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Si allarga il Datagate: dopo Francia e Germania, anche l’Italia

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Chiara Santomiero - Aleteia Team - pubblicato il 24/10/13

L’attività di spionaggio dei governi europei dell'Agenzia di sicurezza nazionale americana al centro del summit del Consiglio d’Europa a Bruxelles

E’ diventata la notizia principale al summit di Bruxelles del 24 e 25 ottobre: il Datagate, dopo la notizia che forse anche il cellulare della cancelliera Merkel è stato intercettato, ha travolto tutti gli ordini del giorno dell’incontro dei 28 Paesi  del Consiglio europeo come un ciclone. «Nella bozza di conclusioni del vertice Ue, che i leader discutono oggi, c'è un riferimento alla necessità di approvare la direttiva sulla protezione dati l'anno prossimo, perchè è importante ristabilire la fiducia», ha detto il presidente della Ue Herman van Rompuy a chi gli chiedeva una reazione al 'datagate' (Il Messaggero.it 24 ottobre).

Intanto l’ambasciatore statunitense a Berlino è stato convocato dal ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle per comunicazioni sulla vicenda dello spionaggio del cellulare della cancelliera Angela Merkel, la quale, a margine del vertice Ue, incontrerà in privato il presidente francese Francois Hollande.

Ci si aspetta che dal vertice, superando le diverse posizioni che da mesi paralizzano una risposta forte dell’Unione europea nei confronti degli Stati Uniti, venga fuori più di una dichiarazione: cioè nuove norme sulla protezione dei dati personali.

Una risoluzione è stata approvata a larga maggioranza dal Parlamento europeo e sa di ritorsione verso gli Stati Uniti: con il provvedimento si chiede di sospendere uno dei più importanti accordi tra Ue e Usa sul fronte della lotta al terrorismo. “Si tratta del programma Swift, attraverso il quale vengono tracciati tutti i movimenti di capitali da una sponda all'altra dell'Oceano, con i dati immagazzinati in una gigantesca banca dati. La risoluzione non è vincolante. Ma la Commissione europea ha già risposto all'Europarlamento, assicurando che farà passi concreti per chiedere nuove spiegazioni e informazioni «scritte» alle autorità di Washington” (Il Messaggero.it 24 ottobre).

Obama, chiamato direttamente in causa dai leader europei ha cercato di rassicurare prima il presidente francese Hollande – nei giorni scorsi Le Monde, sulla scorta di documenti dell’ex consulente dell'Agenzia di sicurezza nazionale americana (Nsa) Edward Snowden, ha pubblicato la notizia che oltre 70 milioni di telefonate di francesi sono state registrate in un periodo di 30 giorni dal 10 dicembre 2012 all'8 gennaio dalla Nsa – e poi la cancelliera Merkel. Secondo il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney : "Non so nel dettaglio cosa il presidente Obama abbia detto al cancelliere Merkel. Ma gli Stati Uniti non hanno mai monitorato il suo cellulare e le sue comunicazioni. Come ha sempre detto il presidente, siamo impegnati a raccogliere informazioni di intelligence stando attenti a trovare un equilibrio tra sicurezza e tutela della privacy". Gli Stati Uniti, a fronte delle preoccupazioni del governo tedesco, come quelle espresse da Parigi, stanno portando avanti le loro verifiche sui metodi di raccolta dati ad opera della intelligence, ha spiegato il portavoce della Casa Bianca dopo aver ribadito che gli Stati Uniti non hanno spiato la cancelliera Angela Merkel (Il Giornale.it 23 ottobre).

Anche l’Italia pare non essere stata risparmiata dalle attività spionistiche americane. Lo ha affermato Gleen Greenwald il giornalista americano che custodisce i file della “talpa” Snowden. “Grennwald, come riporta il settimanale "L'Espresso", rivela che l'attività di spionaggio globale viene svolta attraverso l'intercettazione di tutti i dati trasferiti da tre cavi in fibre ottiche sottomarini che hanno terminali in Italia. Il primo è il SeaMeWe3, con "terminale" a Mazara del Vallo. Il secondo è il SeaMeWe4, con uno snodo a Palermo, da cui transita anche il flusso di dati del Fea (Flag Europe Asia)” (Tgcom 24, 24 ottobre).

Di più: sempre secondo Greenwald, l’Italia non sarebbe stata soltanto nel mirino del programma Prism, creato dagli 007 statunitensi: con un sistema parallelo e convergente, chiamato Tempora, anche l’intelligence della Gran Bretagna avrebbe spiato i cavi a fibra ottica che trasportano telefonate, mail e traffico Internet del nostro paese e le informazioni ritenute rilevanti sarebbero state poi scambiate con l’Nsa americana. Il dato più inquietante è che i dati raccolti dall’intelligence britannica non riguarderebbero solo la lotta al terrorismo ma anche il controllo di aziende, politici e uomini di Stato e che gli inglesi “avrebbero selezionato telefonate e mail utili a individuare «le intenzioni politiche dei governi stranieri» (Il Secolo XIX, 24 ottobre).

E se la Merkel arrivando al vertice di Bruxelles ha subito precisato che “Spiare non è accettabile, tra alleati ci vuole fiducia. Non è solo un problema che riguarda me, ma tutti i cittadini", il premier Letta ha ribadito che "Non possiamo tollerare che ci siano zone d'ombra o dubbi. Ovviamente vanno fatte tutte le verifiche, ma vogliamo tutta la verità. Non è accettabile e concepibile che ci siano attività di questo tipo" .

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