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Universiadi: al via con la benedizione di Papa Francesco

@DR
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In Trentino dall’11 al 21 dicembre si svolgerà la 26^ edizione della competizione sportiva con 3600 atleti di 61 Paesi

E’ stato Papa Francesco ad accendere in piazza S. Pietro la fiaccola della 26^ edizione delle Universiadi, la manifestazione sportiva ospitata dal Trentino dall’11 al 21 dicembre prossimi. La fiaccola che ricorda un fiore di montagna ma vuole essere il simbolo dell’incontro fra sport, ricerca e innovazione, sarà portata in varie città universitarie di Italia ed Europa per tornare poi a Trento l’11 dicembre per l’accensione del braciere in Piazza Duomo che darà il via all’evento. Con la partecipazione di 3600 atleti, dirigenti e tecnici provenienti da 61 nazioni, le Universiadi – promosse dalla Provincia autonoma di Trento, dall’Università di Trento, dal Comune di Trento e da Cusi – si presentano come il più grande avvenimento sportivo invernale che si svolgerà in Italia fino al 2020.

La prima medaglia d’oro, però, come annunciano gli organizzatori, l’evento vuole aggiudicarsela per la sostenibilità ambientale e la tutela delle aree coinvolte tra le quali le Dolomiti, patrimonio dell’Unesco. Un’altra sottolineatura mira ad evidenziare come lo sport universitario possa essere motore per il progresso scientifico e tecnologico: per questo dal 9 al 10 dicembre si terrà a Rovereto una conferenza internazionale sullo sport come fonte di ispirazione per la ricerca.

Le Universiadi si caratterizzano anche come un "evento senza barriere". Grazie a un portale e una App installabili gratuitamente su smartphone o tablet, le persone disabili potranno trovare tutte le informazioni relative all’accessibilità di strutture pubbliche, commerciali, campi gara, filtrate a seconda della posizione geografica e del tipo di disabilità. Non poteva esserci per la manifestazione regalo più bello della benedizione e dell’augurio di Papa Francesco, come hanno confermato ad Aleteia mons. Luigi Bressan, vescovo di Trento e Sergio Anesi, presidente del Comitato organizzatore.
 

Bressan: penso sia la prima volta che un Papa accenda la fiaccola di una manifestazione sportiva. Non è stato semplicemente un gesto formale: Papa Francesco si è fermato a pregare per il successo dell’incontro, perchè i giovani si trovino a loro agio e possano crescere nella fraternità e nella competizione per migliorare se stessi. In questo momento in cui il mondo universitario è soggetto a tante restrizioni è un messaggio di incoraggiamento. D’altra parte lo studio è molto importante, così come lo sport, per formarsi a quelle che sono le sfide della vita.

 

Quale sarà il coinvolgimento nella manifestazione per la Chiesa trentina?

 

Bressan: Tutte le nostre parrocchie sono disponibili all’accoglienza e non vanno dimenticati gli oratori parrocchiali che sono collegati al mondo sportivo. Stiamo pensando anche ad una celebrazione per il 10 dicembre, quando la torcia arriverà a Rovereto e alla Campana dei caduti. Sarà a carattere ecumenico o interreligioso considerata la partecipazione di atleti da ogni parte del mondo.

 

Quale messaggio da queste Universiadi che partono da Roma con una benedizione così importante?

 

Anesi: Un messaggio che vuole dire pace, fratellanza, vuole avvalorare il concetto di rete sul territorio, vuole sottolineare la collaborazione tra generazioni per far sì che questo grande evento possa essere coronato dal successo sportivo ma soprattutto possa avere insieme il successo che si meritano i ragazzi: quello nella vita e in un futuro più sereno. In un momento così difficile in questa Italia che vuole ripartire, le Universiadi intendono anche concretizzare attraverso lo sport gli ideali che i giovani portano dentro che sono sì quelli della competitività ma anche i grandi valori che oggi il Papa ci ha, tra l’altro, nuovamente invitato a pensare e attuare.

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