Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Jason Gardener deve il suo oro olimpico alle suore

Jasongardener.co.uk
Condividi

L'ex corridore britannico vincitore ai Giochi olimpici di Atene 2004 ricorda con nostalgia la scuola elementare cattolica St. John di Bath

di Kerri Lenartowick

A un evento vaticano organizzato il 20 ottobre per promuovere il rapporto tra fede e sport, il corridore britannico medaglia d'oro alle Olimpiadi Jason Gardener ha affermato che deve alle suore cattoliche l'incoraggiamento a diventare il campione che è stato.

L'atleta ha raccontato i suoi esordi nel mondo sportivo a sei anni quando ha cominciato a muovere i primi passi di corsa nella scuola elementare cattolica St. John di Bath. “Mi è stata data l'opportunità di partecipare alle giornate sportive e ricordo ancora quando ho superato il traguardo – cercando di fare del mio meglio e facendo davvero bene”.

“Allora c'erano i Giochi olimpici del 1984 e ho pensato 'Wow, mi piacerebbe essere così'. Le suore della mia scuola sono venute a vedermi e mi hanno portato qualche medaglia dicendo 'Lavori davvero sodo e sei un bravo bambino, potresti vincerne qualcuna da grande”, ha raccontato Gardener.

Domenica mattina l'ex atleta britannico ha corso un tratto di 100 metri allestito sulla strada che porta a Piazza San Pietro.

Il corridore, vincitore di una medaglia d'oro nella staffetta 4 x 100 alle Olimpiadi di Atene del 2004, era stato invitato a partecipare alla “100 metri di corsa e fede”, promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura.

L'evento faceva parte di una giornata di festa per lo sport che puntava a rilanciare “i valori educativi, culturali e spirituali della pratica sportiva”, ha dichiarato il dicastero vaticano. Per Gardener, la festa è stata “un'occasione e un evento davvero speciale”.

Gardener si è rivolto alla folla in Piazza San Pietro dicendo che lo sport ha “il potere di cambiare la vita, qualunque sia la propria specialità”. Lo sport fornisce “valori e abilità… la capacità di divertirsi, avere uno stile di vita sano, imparare come vincere, e a volte come perdere. Ma ovviamente si inserisce in un percorso che dura tutta la vita per essere una brava persona e avere sani valori”.

L'atleta ha detto alla CNA di aver avuto “una buona base” e di aver frequentato una scuola cattolica. “Sono stato cresciuto con buoni valori, e questo ha giocato un ruolo importante nella mia vita”, ha spiegato. “Non sono particolarmente esplicito riguardo alla mia fede, ma sono credente e sono molto felice della mia vita. Sono molto riconoscente – ho lavorato sodo ed ho dei principi morali, mi comporto bene come cittadino, e credo che questo mi abbia aiutato ad arrivare fin qui”.

Gardener non è stato sempre così impegnato a livello di fede. “Probabilmente non andavo in chiesa così spesso come i miei genitori e i miei nonni avrebbero voluto”, ha ammesso. “Qualche anno fa, però, mi sono unito alla Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport nel Regno Unito ed è stato molto interessante, ho conosciuto delle persone che svolgono un grande lavoro nel Regno Unito e non solo”.

La fondazione ha iniziato a lavorare dopo che papa Benedetto XVI ha visitato la Gran Bretagna nel 2010, e mira a promuovere la costruzione di un carattere spirituale attraverso l'eccellenza nelle capacità sportive.

Gardener lavora anche con le Special Olympics, un'organizzazione che si dedica ad assicurare allenamento atletico e competizioni a individui con disabilità intellettive. Molti atleti delle Special Olympics erano presenti all'evento sportivo vaticano.

Gardener ha affermato che lavorare con loro e con i paraolimpici è stato molto importante “perché tutti sono atleti che lavorano davvero sodo e, cosa più importante, tutti partecipano per divertirsi”. “Penso che a volte come professionista sportivo si perda quell'aspetto, quando è il tuo lavoro e le cose non vanno bene”. “A volte sono così colpito da queste persone che hanno sperimentato tanto”, ha confessato il corridore. Ci sono “tanti stereotipi su di loro, ma poi si portano in uno stadio e sono grandi atleti”.

Gardener si è detto felice del fatto che gli stereotipi che circolano sugli atleti disabili stiano via via scomparendo. “Si impegnano davvero tanto… vedere ciò che riescono a raggiungere è incredibile, e c'è un messaggio davvero forte per la società. Penso che i tempi stiano cambiando”.

Gardener guarda all'influenza dello sport nella sua vita come parte del viaggio che lo ha portato a Roma domenica mattina.

Mentre la folla aspettava che papa Francesco desse il suo messaggio settimanale durante l'Angelus, la medaglia d'oro olimpica ha espresso la sua emozione per il fatto di vedere il pontefice. “Devo darmi un pizzicotto perché non posso quasi credere di essere davvero qui!”, ha esclamato.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni