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Camilliani: arrestato padre Salvatore. E adesso?

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Lucandrea Massaro - Aleteia Team - pubblicato il 07/11/13

Accusato di aver manipolato le elezioni che lo hanno confermato alla guida dell'Ordine. Al canonista Filippo Di Giacomo chiediamo cosa succede ora.

"Con grande sorpresa e profondo dolore apprendiamo la notizia che il nostro Superiore generale è stato prelevato dalla Guarda di Finanza per rispondere a fatti a lui attribuiti. Viviamo questo momento nella preghiera e con la fiducia che si possa fare luce piena su questa vicenda. Invitiamo i confratelli e tutta la grande famiglia di San Camillo a unirsi a noi nella preghiera per il nostro Padre Generale". Con queste parole il Vicario Generale dei Camilliani, padre Paolo Guarise, ha dato la notizia dell'arresto di Padre Renato Salvatore, Superiore Generale rieletto nel maggio scorso e da noi intervistato pochi mesi dopo alla ripresa delle attività legate al IV Centenario dei Camilliani. Il punto in questione è proprio la procedura della sua rielezione (la prima volta nel 2007) alla guida dell'Ordine.
Secondo l'accusa rivolta a padre Renato Salvatore dalle Fiamme Gialle, il sacerdote avrebbe fatto “sequestrare” due sacerdoti che avrebbero dovuto partecipare all'elezione del Capitolo Generale. I due sarebbero stati voti chiave, che avrebbero impedito a padre Salvatore di essere eletto lo scorso 13 maggio presso la Casa del Divin Maestro ad Ariccia. Per scongiurarne la partecipazione, li avrebbe fatti trattenere inscenando un finto controllo di polizia giudiziaria. (Avvenire, 6 novembre)
Gli investigatori del Gico e della Dda si sono concentrati anche sul ruolo avuto in questo intrigo dal commercialista Paolo Oliverio, 47 anni, faccendiere con fama di prestanome che è stato coinvolto in passato nelle indagini sull’ex consigliere Idv della Regione Lazio Vincenzo Maruccio (arrestato un anno fa per distrazione di ingenti somme, che firmò numerosi bonifici a suo favore), in quelle sulla P3 e sull’eolico in Sardegna, relative al sistema finanziario facente capo al faccendiere Flavio Carboni, e infine nella più remota inchiesta su conti correnti “gestiti in Liechtenstein per conto di Renato Squillante e Attilio Pacifico”. (Corriere della Sera, 6 novembre) 
Ma cosa succederà ora ai camilliani che si ritrovano improvvisamente “decapitati”? Lo abbiamo chiesto a padre Filippo Di Giacomo, giornalista Rai ed esperto di diritto canonico, attento osservatore dei fenomeni vaticani e collaboratore di diverse testate nazionali. 
Filippo Di Giacomo: In diritto canonico il vuoto di potere non esiste. Quando la sede è vacante o impedita il vicario generale prende il suo posto. Il problema è che se quanto abbiamo letto dai giornali è vero, allora il capitolo generale è stato falsato e dunque la Santa Sede farà ripetere il capitolo in quanto nullo. Se dichiarato nullo, allora anche le contestuali elezioni di Vicario e consiglieri risulterebbero prive di valore.
Dunque cosa accadrà?
Filippo Di Giacomo: Se fosse una diocesi verrebbe nominato un amministratore apostolico. In questo caso verrebbe nominato un commissario pontificio che viene a scadenza con la celebrazione del nuovo Capitolo. Potrebbe essere un religioso dello stesso Ordine oppure di ordini affini. Nel caso dei Legionari di Cristo il commissario pontificio fu un Cardinale, ma non è la regola. 
La questione è attualmente in mano alla autorità civili, sarà la magistratura a decidere se e come procedere. La Chiesa come si relazione alla giurisprudenza laica?
Filippo Di Giacomo: Una delle più importanti strutture del diritto canonico dell'83 è la “canonizzazione delle leggi civili”. Tramite questo, il diritto canonico recepisce  come proprie le leggi civili e penali del paese in cui si svolgono tutti i fatti giuridici, dunque anche una eventuale condanna in questi casi sarebbe per la Chiesa la prova di un fatto realmente avvenuto. 
Tags:
camilliani
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