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Chen Guangcheng: l’aborto forzato ferisce la sacralità della vita umana

Forced Abortion Dilutes Sacredness of Human Life, Says Chen Guangcheng – it

Holt Henry Publishing

John Burger - pubblicato il 21/10/13

L'attivista per i diritti umani discute a Princeton la politica cinese del figlio unico e la repressione religiosa

I regimi totalitari sono la maggior minaccia per la civiltà umana, e la priorità numero uno del mondo libero dovrebbe essere la loro fine, ha affermato l’avvocato per i diritti umani cinese Chen Guangcheng in un discorso pubblico pronunciato all’Università di Princeton il 16 ottobre.

Chen, divenuto famoso a livello mondiale nel 2012 dopo essere sfuggito a un arresto nel suo Paese natale, ha pronunciato il suo intervento come neo Distinguished Senior Fellow in Diritti Umani presso il Centro William E. e Carol G. Simon sulla Religione e la Costituzione dell’Istituto Witherspoon.

L’attivista 41enne si è scontrato in Cina con le autorità sulla politica del figlio unico e sugli aborti e le sterilizzazioni forzati messi in atto per applicarlo. Ha iniziato a documentare abusi di questo tipo nel 2005 e ha organizzato class-action contro l’applicazione di questa politica da parte del Governo. Nel 2006 ha iniziato una condanna al carcere di quattro anni, dopo la quale è rimasto agli arresti domiciliari.

Non ha ammorbidito la sua posizione da quando è giunto negli Stati Uniti diventando per un anno fellow presso la Scuola di Diritto della New York University. Davanti al pubblico di Princeton, ha lamentato che la situazione sia cambiata poco da quando ha iniziato il suo lavoro.

“La cosa più sconfortante e che fa infuriare maggiormente è che, otto anni dopo, in Cina questo tipo di crimine disumano sistematico avviene in modo organizzato sotto la leadership del Partito comunista”, ha affermato parlando attraverso un interprete. “Alle 4 del mattino del 27 settembre, un gruppo di 20 funzionari della Commissione per la Pianificazione Familiare, 16 uomini e 4 donne, si è introdotto con la forza a casa di Zhou Guoqiang e di sua moglie Liu Xinwen, una coppia di Weifang, nella provincia dello Shandong, mentre stavano dormendo. Hanno buttato giù a calci la porta di casa, hanno immobilizzato Zhou Guoqiang e hanno trascinato sua moglie in ospedale per farla abortire. Un bambino di sei mesi è stato assassinato con un’iniezione letale nel grembo di sua madre. È più corretto dire che il bambino è morto per un sistema iniquo piuttosto che per un’iniezione letale. Pensiamo a come devono essersi sentiti i genitori quando hanno visto uccidere il proprio figlio senza poter far niente per evitarlo. Leggere questo resoconto mi riporta alla memoria le storie e le grida di quelle donne impotenti nel 2005”.

In un’intervista successiva, Chen ha affermato che la questione dell’aborto in Cina è diversa dalla questione relativa alla sua legalità negli Stati Uniti. “Vorrei sottolineare la questione dell’aborto forzato. Nella società cinese, l’impatto negativo degli aborti forzati è molto chiaro. Oltre a provocare un problema perché la popolazione invecchia e il tasso di genere non è equilibrato, è anche una questione di sottovalutazione della vita. Viene attuato così di frequente che il concetto dell’importanza o della sacralità della vita umana viene svilito”.

Nel suo intervento, Chen ha chiesto agli americani di esortare i rappresentanti eletti “ad applicare tutte le risorse e i mezzi per aiutare a porre fine all’iniqua politica del figlio unico e degli aborti forzati in Cina. Costringere le donne ad abortire i propri bambini è una violazione dei diritti umani universali. Calpesta i diritti delle donne, il diritto alla libera scelta, e anche il diritto sacro alla vita”. “Le organizzazioni giudiziarie e amministrative”, ha suggerito, “dovrebbero unirsi per stabilire un meccanismo deterrente per chi viola i diritti umani”, come istituire un database globale per chi si macchia di violazioni di questo tipo, inclusi i funzionari della Commissione per la Pianificazione Familiare complici degli aborti forzati.

In una risposta data dopo la conferenza, Arthur Waldron, un esperto cinese dell’Università della Pennsylvania, ha dichiarato che gli aborti forzati sono stati “imposti a innumerevoli donne in Cina” e ha esortato i presenti che volevano saperne di più a leggere un nuovo romanzo dell’autore cinese Ma Jian, “La via oscura”. “È una lettura straziante, ma è fondamentale perché non è altro che la verità”, ha commentato.

Libertà religiosa

La conferenza di Chen ha anche preso di mira la persistente repressione della libertà religiosa in Cina. L’attivista ha espresso la speranza che il Governo statunitense chieda che la Cina fermi la persecuzione religiosa e assicuri la libertà di religione.

“120 monaci tibetani si sono immolati. Quanti a Xinjiang lottavano contro la tirannia sono stati uccisi, uno dopo l’altro”, ha continuato. “E sappiamo tutti dell’indescrivibile persecuzione che hanno subito i membri di Falun Gong. Le chiese domestiche cristiane non ufficiali e indipendenti e le chiese cattoliche subiscono ancora restrizioni o sono messe fuori legge dal Governo”. L’interprete di Chen ha affermato che egli non ha affiliazioni religiose.

In generale, ha dichiarato, la società cinese è “tornata quasi ai tempi della Rivoluzione Culturale” del 1966-1976. Il primato della legge è stato compromesso, e i difensori dei diritti umani sono soggetti a rapimento o agli arresti domiciliari, o sono “falsamente accusati di avere una malattia mentale”. Il 9 ottobre, ha rivelato, suo fratello, che vive ancora in Cina, “è quasi incappato in un incidente automobilistico deliberato”.

Non c’è inoltre libertà di stampa, e il controllo di Internet è così esteso che Chen lo definisce un “muro di Berlino cibernetico”. L’attivista ha quindi suggerito che il Congresso statunitense potrebbe raddoppiare i fondi per la ricerca per un software più efficace che superi le protezioni dei firewall, aumentando così la libertà di Internet in Cina.

Lo scontento sta aumentando, ha aggiunto citando una serie di proteste pubbliche, come una recente nella provincia di Guangdong in cui la gente aveva dei cartelloni con scritto “Abolite la dittatura del partito unico!”. In risposta alla crescente ondata di protesta, ha osservato, il Governo spende ora più denaro per mantenere la stabilità interna che per la difesa nazionale.

“Esorto i Governi dei Paesi democratici, soprattutto il Governo degli Stati Uniti, il campione dei diritti umani, a dare il buon esempio spostando l’attenzione dall’economia e dal commercio ai diritti umani, e dal prezzo al valore, quando si ha a che fare con dittatori”, ha detto. “Dare importanza solo agli interessi economici terrà gli Stati Uniti ancor più lontani da ideali fondamentali come la libertà, la democrazia e i diritti umani, che sono i principi fondanti della Nazione”. Allo stesso modo, ha espresso la speranza che il Presidente Obama “non ascolti solo la voce del Partito comunista cinese”.

Consigli

Chen ha quindi fornito alcuni consigli per coloro che lottano contro le ingiustizie. “Quando si ha a che fare con un Governo che pratica la violenza, se non si cerca di influenzarlo con i propri valori universali, come la libertà, l’uguaglianza, la democrazia e il costituzionalismo, molto probabilmente si diventerà vittime della malvagità di questo Governo”, ha dichiarato. “Come risultato di questa erosione insidiosa, il cuore si distorce e si inizia a porsi dei limiti e a rinunciare ai propri principi. È evidente che le questioni relative ai diritti umani e umanitari che avvengono in qualsiasi parte del mondo invaderanno e diventeranno il contenuto della nostra vita, e potranno anche avere un’influenza diretta sulla nostra vita”.

Gli individui che si sentono impotenti nell’affron
tare una lotta di questo tipo dovrebbero resistere allo slancio di sottovalutarsi. “Ogni persona ha una forza infinita”, ha affermato. “Ogni azione ha un impatto importante. Dobbiamo credere nel valore delle nostre azioni”.

In un’intervista rilasciata durante un ricevimento a seguito dell’intervento, Robert George, un professore di Princeton presidente della Commissione statunitense sulla Libertà Religiosa Internazionale, ha affermato di essere “felice” di ascoltare Chen che esortava il popolo americano a sostenere gli sforzi per “porre fine alle politiche più illecite della Cina”, inclusi gli aborti forzati, la repressione religiosa e le restrizioni alla libertà d’espressione.

Chen, che collabora con la Commissione per la libertà religiosa, ha “chiamato all’azione, e spetta a noi portare il suo messaggio ai nostri concittadini” per resistere al regime totalitario in Cina “non con la forza delle armi, ma con una forza morale”, ha affermato George.

‘Barefoot Lawyer’

La conferenza è stata copatrocinata dal Witherspoon Institute e dal James Madison Program in American Ideals and Institutions dell’Università di Princeton.

La nomina di Chen del 2 ottobre al Witherspoon Institute, un centro di ricerca indipendente di Princeton, New Jersey, per promuovere la comprensione pubblica e le basi morali delle società libere e democratiche, è avvenuta in concomitanza con due altre nomine: Visiting Fellow dell’Istituto per la Ricerca Politica e gli Studi Cattolici presso la Catholic University of America e Senior Distinguished Advisor presso la Fondazione Lantos per i Diritti Umani e la Giustizia. Tutte e tre le nomine sono triennali.

“Il mio Istituto guarda alle questioni di politica pubblica dalla prospettiva di quello che è definito insegnamento sociale cattolico”, ha detto Stephen Schneck, direttore dell’Istituto per la Ricerca Politica e gli Studi Cattolici della Catholic University, con un’email del 16 ottobre. “I diritti umani e la giustizia sociale sono elementi centrali di questo insegnamento, ed è anche una comprensione molto ‘papa Francesco’ del governo che mette al primo posto la persona (e soprattutto i vulnerabili, i poveri e gli emarginati). L’opera di Chen di sostegno ai diritti e alla giustizia sociale e per mettere la persona davanti alla burocrazia o al profitto è in perfetto accordo con l’azione dell’Istituto. Per questo, siamo felici di averlo come parte dei nostri sforzi. Il suo lavoro con noi sarà principalmente accademico – svolgere ricerche, lavorare su un progetto di un libro e scrivere su questi temi”.

Cieco fin dall’infanzia, Chen è autodidatta in diritto ed è diventato famoso nelle aree rurali della Cina come l’“avvocato scalzo”. Sostiene anche i diritti delle persone disabili.

“L’Istituto è orgoglioso di collaborare con queste grandi istituzioni, facendo causa comune, nel nostro sostegno congiunto del signor Chen, a favore della libertà e della democrazia per il popolo cinese”, ha dichiarato Matthew J. Franck, direttore del Simon Center, quando è stata annunciata la nomina. “L’Istituto spera che egli possa continuare a dire al mondo la verità sugli abusi contro i diritti umani in Cina”.

“Il coraggioso sostegno del signor Chen ai diritti umani in Cina ha risvegliato il mondo alla barbarie della politica cinese del figlio unico e alla crudele realtà degli aborti forzati in Cina. Egli ha sostenuto attivamente i diritti delle donne, dei poveri e dei disabili”, ha detto il presidente della CUA John Garvey durante una conferenza stampa il giorno in cui Chen ha ricevuto la tripla nomina. “In virtù della nostra fede in Gesù Cristo, ci dedichiamo a sostenere la lotta internazionale per il riconoscimento della dignità umana e la difesa dei diritti umani fondamentali”.

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