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Essere gentili per vivere meglio

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LaFamilia.info - pubblicato il 22/10/13

La gentilezza produce pace ed è contagiosa, ha il potere di “disarmare i cuori”

È stato dimostrato che gli atteggiamenti positivi – tra i quali la gentilezza – contribuiscono a migliorare il nostro benessere fisico e psicologico, mentre l'ira, l'invidia, il cattivo carattere e la violenza si sono dimostrati negativi per l'organismo. Per questo molte volte si possono prevenire certi acciacchi essendo semplicemente una brava persona. Quanto più gentili, quindi, tanto più in salute.

Si dice che quando qualcuno è gentile vive meglio. Perché? Dipende dalla soddisfazione che producono gli atti cordiali e il fatto di trattare bene le persone, il che a sua volta favorisce l'armonia personale. Questo tipo di emozioni fa sì che il cervello liberi endorfine, note come gli ormoni della felicità, che secondo gli esperti prevengono le malattie e sono molto positivi per l'essere umano. Alcuni studi confermano inoltre che promuovere nei bambini valori come la gentilezza fa sì che crescano più felici.

La gentilezza, un valore disarmante

Essendo gentili non solo saremo più in salute, felici e ottimisti, ma faremo sì che lo siano anche gli altri.

La gentilezza produce pace ed è contagiosa, ha il potere di “disarmare i cuori”; in altre parole, la cortesia ha la capacità di liberare l'altro dalle emozioni negative, perché di fronte a un gesto gentile l'altro abbassa le mani, si tranquillizza. La gentilezza è una formula per raggiungere la calma in un momento ostile, evitando così una possibile condotta negativa.

Con il suo effetto moltiplicatore, la gentilezza diventa un valore fondamentale della coesione sociale creando società più giuste, pacifiche, solidali, rispettose ed educate.

Come essere gentili?

La gentilezza è una virtù propria delle buone maniere. Essere cordiali è mostrare interesse per le cose altrui, sorridere, trattare gli altri in modo caloroso, essere attenti, salutare, ringraziare e congedarsi, “il tipo di dettagli che cambia i volti e rallegra l'atmosfera. Le relazioni si stringono. I sorrisi si moltiplicano. Il lavoro si gode. Il cuore ringiovanisce. Aumenta il desiderio di condividere il tempo. Perché la gente si sente trattata con il rispetto e la dignità che merita. E tutto questo dipende solo da un semplice 'buongiorno'”, scrive Andrés Ocádiz in uno dei suoi articoli della collezione Gama – Virtù e valori, pubblicato su LaVanguardia.com.

Anche se alcuni considerano la gentilezza una dimostrazione di debolezza, nulla è più lontano dalla realtà. La psicologa Begoña García Larrauri ha affermato al riguardo che “l'autentica gentilezza è un tratto di forza e non deve essere confusa con la sottomissione o con il desiderio di compiacere contro i nostri desideri o interessi, o anche contro il nostro stesso benessere”.

“La vera gentilezza”, ha aggiunto, “è assai collegata al rispetto verso l'altro, per cui la persona gentile resta libera da pregiudizi, aspettative e credenze nei confronti delle persone. Anche con la generosità, la simpatia e l'empatia”.

La gentilezza “vende”

La gentilezza può diventare un fattore capace di influire sulle decisioni di acquisto? Non sarà che quando ci si sente ben serviti in un negozio (non è altro che un trattamento gentile) si è più motivati all'acquisto? Un trattamento freddo e scortese può far perdere un cliente?

Tutto questo ci porta a pensare che al giorno d'oggi le organizzazioni fanno molto caso al fatto che i loro dipendenti siano persone gentili, non solo con le persone esterne alla compagnia, ma anche con i loro colleghi, costruendo buone relazioni; non basta essere il professionista migliore se non si è la persona migliore.

Nella dinamica del trattamento umano, la gentilezza è una sorta di strumento per provare soddisfazione e gioia, sia quando si è gentili che quando gli altri lo sono con noi. Opportunità per essere gentili non mancano, bisogna solo trasformarle in abitudine.

Tags:
cervellofelicità
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