di alimenti. Per questo motivo il Banco alimentare e altri enti che usufruiscono degli aiuti europei come Caritas italiana, Comunità di Sant’Egidio, Croce Rossa e Associazione S. Vincenzo De Paoli, hanno fatto fronte comune per sensibilizzare le istituzioni su questa emergenza: un disegno di legge per l’adozione di un Fondo nazionale per erogare aiuti alimentari agli indigenti di 5 milioni di euro è stato già presentato alla Camera e al Senato e si spera possa arrivare a un finanziamento di 35 milioni.

  • 1
  • 2
Tags:
banco alimentarecrisi economicapovertà
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Aleteia
Foto incredibili di santa Teresa di Lisieux s...
Giovanni Marcotullio
“Kyrie eleison” e non “Signore, pietà”
Jesús V. Picón
Sacerdote con un cancro terminale: perde gli ...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
LOURDES
Il Cattolico
Novena preparatoria all'Immacolata Concezione...
ANGEL
Philip Kosloski
A cosa assomigliano i nostri angeli custodi?
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni