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Il mito della Papessa Giovanna

© DR
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Un falso storico scoperto da un protestante nel XVII secolo, la “Papessa Giovanna” diventa un film, occasione di studio o di scandalo per i fedeli?

di Andrea Gagliarducci

“Petre Pater Patrum Papissa Prodito Partum”, “Pietro, Padre dei Padri, Tradisci il Parto della Papessa”. Così recitava il versetto sulla tomba della Papessa Giovanna, sepolta da qualche parte tra San Giovanni e San Pietro in Laterano, nel luogo dove l’inganno fu scoperto e dove da allora non furono più fatte passare le processioni papali. A ricordare il luogo di sepoltura, una piccola edicola votiva, il sacello, che tuttora c’è a Roma, anche se è buio, in stato di abbandono e chiuso da un’inferriata. Tutto molto suggestivo. Peccato che la storia della Papessa Giovanna si sia rivelato un falso storico. Di più. Una probabile satira nell’ambito del conflitto tra l’Impero e il Papato, diffusasi appena dopo la morte di Federico II di Svevia, che era stato anche scomunicato.

 
Sono varie le fonti che riportano la leggenda della Papessa Giovanna. La storia sarebbe così. Johanna, donna inglese nata nel 814, orfana e di acutissima intelligenza, sarebbe stata adottata da un monaco predicatore, il quale l’avrebbe travestita da fraticello, allo scopo di proteggerla dagli stupratori. E così, vestita come un frate, sarebbe entrata nel monastero di Fulda e poi avrebbe studiato a Magonza, assumendo l’identità del fratello Giovanni, che era morto durante un’incursione vichinga.
 
Johanna progrediva negli studi, e la sua intelligenza era viva. Grazie alla sua fama di erudito, avanzò nei gradi della gerarchia religiosa, fino a giungere a Roma, diventare cardinale, e persino essere nominata Papa con il nome di Giovanni VIII nell’853. Ma, durante una processione pasquale nell’855, il cavallo che portava il pontefice sbalzò il Papa dalla sella nei pressi dalla basilica di San Clemente. Questo portò a un violento travaglio prematuro della Papessa, che era incinta, forse del conte Gerold, conosciuto durante gli studi nella Cattedrale di Dorstadt. La folla inferocita la trascinò per le strade di Roma con i piedi attaccati a un cavallo, e poi la lapidò a morte.
 
Il versetto che sarebbe stato scritto sulla sua tomba corrisponderebbe alle parole che avrebbe proferito un indemoniato durante il passaggio della papessa nella cerimonia. Ma un’ulteriore variante afferma che la donna si sarebbe fermata davanti al posseduto per praticare un esorcismo, domandando al demonio quando avrebbe cessato di tormentare l’uomo, e il demonio le avrebbe risposto con quel verso in sei P, ad indicare che se ne sarebbe andato solo a parto avvenuto.
 
Il luogo dove ci sarebbe stata la tomba era quello in cui era stata rivelata l’identità della Papessa Giovanna. E si dice che nelle successive processioni papali venne evitata. Apparentemente, sin dai tempi immediatamente successivi alla Papessa Giovanna, ogni candidato a Papa viene sottoposto a un accurato esame intimo per assicurarsi che non sia una donna (o un eunuco) travestita. Questa verifica prevederebbe il sedersi su una sedia dotata di un foro, da ci i diaconi più giovani possono accertare se il Papa sia un maschio.
 
Tutto molto verosimile. Ma falso. E ci è voluto uno storico protestante come David Blondel, a metà del XVII secolo, a confutare il mito che nel frattempo si era diffuso, ripreso da Boccaccio ma anche da Guglielmo di Occam, con tanto di ritratto della Papessa Giovanna all’interno del duomo di Siena nella galleria dei Papi.
 
Blondel appurò che la processione papale di Pasqua non passava nella strada dove la presunta nascita sarebbe avvenuta, e la sedia dei teticoli su cui i Papi siederebbero per avere la propria mascolinità accertata è molto precedente all’epoca della Papessa Giovanna. Ma soprattutto, il Papa Leone IV, santo, regnò dall’847 fino alla sua morte nell’855, e dunque è impossibile che ci sia stata una papessa Giovanna che ha regnato tra l’853 e l’855.
 
Insomma, una satira abilmente costruita, che si andava ad inserire nella lotta tra Papato e impero e che faceva leva su alcune delle paure dei cattolici nel Medioevo, ovvero quelle di un Papa sessualmente attivo, di una donna in posizione di autorità dominante sugli uomini, e dell’inganno portato nel cuore stesso della Chiesa.
 
Ma quello della Papessa Giovanna non è un mito di ieri. È un mito di oggi, e non tanto per un recente film che ne ha riportato la storia in auge. Quando si parla della possibilità per Papa Francesco di nominare cardinali delle donne, in fondo si pensa anche alla possibilità di una donna che diventi Papa. Ma il Concilio Vaticano II aveva legato il cardinalato al sacerdozio proprio per evitare “stranezze”. E di un maggior ruolo delle donne nella Chiesa si parla sempre, ma non nel senso di una apertura al sacerdozio femminile, sul quale Giovanni Paolo II ha messo definitivamente una pietra sopra, e riguardo il quale Benedetto XVI ha spiegato che “non possiamo” aprire.
 
Forse siamo tornati al tempo in cui si deve paventare un inganno portato nel cuore stesso della Chiesa per muovere l’attacco alla Chiesa. Forse si vuole proprio la confusione, si vuole cercare di fare della Chiesa una realtà da cambiare e manipolare, andando oltre il messaggio evangelico e la tradizione dei Padri. Forse è con questi dibattiti e queste leggende che si vuole creare la confusione tra i fedeli.
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