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Belgio, eutanasia anche per i minori

© Pascal Deloche / GODONG
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La disabilità come criterio per l’accesso all’eutanasia e una ideologia basata sull’utilitarismo che si impone nella società

«Secondo il governo olandese nel 2011 ci sono state 3.695 morti per eutanasia, il 18% in più rispetto al 2010. Ma i numeri reali sono altri, molto molto più alti» Era il 2012 quado la rivista online
Tempi ha intervistato
Alex Schadenberg, attivista prolife e direttore esecutivo della “Coalizione per la prevenzione dell’eutanasia”, una associazione canadese «che si occupa di offrire assistenza legale a chi va in tribunale contro l’eutanasia e che attraverso incontri e conferenze cerca di far capire che l’eutanasia alla fine è solo questo: un uomo che uccide un altro uomo». Il campo di lotta è il Belgio, che ha deciso di seguire l’esempio dell’Olanda in tema di eutanasia e – peggio ancora – di eutanasia di minori.
 
Schadenberg soteneva già un anno fa che l’entità del problema era sottostimato dalle autorità belga: “Secondo i dati forniti, nel 2011 ci sono stati 3.695 casi di eutanasia riportati. È importante sottolineare la parola “riportati”. Infatti, secondo uno studio del 2010 pubblicato sul New England Journal of Medicine, in Olanda il 23% di tutte le morti per eutanasia non vengono riportate, quindi a 3.695 bisogna aggiungere almeno un 23% in più. E arriviamo così a 4.544. Non solo. In Olanda eutanasia e suicidio assistito sono considerate cose molto diverse. Nel 2010 ci sono stati 192 casi di suicidio assistito, aggiungiamo l’aumento del 18%, e arriviamo a 226 casi di suicidio assistito nel 2011. Sommiamo tutto e otteniamo un altro numero: 4.770 persone morte in Olanda nel 2011 per l’eutanasia. Non 3.695” (
Tempi 30 settembre 2012).
 
Attualmente la legislazione del Belgio permette l’eutanasia sopra i 18 anni, in molti sostengono che anche un bambino abbia il diritto di autodeterminarsi. La questione è spinosa, ma soprattutto, come dimostrato, di dimensioni assai più vaste di quelle “ufficiali” e in realtà la legge in discussione tra fiamminghi e valloni non farebbe che mettere una pezza ad una prassi che già esiste. I medici già la praticano, ma ora necessitano di copertura giuridica. (
Tempi 6 novembre).
 
Il punto di arrivo di questa legge è una mentalità che non sopporta l’idea di sofferenza, e soprattutto che non concepisce la vita in maniera che non sia utilitaristica. Una ideologia da cui il Papa ha messo nuovamente in guardia la Chiesa: bambini e anziani si tengono assieme tramite la famiglia, luogo d’amore. (
Radio Vaticana, 27 ottobre)
 
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