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Dalle staminali del cordone ombelicale nuove speranze di cura

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Una nuova terapia per i danni neurologici che se confermata nella sua efficacia permetterebbe di superare ogni problema etico sull’uso delle staminali

Notizie promettenti dagli Stati Uniti, sul fronte della ricerca sulle terapie con cellule staminali da cordone ombelicale. Dai dati preliminari il trapianto di cellule del cordone ombelicale potrebbe essere una terapia contro la paralisi cerebrale provocata dalla mancanza di ossigeno al momento della nascita, una patologia per cui ora non ci sono cure, a beneficiare di miglioramenti una bimba di 4 anni a 5 mesi dall'intervento di impianto. "Oggi i risultati sono molto positivi sia nel linguaggio, perché ora la bimba si esprime con intere frasi e impara ogni giorno nuove parole, sia nel tono muscolare, sta imparando a muoversi con il deambulatore – afferma Irene Martini, direttore scientifico di SmartBank, a cui i genitori della piccola si sono rivolti per la conservazione delle cellule del cordone ombelicale – Il fisioterapista e il logopedista che la seguono sono molto soddisfatti e hanno definito i risultati raggiunti 'fuori dall'ordinario"'. (RaiNews24, 28 ottobre)
 
Gli esperti naturalmente invitano alla cautela: "Questa è una sperimentazione controllata, con cellule sicure e dati documentati – afferma Angelo Vescovi, direttore scientifico dell'Ircss Casa Sollievo della Sofferenza, a margine del congresso che ha presentato lo studio – ma lo stesso padre della bimba, che ho conosciuto, mi ha detto di sapere che è difficile dire se il miglioramento è dovuto alla terapia o è naturale. L'unica cosa che lui può dire è che è migliorata, ma non si aspetta miracoli".  
 
“Nell’apprendere la notizia della bimba sottoposta a cura migliorativa con l’uso delle cellule staminali da cordone ombelicale, condividiamo le parole del Prof. Angelo Vescovi e del Prof. Bruno Dallapiccola che, pur invitando alla cautela, evidenziano i risultati ottenibili da una sperimentazione sicura e controllata”, commenta Paola Ricci Sindoni, presidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita. “I dati presentati ci dicono che è ancora presto per dare risposte definitive, ma questo nuovo caso consente di ribadire che la ricerca che coinvolge staminali “etiche”, cioè non derivanti dalla distruzione di embrioni, porta risultati tangibili e apprezzati dalla comunità scientifica, oltre che efficaci e sicuri per i pazienti”. 
 
“Le cellule staminali da sangue cordonale rappresentano una ricchezza per la ricerca e per i malati e la donazione del cordone è da sostenere e implementare. Numerosi studi e sperimentazioni hanno confermato la possibilità di utilizzare il sangue prelevato dal cordone ombelicale come fonte alternativa di staminali emopoietiche a scopo di trapianto. La scelta verso la donazione del sangue cordonale continua a crescere. Donare il cordone e depositarlo in una biobanca ne garantisce idoneità, qualità, sicurezza, tracciabilità”. (Comitato Scienza & Vita, 29 ottobre)
 
Se i dati futuri e la sperimentazione concorderanno con il caso di questi giorni, allora un passo avanti sarà stato fatto per la scienza, ma anche per la difesa della vita nascente.
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