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Sinodo dei vescovi: le famiglie hanno bisogno di essere ascoltate

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Roberta Sciamplicotti - Aleteia Team - pubblicato il 05/11/13

Presentata ai giornalisti la preparazione dell'appuntamento ecclesiale dell'ottobre 2014

Due le tappe previste per il prossimo Sinodo sulla famiglia: l’assemblea generale straordinaria (5-19 ottobre 2014), che servirà a raccogliere testimonianze e proposte dei vescovi – che entro gennaio dovranno rispondere a un questionario appositamente predisposto –, e l’assemblea generale ordinaria prevista per il 2015.

Monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e segretario speciale della terza assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi, ha spiegato nella presentazione ai giornalisti della preparazione dell'assise, il 5 novembre, che “non si tratta di dibattere questioni dottrinali ma, da parte della Chiesa, di mettersi in ascolto dei problemi e delle attese che vivono oggi tante famiglie”, “senza mettere la testa nella sabbia su nessuna questione, manifestando alle famiglie anzitutto vicinanza e proponendo loro in maniera credibile la Misericordia di Dio e la bellezza del rispondere alla sua chiamata” (Radio Vaticana, 5 novembre), agendo “con taglio pastorale” secondo la richiesta da parte del papa di mostrare “attenzione, accoglienza e misericordia” verso tutti, “comprese le famiglie lacerate e quanti vivono in situazioni irregolari dal punto di vista morale e canonico” (Vatican Insider, 5 novembre).

Nel contesto della “modernità liquida, in cui nessun valore sembra assodato e in cui la famiglia è contestata o rifiutata, occorre mostrare il carattere profondamente umanizzante della proposta cristiana della famiglia, che non è mai contro qualcuno, ma sempre a favore della dignità e della bellezza della vita dell’uomo, per il bene dell’intera società”, ha aggiunto mons. Forte (Radio Vaticana, 5 novembre).

Interpretazione dinamica” del Sinodo

Monsignor Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, ha affermato che il Sinodo non prevede cambiamenti radicali. “Non ci sono regole nuove: stiamo interpretando le regole che abbiamo in forma dinamica” (Agenzia Sir, 5 novembre). Ci sono “discussioni che possiamo anche fare”, ma “non è previsto che ci sia una ristrutturazione che possa includere anche una formulazione diversa istituzionalmente da quella esistente” (Vatican Insider, 5 novembre).

Nelle intenzioni di papa Francesco, ha spiegato il presule, il Sinodo dei vescovi deve essere “un organo propulsivo, con un cuore che batte: non soltanto esecutivo, ma permanente, forse un po’ più ampliato, in modo che possa studiare anche altre questioni, non solo quelle stabilite in maniera specifica, per aiutare in maniera collegiale il Papa nel governo della Chiesa”, ad esempio proprio la collegialità e l'esercizio del ministero petrino (Agenzia Sir, 5 novembre).

Unioni di fatto

Per il cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Budapest e relatore generale al Sinodo dei vescovi, il problema fondamentale al giorno d'oggi riguardo alla famiglia sono le unioni di fatto senza riconoscimento né religioso né civile, statisticamente un fenomeno “ancor più vasto” rispetto al problema dei divorziati risposati civilmente (Agenzia Sir, 5 novembre).

A ciò si collega un altro elemento sottolineato dal documento preparatorio del Sinodo, ovvero il fatto che “nell’attuale contesto molti ragazzi e giovani, nati da matrimoni irregolari, potranno non vedere mai i loro genitori accostarsi ai sacramenti”. Per questo, sono “urgenti” le “sfide poste all’evangelizzazione dalla situazione attuale, diffusa in ogni parte del villaggio globale” (Radio Vaticana, 5 novembre).

L'attenzione prioritaria, ha indicato monsignor Forte, va rivolta proprio all'evangelizzazione, perché la Chiesa “non esiste per se stessa, ma per la gloria di Dio e per la salvezza degli uomini, cui è chiamata a portare la gioia del Vangelo” (Vatican Insider, 5 novembre).

Divorziati risposati

Un altro problema scottante è la situazione dei divorziati risposati. A questo proposito, un giornalista ha chiesto a monsignor Forte cosa succederebbe se dall’opinione pubblica venisse la richiesta di dare la Comunione a queste persone. “Il riferimento ultimo è il discernimento di Pietro”, ha spiegato il presule, ricordando che compito del Sinodo è “porre al Santo Padre le questioni su cui sarà lui poi a decidere”. Quanto al metodo del Sinodo, “non è decidere a maggioranza, ma certamente ignorare che una consistente parte dell’opinione pubblica ha un’istanza, sarebbe sbagliato” (Agenzia Sir, 5 novembre). “Bisogna rifletterci, pregarci, cercare insieme e il Successore di Pietro con il potere delle chiavi deve darci luce” (Radio Vaticana, 5 novembre).

Al riguardo, il cardinale Erdő ha osservato che la questione “non sembra riferirsi specialmente all’accesso al sacramento della penitenza e della Comunione, ma può segnalare altri campi della vita ecclesiale”, come “i rapporti di lavoro negli istituti di pubblico servizio gestiti dalla Chiesa” (Agenzia Sir, 5 novembre).

Circa il documento diffuso nelle scorse settimane dalla diocesi di Friburgo sull’ammissione dei divorziati ai sacramenti, monsignor Baldisseri ha commentato che si tratta di “una presa di posizione personale oppure locale che non corrisponde naturalmente alla prassi e alla dottrina della Chiesa” (Radio Vaticana, 5 novembre).

Omosessualità

Monsignor Forte è stato interpellato anche sui “toni entusiastici” con cui le associazioni dei gay hanno salutato il questionario inviato alle conferenze episcopali, che tratta anche della situazione delle coppie omosessuali. “Un punto fermo che papa Francesco ha ribadito, ma è già presente nei documenti della Chiesa cattolica, è il massimo rispetto per la persona, e dunque anche per le persone gay”, ha osservato il vescovo, aggiungendo che “l’atteggiamento pastorale nei confronti di questo mondo ha una sua consistenza che deve essere approfondita” (Agenzia Sir, 5 novembre).

“Non ho una risposta pronta”, ha riconosciuto monsignor Forte. “Credo che il Santo Padre chieda ai vescovi di tutto il mondo aiuto anche a discernere possibilità di accoglienza, di comprensione nella fedeltà naturalmente alla visione della famiglia dove un uomo e una donna si uniscono e procreano dei figli che è il messaggio fondamentale che la Chiesa dà sulla famiglia. Ma questo non vuol dire in nessun modo discriminare gli altri” (Radio Vaticana, 5 novembre).

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